PESCA: prima convocazione della COMMISSIONE CONSUNTIVA REGIONALE. “Nessun futuro programmato per le marinerie” – pensano a spendere soldi per promozioni e altro

In data 30.07.2020 presso la Regione Siciliana – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Dipartimento della Pesca Mediterranea nella Sala Riunioni di via degli Emiri, 45 Palermo, si è svolta la prima convocazione della Commissione Consultiva Regionale della Pesca,
La Federazione Armatori Siciliani è rappresentata dal Presidente della Provincia di Palermo P.I. Natale Pipitone.
Numerosa la presenza dei rappresentanti della Marineria Siciliana che hanno esposto le varie problematiche che insistono nel settore pesca, approfittando di pochi minuti a disposizione per esporre i singoli rilievi.
La Federazione Armatori Siciliani che apprezza l’impegno degli Uffici Regionali stilando una buona Legge Regionale, questa di fatto non ha riscontro della vita reale.
E’ stato evidenziato che per applicare la corretta attuazione della legge, necessita una buona progettazione, la pianificazione, l’innovazione.
Per la Marineria Siciliana necessita una svolta evolutiva applicando la ricerca di nuove tecnologie e soluzioni che rilanciano un settore fondamentale in fase di estinzione.
Si è evidenziato che i risultati sono evidenti, ancora oggi continua la svendita della marineria.
Abbiamo lamentato il fermo pesca mentre altri continuano a pescare a casa nostra.
Si è evidenziata la necessità della pulizia dei fondali marini, la verifica dell’efficienza dei depuratori, la tracciabilità degli sversamenti in mare.
Il ripristino delle condizioni ambientali si consente alla Marineria attività alternative come la coltura dei mitili e delle vongole.
L’affidamento della pulizia dei fondali marini ai pescatori senza idonee strutture si ritiene una mera presa in giro, stessa considerazione per il turismo e la ristorazione limitata in ambienti ristretti limitata alle poche persone imbarcate che di fatto si traducono in spese eccessive.
Si è contestata la rotta del tonno rosso, allo stesso modo delle quote che non possono essere accettate.
Noi siciliani non contiamo nulla perché il tonno rosso è monopolio esclusivo dei Turchi e dei Maltesi, ma non si comprende perché siamo noi a fornire la materia prima per la crescita in allevamento.
La definizione utilizzata è stata che siamo in una padella che frigge sempre con lo stesso olio, diventato tossico e dove non si intravede alcun futuro per la Marineria.

Alfio Fabio Micalizzi
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