Seba, il cantautore che danza con le note.

Conoscere un’artista come Seba cantautore catanese, è stata un’ esperienza unica. Persona semplice nei modi, mai banale o scontato uomo dalla personalità determinata e schietta, legato alle sue origini etnee, (ma cittadino del mondo) sono solo alcune caratteristiche di questo eccentrico ed originale artista. Sempre alla ricerca di nuovi sound da creare per le sue canzoni oppure quando viene chiamato a collaborare con artisti italiani (Mario Venuti e Mario Biondi) ed internazionali, come la collaborazione avvenuta due anni fa con Mavaisha Berlin. Inoltre Seba è impegnato a curare le PR di una onlus “La casa di Benedetto” che si occupa di bambini vittime di malasanità. Chissà se da ragazzino amante della buona musica, immaginava che, da grande, avrebbe fatto di questa sua passione il suo lavoro, in una terra la nostra Sicilia che ha sfornato talenti di spessore nel panorama della musica, ma che spesso in passato reputava i sacrifici e la dedizione di un artista, solo una perdita di tempo. Adesso siamo curiosi di sapere dei suoi inizi e di come un giorno si scoprì musicista e cantante.

Domanda: Seba, chi ti ha fatto conoscere ed amare la musica?

Risposta: La mia famiglia, tutti musicisti mia nonna ha suonato il piano sempre, fino all’età di 96 anni. Era il nostro pane quotidiano, il mio bisnonno suonava il mandolino ma lavorava in banca, ecco per fare un esempio di passione per la musica.

D: Quando cominci ad avvicinarti alla musica ed a studiare uno strumento musicale?

R: A 12 anni iniziai a studiare la chitarra, accompagnandomi inevitabilmente con la voce, via via, perfezionandomi appena sedicenne incisi il mio primo demotape in uno studio di registrazione, fantastici e magici ricordi.

D: E poi come hai proseguito?

R: Feci parte di un gruppo musicale i Khia, e continuai fino a che cominciai a comporre canzoni, e decisi così di fare il salto come solista e di provarci era il 2003 quando mi trasferì a Milano e nel 2006 esce il singolo: “Domenica d’estate” con un successo e poi ho partecipato al Festivalbar sempre nel 2006 con il pezzo:”Minigonna Blu” in vetta alle classifiche.

D: Che genere di musica ti piace?

R: La new wave inglese, il mio gruppo preferito sono The Smiths, cantautori come Battiato e Battisti nel periodo Panelliano, la dance nord europea con una predilezione particolare per Amin Van Buuren.

D: Progetti futuri?

R: Io insieme a Saverio Grandi, in questo momento ci occupiamo di produzione e ricerca di nuovi talenti emergenti. La Wolfly infatti è la società di grafica, video e produzioni musicali di progetti in campo artistico. Poi compongo sempre, e grazie alla tecnologia che mi permette di lavorare qui a Catania senza spostarmi e quindi accorciando le distanze. La musica ormai e sempre di più on line.

D: Cos’è la musica per te?

R: La musica è la libertà ed espressione di pensieri o opinioni che mutano con la musica e con i versi; benchè il testo è fatto di parole, un pensiero cambia totalmente quando nasce una canzone. Quindi per me anche il suono delle parole, è importante tanto quanto la musica, perchè le parole con il loro suono intrinseco hanno di per se la musica…come dire l’alone della luna che tutto sembra avvolgere nelle emozioni.

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