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Teatro, un viaggio tra rovine sentimentali

5 attori per 11 personaggi, undici personaggi con la maschera dei loro attori, e attori e attrici riflessi nei frammenti di uno specchio infranto, lo specchio che rimanda l’immagine della realtà. Ma si tratta della realtà di personaggi che hanno smarrito l’identità con la propria storia, sono frammenti vaganti nel buio dell’anima che li contempla. Voci solitarie che tentano di comunicare se stessi per ritrovarsi lì dove solo possono esistere: nello sguardo del pubblico. Ed è per il pubblico che “lo specchio infranto” rimanda i suoi riflessi, un pubblico che dovrà lui cercare di rimetterli insieme, sciogliere l’enigma delle loro provenienze, ricordare, per loro, chi sono: chi è Amleto, chi sono lady Macbeth e consorte, chi è Giulietta, chi è nostra signora la morte… la morte l’unica vera protagonista del nostro specchio infranto, nella speranza che qualcuno riesca anche a ridere.

In scena le straordinarie: Maria Sara Amenta, Chiara Lutri, Francesca Pulvirenti, Loriana Rosto per la regia di Giuseppe Carbone che a loro si accompagna circospetto.

“Lo specchio infranto” è un viaggio tra le rovine monumentali di un teatro che immaginiamo morto, ma che è più vivo e fastoso che mai. Lo specchio delle illusioni è la realtà, ma lo specchio che la riflette e che per questo fu inventato è il teatro, spaziotempo magico che mostra le maschere che noi stessi siamo e ci riporta alla radice della nostra identità, rivelandoci infine che siamo “assenze” piuttosto che “presenze”.

Lo spettacolo è spettacolo d’attori, che devono, per un imperscrutabile imperativo oscuramente categorico, essere personaggi, ma esserlo come frammenti di uno specchio che il reale tenta di spaccare, per distruggere la forza, il teatro, che lo smaschera.

Attori, non già illuminati in vita, eppure attori che giocano con il crimine, il dolore, la follia, l’amore, l’odio, il piacere e la morte. Attori che devono alla possibilità dello specchio teatrico il senso della loro verità.

Piccolo Teatro di Catania, via Ciccaglione n. 29, sabato 29 agosto, ore 20,30.

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