SPIAGGE LIBERE, IN SICUREZZA O CHIUDERLE

di Carmelo Santangelo

Come promesso dall’Amministrazione Comunale le spiagge libere della Play di Catania si sono aperte il 20 Giugno, Ma a che condizione? Il deserto è più ombrato, dato che non è una tettoia o altro luogo similare per ripararsi dal sol leone, le immagini pubblicate parlano da sole.
Però all’ingresso troviamo la scritta “Comune di Catania, balneazione non sicura per mancanza di servizio di salvataggio – limite di acque interdette alla navigazione non segnalato”- dato che siamo in Europa l’incaricato ha avuto al buona idea di tradurlo in Inglese, Francese e in Tedesco, però non si sono posti il problema perché aprire in queste condizioni , dove mancano le più elementari norme di sicurezze, solo un folle può approvare una simile direttiva dimenticando che in caso di incidente marittimo la magistratura ci andrebbe a nozze per trovare il colpevole.
Il prezzo più alto però lo pagano i bambini dei Grest le colonie organizzate dalle parrocchie perché non possono andare al mare per mancanza di un riparo dal sole e per l’assoluta mancanza di sicurezza. Un danno non da poco dato che come ogni anno il Grest toglie dalla strada molti ragazzi dei nostri quartieri a rischio, mentre ora si “gioca per la strada”. Tutto questo avviene in palese violazione del documento uscito dal tavolo di concertazione Regioni e Ministero per le pari opportunità e la famiglia, avente per oggetto: “Socialità e gioco per bambini nell’emergenza covid 19” linee guida. In virtù dell’art. 7 comma 2 della legge Regionale 3 luglio 2000 n. 13. Bisogna inoltre considerare che l’Amministrazione Comunale non sappia il grado d’inquinamento marino nei tratti antistanti le spiagge libere , come daltro canto cita nel famoso cartello di cui sopra forse non sono state fatte le analisi per vedere la presenza del batterio “Escherichia-coli visto gli scarichi reflui del torrente Fontanarossa e del canale forcile.
L’Amministrazione deve avere la consapevolezza che le spiagge libere sono luoghi di svago, che accolgono i cittadini che vogliono usufruirne senza costi, ma non per questo bisogna lasciarle in balia del nulla , un amministrazione seria che tiene alla salute pubblica anche nelle spiagge pubbliche deve salvaguardare la salute di chi ci và ,non solo con le analisi del mare ma anche dotando le stesse con punti di soccorso sanitario e con torri di controllo balneare al fine di mettere a disposizione l’utilizzo di quella parte del demanio gestito dal comune in piena sicurezza da incidenti e sanitari

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