S. Agata e la compassione.

In queste ore la nostra città si appresta a festeggiare la sua patrona, Agata. Proprio oggi la nostra santuzza, passava il suo martirio per mano di un folle che diceva d’amarla e non accettando il suo rifiuto preferì farla uccidere piuttosto che sopportare una sconfitta. Una delle tante storie di femminicidio, consumato ai danni della vittima, la nostra amata santa. Quante Agata, si sono susseguite nei secoli, donne assassinate con il consenso di uomini a cui importava più l’amor proprio che l’amore vero. Donne ancora oggi, al centro di vicende di violenze psicologica e fisica, non arretrando se non di qualche passo. Seppur istruiti e tecnologici, l’uomo ancora da questo punto di vista si è poco evoluto poichè d’istinto e spesso per cultura continua a trattare la donna come una cosa. Così fece il proconsole romano Quinziano, lo stesso oggi fanno quegli uomini che di fatto uomini non sono. Eppure Agata, attraverso il suo esempio d’amore per il Cristo, diede dal quel 5 febbraio una grande lezione di coraggio e compassione rimaste scolpite nelle anime di tutti noi catanesi. Agata e la sua storia ci appartengono, ma oggi se la nostra patrona girasse per i vicoli della sua amata Catania, cosa penserebbe di questi bei tempi moderni? Non lo sapremo mai purtroppo. Certamente il divario tra la povertà e la ricchezza con la nascita di società industrializzate, si è notevolmente accorciato ma certi aspetti violenti e di possesso ancora persistono. Le opportunità esistono ma non per tutti, questa è la dura realtà. Proprio di possibilità accessibili per tutti, recentemente affrontate da Marcello Stella, medico catanese da anni impegnato anche nel sociale. Durante infatti l’ultimo dei suoi momenti di visita progetto chiamato: “Stella Polare” nel quartiere degli Angeli Custodi nel cuore di Catania, ecco che iniziative come questo cercano di arginare una piaga che non riesce a rimarginarsi. -” Catania ha bisogno di “opportunità”: hanno bisogno di “opportunità”, in particolare, i bambini delle famiglie disagiate del quartiere catanese di frontiera chiamato “Angeli Custodi”. È un quartiere dove lo Stato e la Società Civile sono pressoché assenti, per cui quei bambini sono ad alto rischio di abbandono scolastico, di esposizione alla malavita, di arruolamento nello spaccio, nella prostituzione minorile e nella piccola delinquenza. Il progetto del Rotary Club, (Catania duomo 150) di fornire ai bambini del quartiere Angeli Custodi l’opportunità di avere diritto ad un tenore di vita dignitoso, all’istruzione, ad un adeguato sviluppo intellettuale, al benessere ed alla felicità e ad un comportamento sociale e morale adeguato. Un servizio a costo zero dedicata alla popolazione infantile locale, mediante attività di dopo-scuola e di didattica etica, comunitaria ed artistica.”-
Dalla compassione, nasce il supporto solidale concreto e duraturo, senza compassione non c’è amore per il prossimo, senza compassione sparirebbe anche l’amore per servire il nostro prossimo invece che servire noi stessi. Siamo catanesi orgogliosi, testardi, generosi e fieri della nostra città e della nostra santuzza. W S. Agata.

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