Proposte editoriali: il nuovo libro della giornalista Valentina Carmen Chisari.

Dinamica, anzi temperamento vulcanico e poliedrico questo il ritratto della giornalista e scrittrice Valentina Carmen Chisari che, con professionalità e stile svolge il suo lavoro con passione ed impegno. Catanese doc ed ideatrice di una pagina social dedicata alla lettura ed alla cultura e come il suo motto recita:”la cultura è di tutti,” tiene viva dando ampio spazio alle sue girls ed ai suoi boys ovvero, tutti coloro che danno un contributo di lettura all’interno della pagina, LECTURA CITY CATANIA. Oggi ci parla del suo nuovo libro, vediamo cosa ci racconta.

DOMANDA: Valentina ci parli del suo ultimo libro.
RISPOSTA: Mi piace dire che “Il mare di Vita e Chadi” (edizioni Scatole Parlanti) sia un racconto figlio del fato. È nato infatti durante la quarantena, in quel periodo che nessuno avrebbe pensato di vivere, in cui non ci si poteva incontrare e anche per i più piccoli era impossibile giocare con i loro coetanei; ho iniziato, così, a scrivere nell’intento di unire due bimbi lontani, non per loro volontà, ma desiderosi di stare insieme. Al centro della storia ci sono una bambina di nome Vita di Mazara del Vallo e un bambino tunisino di nome Chadi, divisi dal mare ma che, con l’aiuto della loro immaginazione, riusciranno ad avvicinarsi. I due protagonisti, infatti, non si sono mai incontrati, ma le loro esistenze sono sempre state unite da un naufragio che ha segnato la vita di Chadi e che ha aperto a Vita un universo fatto di pensieri, sogni e speranze. Il libro parla di lontananze fisiche (in realtà, durante la scrittura, ho scoperto che la distanza tra Mazara e Tunisi è inferiore a quella che c’è tra il paese della provincia trapanese e Catania 😊), ma anche di barriere costruite dai “grandi”, fatte di paure e bisogni di protezione nei confronti dei figli. Grazie alla fantasia e ai meravigliosi giochi di parole della scuola di Gianni Rodari a cui mi sono ispirata, Vita e Chadi costruiranno il loro mondo segreto con un finale aperto, che lascia il lettore libero di credere in ogni cosa possa accadere. La narrazione è arricchita dalle illustrazioni di Francesca Barcellona, cara amica e artista catanese.

D: Ci spieghi come mai lei ha fatto la scelta di divulgare la lettura in tempi moderni dove le tecnologie e i social la fanno da padrone.
R: “Il mare di Vita e Chadi” è il mio secondo libro per bambini dopo “Racconti dall’isola magica. La Sicilia e i suoi colori”, una raccolta di racconti e filastrocche aventi come protagonisti i frutti della Sicilia che si fanno portavoce di valori umani. Ma, prima ancora di scrivere per i più piccoli, sono una giornalista dal 2005 e sono sempre stata innamorata della carta stampata, ricordo ancora quando ho visto per la prima volta la mia firma su un giornale. Negli anni, ho collaborato anche con testate online per le quali ho ricoperto il ruolo di responsabile editoriale, ma l’emozione del cartaceo, sia per i giornali che per i libri, non ha pari. Come mamma di due bambini e come lettrice volontaria Nati per Leggere, il programma nazionale di promozione della lettura rivolto alle famiglie con bambini di età compresa tra gli zero e i sei anni, riconosco il valore indiscutibile del libro come strumento di trasmissione di emozioni, di cultura e libertà; ma sono anche un’ottima “navigatrice”, i social sono un prezioso strumento che può avvicinare e creare proficue collaborazioni. Da adulti consapevoli, credo che abbiamo il dovere di far conoscere alle nuove generazioni ciò che è utile a creare le fondamenta di una crescita sana e forte, insieme agli strumenti per poter diffondere bellezza.

D: Lei da piccola leggeva?
R: Sono sempre stata un’appassionata della lettura, da piccola mia mamma comprava ogni settimana il “Topolino” e lo nascondeva sotto il sedile della macchina, per farlo trovare a me all’uscita di scuola. Adoravo rifugiarmi nel mio mondo personalissimo fatto di universi immaginari, dove tutto poteva accadere. Oggi, da genitori, si tende a riempire ogni spazio vuoto dei propri figli, colmandoli talvolta con strumenti sbagliati; credo al contrario che “la noia”, lo spazio-tempo in cui il pensiero possa vagare leggero, sia qualcosa di cui nessuno dovrebbe essere privato. L’immaginazione è un dono innato nei bambini, sta a noi far sì che la loro fantasia possa viaggiare libera, senza confini e il più a lungo possibile. E, in questa direzione, il libro è di certo il migliore amico che si possa presentare al proprio figlio.

D: Progetti imminenti o futuri?
R: Nella totale convinzione che i libri riescano anche ad unire le persone, nel 2019 ho ideato il ciclo di incontri di lettura condivisa “Lectura City Catania”, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del comune di Catania. Il mio intento è quello di continuare a credere nella forza della condivisione, il mio motto infatti è “la cultura è di tutti” perché credo che ogni persona debba avere il diritto di espressione di sé e, farlo attraverso degli stralci di libri, credo che sia una preziosa opportunità. Riguardo a “Il mare di Vita e Chadi”, sono molto contenta in quanto due scuole di Catania lo hanno scelto per alcune classi di primaria e secondaria di primo grado. Il mio obiettivo è anche quello di coinvolgere le comunità tunisine locali attraverso delle associazioni di riferimento, per accorciare distanze e creare nuove opportunità di crescita culturale reciproca, si sono già creati dei contatti e spero che presto si concretizzeranno in vere collaborazioni.

D: Descriva il suo libro con un aggettivo.
R: È molto difficile, ma ci provo: “Libero”, per la determinazione dei bambini protagonisti ad andare oltre le distanze e le barriere e per il finale aperto, che lascia il lettore “libero” appunto di immaginare una conclusione.

D: Adesso…si appelli lei con un aggettivo.
R: Anche questa è difficile, ma anche stavolta ci provo: “Visionaria”, per la voglia di credere sempre nella bellezza anche quando ancora si deve creare, per la volontà di immaginare che ciò che si desidera si può davvero realizzare. Per noi stessi, per i bambini, per grandi e piccoli insieme.

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