Pss Pss…la suprema eloquenza dell’intesa

Per l’ottava rassegna di Palco Off Le voci del Teatro- Aut- Attori del nostro tempo, venerdì 24 e sabato 25 gennaio alle ore 21,00 e domenica 26 gennaio alle 18.00, presso Zo Centro Culture Contemporanee di Catania, è andato in scena Pss Pss di e con Camilla Pessi e Simone Fassari, regia Louis Spagna, collaborazione artistica e coordinamento tecnico Valerio Fassari, disegno luci Christoph Siegenthaler, produzione Compagnia Baccalà.

Vincitore di dodici premi internazionali, unico, incantevole, virtuoso e molto divertente, Pss Pss è uno spettacolo che mette in scena due clown contemporanei attraverso il linguaggio universale del corpo e dello sguardo; è stato eseguito più di seicento volte, in oltre cinquanta paesi, e in tutti cinque i continenti, riscuotendo sempre enorme successo e numerosi riconoscimenti prestigiosi, quali l’Audience Prize di Ginevra, il Premio del Cirque du Soleil al 30° Festival Mondial du Cirque de Demain, la Medaglia di Bronzo al Festival di Wuqiao (Cina) e di Mosca e, da ultimo, il premio al Festival di Adelaide come migliore Performance di Teatro Fisico.

Camilla Pessi e Simone Fassari si incontrano per caso dopo aver frequentato insieme la Scuola Teatro Dimitri in Svizzera, in seguito a diverse esperienze in vari circhi e cabaret internazionali in paesi lontani. Un giorno del 2004 Camilla raggiunge Simone per sostituire la sua precedente partner: si presenta così l’occasione di capire che la complicità artistica e umana che nasceva stava cominciando a funzionare in modo eccezionale. Si sono sostenuti l’un l’altra, andando insieme dove il lavoro li ha condotti, consolidandoli come coppia artistica e nella vita.

Louis Spagna, il regista che ha firmato la creazione dello spettacolo Pss Pss, vive in Belgio: è musicista, costruttore ed insegnante di organetto diatonico (quello che Camilla Pessi suona in scena), attore-clown laureato in Filologia romanza, ha partecipato alla prima tournè del Cirque du Soleil nel 1984. Louis ha inizato la sua carriera di autore e regista a partire dal 1995. Ha realizzato vari spettacoli di circo contemporaneo per diverse compagnie internazionali (Argonauts, OkidOk….). Semplicità e del buon gusto sono gli elementi primari del suo lavoro.

Francesca Romana Vitale già conosceva la Compagnia Baccalà, ma nel febbraio/marzo del 2019 vide Simone e Camilla durante la partecipazione al Fringe Festival di Adelaide, assistendo alla loro vittoria. Racconta Francesca che, appena eletti, furono così grandi l’orgoglio e la gioia nel constatare da siciliana che una coppia, di cui uno siciliano, si trovava sul palcoscenico del secondo festival artistico più importante del mondo, che si sbracciò applaudendo rumorosamente e richiamando l’attenzione di tutte le persone vicino a lei. E decise, con Renato Lombardo, di inserire Pss Pss nel cartellone 2020 di Palco Off, per la rassegna dedicata alla Luna.

Così, a Catania, è stato possibile assistervi per quattro repliche, di cui due straordinarie per accontentare tutte le richieste.

Pss Pss è uno spettacolo vincente, che avvolge la platea con i suoi silenzi, permettendo agli spettatori di concentrarsi spontaneamente sullo spettacolo. Il silenzio! Condizione di stato ormai rintracciabile forse soltanto in ambienti impenetrabili in cui la densità abitativa è pari allo zero; così com’è diventato difficile vedere le stelle perché ovunque c’è troppa luce, riconoscere il silenzio in mezzo al chiasso fuori frequenza è impossibile… E nella mancanza di alleggerimenti, ci si distrae dalle piccole cose di ogni giorno, dai segnali che giungono da chi ci vive accanto.

Il genio sta nel ricreare una relazione fra due persone senza parlare ed essendo fortemente eloquenti al tempo stesso; una coppia nel durante della propria vita: alti e bassi, interesse, distacco, mancanza di ascolto, distrazioni. E poi, fiducia e sostegno, complicità. Forme funamboliche per raccontare cosa si potrebbe fare per stare insieme, per rinverdire ciò che c’è stato. Gli abbracci di lei, appassionati, forti bisognosi si allentano più in là quando alla fine sarà lui a non potersi più divincolare. Uno spettacolo delicato come un velo che arriva a tutti: piccoli grandi, muti, sordi, anaffettivi. La grandezza di questa coppia, oltre ad essere pienamente in sincrono e ad avere una grande complicità e fiducia reciproca, sta nella proposta artistica unica nel suo genere che studia i grandi artefici del passato: Charlie Chaplin, Jacques Tati, Federico Fellini e Buster Keaton.

Spettacoli come questo, completi ed autentici, densi di studio, competenza e fantasia, che si fanno strada fra la volgarità, opponendosi a chi spintona in questa professione per inventarla quando non la conosce, innescano ben altre riflessioni: cioé, il teatro è per tutti, ma non può essere fatto da tutti. Che si tratti di strutture note, di espressioni nuove, esso non è un gingillo che si prende dalla scatola dei giocattoli e si monta all’occasione. Nell’improvvisazione si cela spesso l’impreparazione. Bisogna invece essere consapevoli che il teatro fatto di persone è il momento finale in cui vengono restituiti anni di studio, di prove e di approfondimento. E sacrificio. Nello spettacolo di Simone Fassari e Camilla Pessi a farla da padrone sono le loro professionalità: raffinate, ispirate, competenti, cucite a filo doppio con una sensibilità tangibile, perché solo chi va al di qua dell’ovvio riesce a trovare forme di vita fra le pieghe di un bandeneon, fra i gradini di una scala…

E poi, tutte quelle arti legate al mondo del circo, al teatro del corpo, alla musica… Pss Pss è una sognante combinazione di storie narrate in un altro modo, in cui i protagonisti raccontano la quotidianeità di una coppia, i giorni in cui il senso del parlare si annulla nel bisogno di fare qualcosa per esserci. Un silenzio fatto di espressioni-tormentone, di spallucce, smorfie isteriche ed ampi sorrisi, quelli che non possono mai mancare in un teatro fisico che si rispetti.

Quanto di questo bel teatro ci piacerebbe vedere? Catania ha un’offerta straordinariamente ampia, in cui la forbice si apre spaziando dall’amatoriale fatto con grande serietà e preparazione, il Teatro di strada che ha fatto letteralmente il giro del mondo e poi è stato portato qui e proposto da scuole che non temono confronti; il contemporaneo di cui sono protagonisti attori conterranei che quando riescono ad oltrepassare lo stretto portano alta la bandiera della cultura teatrale; la lirica, il musical, i classici, le tragedie. Possediamo teatri all’aperto, al chiuso, piccole e grandi platee; strutture spontanee che si offrono per la loro storia e naturale bellezza ad accogliere qualsiasi lavoro. Ma manca qualcosa che saldi tutte queste spontanee e faticose iniziative di singole associazioni che si barcamenano cercando di far rientrare nel costo del biglietto le spese dell’intera baracca, spesso rimettendoci. Dunque, l’intervento imprenditoriale di illuminati mentori, favorevoli al sostegno di proposte “fuori mercato”, potrebbe solo dare lustro ad iniziative che, pur eccellenti restano di fatto poche.

 

 

 

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