SANT’AGATA, PARLIAMO DI SICUREZZA

di Carmelo Santangelo

La festa di Sant’Agata è una delle più importanti d’Italia, la terza nel mondo. Nei momenti di massima concentrazione c’è bisogno di sicurezza e prevenzione, una responsabilità che grava sugli operatori, coordinatori e organizzatori. La forte vocazione tra i catanesi che si accalcano attorno al feretro della loro Patrona esige non solo prevenzione, ma coordinazione e massima vigilanza. Stamane, Giorno 27 gennaio, il parroco della Basilica Cattedrale di Sant’Agata, Mons. Barbaro Scionti, ha tenuto una riunione con gli operatori della sicurezza per discutere di prevenzione sul piano organizzativo. Sono intervenuti: Per la progettualità l’Ing. Filippo Di Mauro; per la parte esecutiva e la coordinazione Marcello Cocuccio; Adolfo Landi, commissario straordinario Ota; Padre Pasquale, Cerimoniere; Claudio Consoli, capo Vara e numerosi giornalisti dei quotidiani e TV.
Mons. Scionti, prima di entrare nel merito sicurezza parla di Sant’Agata: dice “Sant’Agata è con noi se noi la guardiamo come persona battezzata umile e caritatevole, il suo sacrificio richiama a quello di tante donne stuprate, violentate ammazzate, c’è poi anche il male oscuro dalle tratte di donne provenienti dall’est e dei Balcani per mano dei sfruttatori. Sant’Agata apre il cuore ad ognuna di loro e noi siamo i guardiani, è compito di ogni buon cittadino prendersene cura.
Il piano sicurezza è variabile in base al percorso ed alle condizioni del tempo, è consultabile su Face Book della Cattedrale, scatta nei giorni clou della festa nei giorni 3, 4, 5 e 6 febbraio quando la gente si accalca in segno di fede, cioè la sera del 3 febbraio, la messa dell’Aurora del 4 febbraio ed al fortino la sera dello stesso giorno. In finale, all’’uscita il pomeriggio del giorno 5 febbraio in piazza Duomo, la stessa sera al Borgo ed al rientro del giorno 6 in Cattedrale ed all’ottava.
Le Candelore al rientro, tempo permettendo, faranno sosta nella vicina Piazza Duca di Genova, se piove faranno rientro in cattedrale. Gli addetti alla sorveglianza, un centinaio di volontari, e alcune associazioni, tra cui l’Ass. Nazionale Carabinieri, distribuiti tra la folla, avranno il compito di far rispettare la moralità ed il senso civico del buon cittadino. Ci sarà il numero chiuso per l’accesso in Cattedrale e piazza Duomo, rispettivamente 2.500 e 4.000 persone; Il centro tra i due cordoni dovrebbe sempre essere libero in modo che ci sia spazio per le eventuali emergenze, si raccomanda in modo particolare nella salita di San Giuliano che si procederà a passo d’uomo di non ammassarsi vicino al fercolo di Sant’Agata perché, spiega il capo Vara consoli, tra la segatura e la cera, la frenata potrebbe essere lunga, che non succeda quello che è successo nel 2014.

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