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Ponto Final – La più bella prospettiva su Lisbona.

E’ stato Wim Wenders, con il suo “Lisbon Story”, a farmi scoprire i Madredeus ed a farmi innamorare di Lisbona. Ora ci provo io a farvi venire la curiosità. Vi racconto di un posto magico, di un luogo difficile da raggiungere , e impossibile da amare, trovato sentendo, perché “a mehlor maneira de viajar è sentir”, dice Pessoa….

E’ Ponto Final, un piccolo ristorante dall’altro lato del Tejo, trovato leggendo , ascoltando, sbagliando ed insistendo fino a raggiungerlo.

“Non dimenticate che siamo a Lisbona, da qui non partono strade” (Saramago, ) c’è il fiume, l’oceano, ed il cielo; è un luogo di confine, uno dei miei personali finisterrae non solo geografico; è lo spartiacque fra un mondo ed un modo di sentire: l’Europa ed un mondo nuovo ed un una musica che è un sentimento : la saudade ed il fado.

Perciò, bisogna andare al porto, fra i tanti gabbiani, come se fossimo al mare, e prendere il battello per Cachilas se siete fortunati ed attenti, ma io ,distratta come sono, ho navigato per due ore in mezzo al Tejo prima di scoprire che stavo andando chissà dove.

Allora , caparbia, torno indietro, aspetto “quello giusto” che approda in un piccolo borgo: una veranda, un ristorante, ed una strada lungo il molo fra gatti e bucce di anguria.

Non vi fate spaventare da un paesaggio alla Kusturica: facciate in rovina di case abbandonate, infissi sbattuti dal vento, macerie , cocci di bottiglie di birra …

Alla fine si arriva ad un molo, il più splendido scalcagnato molo che possiate immaginare, spazzato dal vento, ma con quattro tavolini proprio lì, a guardare la citta, oltre il Tejo, con il Ponte del 25 aprile a descrivere una linea di immaginaria attrazione verso la città della luce .

Non potrete non amarlo ancor prima di gustare i genuini piatti che vi serviranno in porzioni pantagrueliche;non cercate di tradurre: è bacalhau, in tutte le salse, il migliore bacalhau che probabilmente avete mai mangiato nella vostra vita: solo un suggerimento: non perdetevi le patascones , le polpette fritte di baccalà e non scegliete il vino, chiedete ai camerieri, qui non ci sono degustazioni , ma roba buona!

E poi, avvolgetevi nelle coperte che sono lì, per voi e preparatevi al tramonto su Lisbona.

Dice il poeta : “..io la conosco e voi?”.

guestauthor Autore
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