Tra cronaca e storia: il deragliamento del Frecciarossa e la strage sul Rapido 904

Il FrecciaRossa deragliato è un disastro ferroviario che tocca tutti noi, anche chi non prende abitualmente i treni ad alta velocità. Le prime indagini hanno accertato l’errore umano. Seguiranno ulteriori inchieste e processi. Presto però noi tutti dimenticheremo: i riflettori si spegneranno su questo disastro costato la vita a due ferrovieri e nuovi fatti di cronaca occuperanno le prime pagine dei giornali.

Ricordare (o meglio, scegliere cosa ricordare) è però fondamentale per mantenere viva la nostra coscienza civica. Lo sa bene Rosaria Manzo che in una lettera aperta ci rivolge queste parole:
“ Vi scrivo in qualità di presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984, treno partito da Napoli e mai arrivato a Milano, dove era destinato.
Quel terribile 23 dicembre di 35 anni fa, come è noto, si verificò una delle pagine più buie della storia della Repubblica, un intreccio tra terrorismo e criminalità organizzata che cagionò, all’interno della Grande Galleria dell’Appennino, 16 morti e 267 feriti. In tutti questi anni abbiamo cercato ostinatamente di portare avanti la memoria di tutte le vittime della strage, ma anche e soprattutto siamo stati animati da un forte e sacrosanto desiderio di giustizia. Giustizia che non abbiamo ancora ottenuto e di cui forse mai beneficeremo, visto che il processo relativo alla strage si è estinto con la morte del boss Totò Riina, imputato in qualità di mandante.
L’attività della nostra associazione, a prescindere dall’iter giudiziario, è sempre stata animata dal convincimento che occorre disseminare il valore della memoria, soprattutto tra i più giovani e a maggior ragione tra coloro che nel 1984 non erano ancora nati”.

Una bella e significativa risposta l’associazione presieduta da Rosa Manzo l’ha ricevuta da un gruppo di studenti del Liceo Bérard di Aosta, che, a Napoli, nel quartiere Forcella, presso la Biblioteca “A Porte Aperte”, intitolata ad Annalisa Durante, uccisa a soli 14 anni durante una sparatoria tra clan rivali, ha progettato di mettere in scena la trasposizione teatrale del libro “Mi ricordo. Rapido 904. Frammenti di Vita”, avendo a base la testimonianza di Lina D’Aniello, una sopravvissuta alla strage del 23 dicembre 1984.

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