RITORNA IN SCENA LA RIEVOCAZIONE STORICA DELLE ARBERESHE A Biancavilla

di Carmelo Santangelo

La nostra società, ai giorni nostri, vive una grave crisi di valori culturali. Sembra proprio opportuno invece la nascita di associazioni che si occupino di antropologia, dai primi fondamenti della nostra civiltà locale, e oggi, a ragione, diventa sempre più numerosa la schiera di coloro che auspicano ad un ritorno a studi motivati dei nostri antenati
L’Associazione “Rievocazioni Storiche Arbereshe” Presidente la Prof.ssa Graziella Milazzo, supportata dal vice Pietro Finocchiaro, dopo il successo della prima edizione del 2018, si è riproposta di attivare per il 3 ottobre la seconda edizione dedicata non solo ai greco-albanesi (Arbereshe) ma ad ogni biancavillese per far sentire la gioia delle loro origini ed a quanto i nostri antenati, dal nulla, sono riusciti a fare una città degna.
L’edizione di quest’anno 2019 si è migliorata rispetto all’anno precedente, ci sono state più coppie a sfilare in abiti albanesi, cavalli, sbandieratori, ecc.
Il Corteo partito da Villa delle Favare alle ore 18,30, per attraversare il centro storico, giungendo infine a Piazza Collegiata e poi sul sagrato della Basilica di Maria S.S. dell’Elemosina, dove il primo cittadino sindaco Bonanno ha deposto una corona di fiori, un omaggio floreale che sta a simboleggiare l’amore e la fede alla sua città.
L’Associazione “Rievocazione Storica Arbereshe” in sinergia con l’Amministrazione Comunale tutta che ha concesso il patrocinio, ha voluto riscrivere questo evento storico che mira sempre più a diventare una tradizione per la città di Biancavilla, e un punto di riferimento per le tradizioni delle sue origini greco-albanesi.
Sfogliando la storia, ricordiamo che nel 1482, a seguito della vittoria dei turchi musulmani sulla terra d’Albania, una colonia di migranti proveniente dalla città di Scutari, e guidata dal comandante Cesare De Masi, in nome della libertà e della fede sbarcò in Sicilia; la destinazione finale del piccolo gruppo di esuli sarebbe stata Palermo, ove contavano di congiungersi agli altri loro conterranei nell’attuale Piana degli Albanesi. Ma durante il loro viaggio gli esuli sostarono in un campo denominato “Callicari”, proprietà dei Conti Moncada di Adernò. Dopo aver piantato l’accampamento appesero la sacra icona della Madonna dell’Elemosina ad un albero di fico; al mattino, al momento di riprendere il viaggio, gli esuli si trovarono l’icona aggrovigliata fra i rami del fico e non fu possibile districarla. L’evento prodigioso fu interpretato come la chiara volontà della Madonna di rimanere in quel luogo. Il Conte Gian Tommaso Moncada, signore del luogo, rimase profondamente colpito da quegli accadimenti, concedendo così la “licentia populandi” al piccolo gruppo di albanesi.
Un altro personaggio di grande rilevanza è Giorgio Castriota Scanderbeg, che l’anno scorso abbiamo visto per la prima volta, nella storia della nostra città, cavalcare per le vie di Biancavilla. Ricordare questo personaggio – spiega la Presidente dell’Associazione Prof.ssa Graziella Milazzo – è stata una cosa fortemente voluta da tutti gli organizzatori, in quanto da questo personaggio storico dipesero le sorti degli albanesi che lottarono contro i turco-ottomani e molti dei quali furono poi costretti a lasciare la propria terra. Ma quest’anno abbiamo inserito tante altre sorprese e novità, in linea con lo spirito di rendere la manifestazione sempre più ricca e appassionante. Abbiamo lavorato molto anche durante l’anno – spiega sempre la Presidente Arbereshe – organizzando conferenze, coinvolgendo le scuole, proseguendo in una ricerca costante sugli usi e i costumi dei nostri padri fondatori, soprattutto abbiamo tentato di ricostruire gli abiti originali in uso a quel tempo, circa il 1500, prima che usi e costumi fossero stati contaminati nel tempo dalla consueta fusione con le culture del sud Italia, ove i greco-albanesi si stanziarono dopo l’esilio. Abbiamo anche instaurato contatti con le comunità di origine greco-albanese e pianificato un progetto di rete turistica in cui fosse inserita anche Biancavilla.
La Rievocazione Storica intende raccontare e mettere in scena gli avvenimenti che contraddistinsero la fondazione di Callicari, poi chiamata Albavilla ed infine Biancavilla..
“Abbiamo lavorato molto anche durante l’anno – spiega la Presidente dell’Associazione Arbereshe – Prof.ssa Milazzo, organizzando conferenze e coinvolgendo le scuole, proseguendo in una ricerca costante sugli usi e i costumi dei nostri padri fondatori. Voglio infine ringraziare tutti coloro che ci sostengono e che credono in questo bel progetto, che è orgoglio della nostra città. Voglio infine ringraziare tutti coloro che ci sostengono e che credono in questo bel progetto, che è molto di più che un semplice Corteo che si svolge una volta l’anno in città”.

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