Siamo tutti italiani, gli stereotipi non fanno più per noi.

Siamo italiani, tutti da nord a sud, il dolore per la perdita di un congiunto oppure estraneo per causa del covid 19 e le supposizioni inappropriate che sono state fatte pubblicamente durante un trasmissione televisiva mi lasciano alquanto interdetta. La battaglia che TUTTI nel nostro paese stiamo combattendo, non è una partita di calcio, ma è una delle pagine più buie della nostra storia. Non si scherza con la vita e la salute di un intera nazione. Porre una domanda, asserendo che il 90% dei decessi per corona virus sono concentrati al nord perchè, forse i comportamenti “ligi” dei residenti del settentrione risultano essere o esistere solo in una parte dell’Italia e non nel mezzogiorno, dove invece non si lavora tanto quanto al Nord. Una caduta di stile e di professionalità che lascia senza parole. Dato che, noi del Sud siamo un pò stanchi di essere continuamente descritti come inerti, fannulloni, strafottenti ecc… ecc…è arrivato il momento di dire cosa ha scatenato il corona virus al sud e di come la gente di questa parte d’Italia sta reagendo.
Innanzi tutto il contagio, è partito da Codogno, e via via si è diffuso in Lombardia e nel resto delle regioni del nord; mi scuso anticipatamente con lei egregia giornalista ma vorrei capire una cosa che non mi è chiara, forse perchè non sono ligia: come mai le autorità regionali del nord e nazionali non hanno impedito dalle primissime settimane l’esodo di studenti, impiegati verso il sud? Perchè non si sono bloccate prima le stazioni gli aeroporti e tutti i mezzi di trasporto? Posso azzardare un’ipotesi? Forse questa volta l’inerzia è stata dei nordici? Mistero. Però se il focolaio fosse partito dal profondissimo sud e l’esodo dei terroni verso il nord avrebbe causato ciò che è accaduto a noi…apriti cielo! Non oso nemmeno immaginare gli slogan anti meridionalisti che sarebbero sorti. Perciò noi dobbiamo sentirci dire ancora una volta, di essere una razza pigra e pseudo parassita, noi non possiamo nemmeno lamentarci degli “strofinacci da polvere,” ovvero delle mascherine (secondo non so quale protocollo sanitario dovrebbero essere utilizzate come DPI) come ha fatto giustamente il nostro Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci denunciando l’inadeguatezza di questi dispositivi che non proteggono da nulla. Gli operai e gli imprenditori grandi e piccoli che pagano le tasse ci sono solo al nord? Al sud non ce ne sono? Esercenti e categorie di artigiani già in ginocchio del sud che sperano negli ammortizzatori per continuare, si spera dopo questa emergenza il loro lavoro, sull’orlo del fallimento e della paura del rischio contagio per se e per i famigliari, che la sera accendendo la tv sentono ipotesi del tutto inappropriate. Scusi tanto egregia giornalista, se dopo la chiusura delle scuole, il corpo docente del sud si sta prodigando fino a notte fonda per assicurare la continuità didattica agli studenti di tutte le età, in modo professionale; scusi se quando delle piattaforme virtuali gli insegnanti si collegano con gli alunni che, come nel caso di mio figlio che frequenta la scuola primaria, il magone dei bambini e dei docenti è forte per una visione virtuale che non è, e non sarà mai un contatto diretto e personale che valorizza i rapporti umani; scusi se noi del sud lavoriamo meno rispetto al nord, forse perchè migliaia di nostri figli, fratelli, sorelle, cugini sono a lavorare insieme ai residenti del nord, dato che qui ci sono poche possibilità ed a prescindere dal colore politico, purtroppo ancora la famosa svolta al sud la aspettiamo da troppi decenni ormai; scusi se ci siamo sentiti un pò, ma solo un poco indignati signora Palombelli, per una visione distorta che continua e che dovrebbe essere stata superata dalle sue ipotesi e che nemmeno dovrebbe essere discussa in una trasmissione televisiva, potendosela risparmiare per rispetto di coloro i quali, dal sud si sentono solidali e colpiti al cuore dai lutti che hanno colpito la città di Bergamo in queste settimane. Le chiedo di non essere radical chic su questi argomenti qualunquisti, sulla pelle di chi vive con la paura del contagio e del fallimento su tutti i punti di vista. Siamo tutti italiani vogliamoci bene, ed il primo sentimento è quello del rispetto.

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