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Settembre dedicato a Maria Callas ed Audrey Hepburn

Due donne scomparse prematuramente, due talenti di bellezza e bravura…due donne mai state felici pienamente nella vita privata. Due sguardi magnetici, due eleganze ricercate ed imitatissime. I loro volti continuamente riprodotti, i loro profili continuamente immortalati…
Praticamente coetanee, la Callas abbandonerà il marito devoto e mentore per seguire la fiaba dell’armatore famoso; la Herpburn, pur preferendo la famiglia alla carriera, non riuscirà a mantenere in piedi nessuno dei due matrimoni.
La Hepburn avrà due figli dai due mariti e si dedicherà a tanti bambini sofferenti divenendo ambasciatrice Unicef. La Callas visiterà per 17 anni, ogni primo lunedì del mese nel cimitero di Chiasso a Milano sino alla sua morte, la piccola tomba del piccolo Omero nato morto nel 1960 e concepito durante la relazione con Onassis che l’aveva obbligata a tenera nascosta quella gravidanza…
Una diva conclamata l’una, l’antidiva per atteggiamento l’altra: e dire che il modello di riferimento della Callas era diventato – dopo “Vacanze Romane” – proprio la sottile Audrey, cosi come è evidente dagli abiti a vita di vespa, dagli chignon con la frangia, gonne ampie a vita alta e strettissima; dalle camicette e dai foulard. Il plagio di quell’immagine era così evidente da averla fatta assolutamente diventare un’altra persona. Tratti somatici diversi: marcatamente greca la Callas e morbidamente “francese” la Hepburn.
Il mese di settembre è tributato a queste icone di stile e bravura.
Il mondo di Audrey Hepburn messo all’asta da Christie’s x volere dei figli avuti dai due matrimoni (con l’attore Mel Ferrer, prima e lo pschiatra italiano Andrea Dotti, dopo) che sono certi di fare la volontà della mamma devolvendo il ricavato per scopi benefici ed umanitari (Audrey Hepburn’s Children’s Fund, Audrey Hepburn Society at UNICEF), gli stessi che l’attrice perseguì tutta la vita, anche quando era gravemente malata.
Il suo mondo, dunque, in vendita: dal 19 settembre al 3 ottobre, l’asta sarà online; dal 23 al 27 Settembre, la mostra degli oltre 500 pezzi concessi dalla famiglia a Cristie’s London, a cui seguirà la tradizionale messa in vendita a chiusura, il 27 Settembre. Il portasigarette di Cartier con le sue iniziali, il portacipria realizzato per Audrey Hepburn da un artigiano fiorentino; innumerevoli abiti, i cappotti rossi di Valentino, i tubini neri disegnati per lei da Ghivency; i bauli Luois Vitton.. le sue innumerevoli ballerine colorate , le sceneggiature, i suoi diari, i suoi album fotografici; i suoi ricordi: dalle sue case, dai suoi film, dai suoi set, dai suoi amici, dalle sue lettere.
Diana Vreeland, mitica redattrice delle riviste di eccelenza della moda, Harper’s, Bazaar e Vogue la definì :“È la creatura con più appeal che sia mai esistita”, perchè in lei coesistono lo stile, l’eleganza senza tempo. All’asta ci sarà anche la lettera in cui queste parole sono scritte (datata 1 aprile 1971). Superbamente elegante con i suoi semplici tubini ed i tacchi minimi; distinguibile e discreta con i suoi pantaloni a sigaretta ed i maglioncini appena attillati e le sue mitiche ballerine di Ferragamo.
Le sue interpretazioni più belle e premiate sono state delle occasioni da definire “al posto di…”. Nel 1952, Willie Wyler le fa un provino per “Vacanze Romane” e dopo averla ascoltata in una battuta che non era nel copione, realizzò che quel candore buffo, mescolato a quella educata eleganza, facevano di lei la protagonista, la Principessa Anna, al posto di Elizabeeth Taylor a cui doveva andare la parte. Nel 1964, venne scelta per il ruolo della fioraia Eliza Doolittle istruita dal pigmalione (dalla commedia Pigmalione scritta da George Bernard Shaw) interpretato da Rex Harrison, al posto dell’attrice Julie Andrews (Mary Poppins) che la interpretava a Broadway. Per Vacanze Romane vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista; per My fair Lady, venne candidata.
La dodicesima edizione del Festival del Cinema di Roma, ha scelto lei per il manifesto della rassegna, in uno scatto dal film “Cenerentola a Parigi” con Fred Astaire, che la vede in un elegante abito nero tenere per mano un gruppo di palloncini colorati, quasi a ricordare la natura gioiosa di questa indiscutibile esempio di eleganza, bravura ed altruismo.
Ancora oggi, l’immaginario di generazioni di donne è influenzato da Sabrina e Colazione da Tiffany…
Il mese di settembre è dedicato anche a lei:
“Taormina celebrerà sabato 16 ha celebrato il 40/mo anniversario della scomparsa di Maria Callas, avvenuta proprio il 16 settembre 1977, con un concerto ‘Memorial’ organizzato nel Teatro Antico di Taormina nell’ambito del Festival Belliniano del maestro Enrico Castiglione. Tre interpreti internazionali – Luisa Houbien e Joanna Parisi (soprani) e Daniela Banasova (mezzo soprano) – hanno eseguito celebri romanze rese indimenticabili dalla voce di Maria Callas. Il ‘Memorial’ è stato inserito in un cartellone che ha avuto un programma appositamente studiato e che ha interessato un pubblico di tutte le età e con tutti i gusti musicali”.
Parigi (dove morì quarant’anni fà) le sta tributando una mostra “Maria secondo Callas” presso l’edificio sulla Senna dedicato alla musica “Seine musicale” che si chiuderà il 14 dicembre prossimo. In una sala gigantesca, innumerevoli schermi dai quali la Callas parlerà di sè stessa in una elaborata e certosina ricostruzione di interviste, opere ed interpretazioni curata dallo scrittore e regista Tom Volf, autore di un documentario sulla “Divina” che ben presto arriverà in Italia.
Maria Callas (Anna Maria Cecilia Sophia Kalos) di origine greca, naturalizzata italiana e successivamente greca, nasce a New York dopo che la madre aveva voluto andar via da Atene per attenuare il dolore della perdita del figlio di tre anni per una brutta malattia. All’età di 5 anni, sfugge al controllo del genitore ed attraversando la strada viene investita da una macchina: rimarrà in coma per 22 giorni e, secondo la biografia, consegnata dalla madre a giornalisti americani, dopo cominciò ad avere un carattere ostile che farà di lei una cantante dalla voce melodiosa ma dal “brutto carattere”. Affermerà in seguito che nel mondo dello spettacolo lei è capace di dire di no ed è chi invece è disposto a scendere ad ogni compromesso che la definisce tale.
Maria Callas aveva studiato canto a New York e ad Atene col metodo sia italiano che francese che consiste nel far passare l’aria dal naso. Questo modo le consentiva di riuscire a cantare da soprano e soprano leggero o di “coloratura” che «si distingue per la capacità tecnica di eseguire una serie di ornamenti virtuosistici su una parola o su una sillaba utilizzando al massimo l’agilità vocale». Grazie a queste sue caratterstiche prodigiose, e alle sue doti di interpretare il personaggio contemporaneamente con la voce e con la postura e la mimica (si può azzardare che la Callas sia rimasta inimitabile), lei diventava tutti i suoi personaggi: Violetta ne “La Traviata”, Cio-cio-san ne “La Madama Butterfly”, Mimì ne “La Boheme”…
Di corporatura robusta sin da piccola, si creerà intorno a lei la chiacchiera della mania del controllo del peso e sarà diffuso il mito secondo il quale avrebbe assunto per mezzo di una coppa di champagne una larva di “tenia”….Vissuta come una leggendae trattata da ogni rotocalco dell’epoca, fu davvero la sua storia d’amore con l’armatore greco Aristotele Onassis per il quale lasciò il marito Gian Battista Meneghini, facoltoso industriale veneto che l’aveva ampiamente supportata agli inizi della sua carriera. Quando Onassis si sposerà con Jacquline Kennedy, sembrerebbe senza darle molte spiegazioni, lei entrerà in una spirale di depressione dalla quale uscirà solo periodicamente per poi precipitarvi nuovamente sino alla sua morte che oggi si sospetta essere stata causata da una malattia degenerativa.
Apparentemente forte la Callas per il brutto carattere; apparentemente fragile la Hepburn per la sua dolcezza. Due vite diverse che hanno lasciato la stessa traccia nell’universo dei veri talenti.

guestauthor Autore
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