Salvo Pogliese condannato per le spese pazze

Da alcuni giorni questa estate Catanese calda, per il tempo, per il covid che pareva morto invece sta resuscitando attraverso i focolai circoscritti, per ora, si è arroventata ancora di più. La notizia che Salvo Pogliese , Sindaco di Catania da poco più di due anni è stato condannato a 4 anni e 3 mesi e l’interdizione perpetua ai pubblici uffici dal Tribunale di primo grado ha reso l’aria, quella politica, bollente.
Secondo la legge Severino scatta immediatamente la sospensione dalla carica di Sindaco per 18 mesi in attesa del processo di appello, come se in Italia una sentenza di appello di qualsiasi genere si può avere in 18 mesi (sic!!).
Immediatamente tutte le forze politiche di opposizione hanno chiesto le dimissioni di Pogliese che comporta il commissariamento della città e nuove elezioni, Pogliese ha dichiarato che non intende dimettersi e quindi la città verrà governata dal Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Bonaccorso.
Non si dimette dice Pogliese”per quel atto di amore che gli fece rinunciare a una carica tranquilla come Euro Deputato per buttarsi nella competizione a Sindaco di Catania”.
Personalmente non credo a tutti questi atti di eroismo e sacrificio disinteressati, sapendo che comunque aveva un procedimento penale pendente e che nel caso ,come è successo, avrebbe messo in difficoltà istituzionale una città fallita perché non ci dimentichiamo che la città di Catania è fallita e ora ne paghiamo le conseguenze per ripianare i debiti , ricordo anche che la precedente giunta, sindaco compreso è anch’ssa inquisita per problemi di bilanci, quindi sapendo una situazione simile non doveva candidarsi. Però il non dimettersi con la scusa “un atto di amore” mi fa ridere per non dire altro.
Pogliese è stato condannato perché quando era capogruppo PDL alla Regione Siciliana avendo, in Sicilia si dice “ u maniu” dei fondi per la gestione amministrativa del gruppo Parlamentare ha stornato o meglio ha usato tramite carte di credito o bonifici 75000€ per spese che non avevano nulla a che fare con l’amministrare il gruppo Parlamentare “ spese di enoteca,fumetti ,cenoni di capodanno “ ecc ecc l’elenco completo si può avere in qualsiasi giornale. Pogliese si è sempre dichiarato estraneo a questi fatti perché lui questi 75000€ li ha usati come rimborso dato che aveva anticipato la stessa somma di tasca sua per pagare gli stipendi ai dipendenti del Gruppo Parlamentare visto i ritardi della Regione ad accreditare le relative somme e che comunque in sede processuale avrebbe portato le pezze di appoggio.
Non entro nel merito della vicenda giudiziaria ma dalla sentenza si evince che le pezze di appoggio lui ha dimenticato di esibirle.
Comunque sia visto la condanna , visto le lungaggini del processo di appello, non può lasciare la città zoppa di Sindaco, inutile che vuole fare il Capitano non giocatore della squadra , in Italia abbiamo già un Capitano che parla troppo, due sarebbero eccessivi.
Le sue dimissioni sarebbero un atto di rispetto verso quegli elettori che gli hanno dato fiducia e che si sentono traditi da una condanna,per 75000€ di spese pazze.
Certo dimettendosi e andando a elezioni salterebbero forse i motivi reconditi( quali?) che lo fecero candidare? Cosa si nasconde? Perché qualcosa che sia aldilà “di un atto d’amore” c’è , parlo ovviamente di interesse politico.
Fatto stà che la questione morale della sentenza non viene neppure presa lontanamente in considerazione.
Quindi si preferisce lasciare la città a scivolare nell’oblio per un altro anno e mezzo

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