Parliamo di Donne: Annalisa Terranova, “indossa l’Arte e portala con te!”

Annalisa Terranova è una giovane artigiana nata a Ramacca, che ha studiato a Caltagirone, si è sposata ed ha continuato a svolgere la sua vita a Ramacca. Per scelta. E contravvenendo a tutti i luoghi comuni in ragione dei quali, sembrerebbe che la fantasia e la voglia di crescere possano essere inibite se si sceglie di non allontanarsi dalla propria terra, dai propri affetti e riferimenti sociali. Annalisa dai battiti e dalla vita del suo paese ha assunto in realtà tutto l’ordine e la calma necessari per trovare quella concentrazione per pensare, ascoltare i suggerimenti, assecondare l’intuito e far crescere le idee. Riservata ed affatto egocentrica, trova nelle sue creazioni il modo più  evidente di esprimere se stessa e di trasferire il suo pensiero sulle persone; capita così che chi ritrova un capolavoro riprodotto su un accessorio dei più inaspettati, riscontri in esso la medesima voglia di osare dell’ artigiana. Ogni creazione è un unicum ricco di personalità con una impronta stilistica riconducibile solo a lei, e non solo il prodotto finito di una prova di laboratorio. Questa qualità, dunque fa di Annalisa Terranova una stilista con un brend originale e soprattutto una donna coraggiosa in grado di voltare le spalle alle speculazioni intellettuali che garantiscono altrove le chiavi della felicità

– Annalisa, lei con quali aggettivi si definirebbe? E come ha scelto la sua strada?

<<Ho sempre qualche difficoltà a parlare di me stessa, ma se proprio devo, mi definisco certamente creativa, solare. La creatività fa parte di me, mi piace cercare nuovi stimoli e coinvolgere chi mi sta vicino. Mi ha sempre appassionato qualsiasi forma d’arte; con l’andare del tempo, ho notato che le mie creazioni spesso suscitavano interesse negli altri e questo riscontro, oltre a costituire un grande motivo di gioia, mi ha dato il coraggio di trasformare l’ hobby in un lavoro. Ho studiato a Caltagirone presso l’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica, voluto da Luigi Sturzo nel 1918; preoccupato che le ceramiche di fattura napoletana potessero minacciare la tradizione calatina, si battè affinché si formasse una scuola specializzata. Lì, ho avuto il bene d’imparare tanto e specializzarmi nel tipico decoro di Caltagirone, noto ovunque >>.

– Com’è stata la sua infanzia?

<<Ho vissuto un infanzia serena, durante la quale non mi è mai mancato l’appoggio della mia famiglia nel comprendere e sviluppare i miei interessi. Il corridoio della casa dei miei genitori è stata la prima tela bianca sulla quale rendevo le mie ispirazioni del momento, e hanno avuto luogo i miei primi esperimenti creativi. Mio padre dovette aspettare che io crescessi per poter ritornare ad avere una parete pulita! >>

– Lei ha scelto di vivere a Ramacca: cambierebbe il piccolo centro con la città?

<<Ramacca è il mio paese d’origine, abitato da persone semplici con le quali sono cresciuta; una piccola comunità mi ha sempre dato tanto e alla quale sento di appartenere in maniera irrinunciabile.La città sicuramente ti offre altro, maggiori e diversi svaghi; ma il paese mi dà un calore e certezze che in città si disperdono. Ramacca è conosciuto come il “paese dei forestieri” per il grande slancio verso gli immigrati che numerosi giungevano qui dalle province vicine>>.

– Vorrebbe parlarci dei suoi lavori? Come le vengono in mente le idee? 

<<Metto una parte di me in ogni pezzo che realizzo. Amo spaziare nel mio lavoro dalla decorazione della ceramica alla creazione di bijoux, per poi proseguire con la pittura su accessori moda. Diverse sono le collezioni che ho realizzato: “le maioliche” che rispecchiano i colori e i colori tipici della nostra terra; ” Regina di cuori”, una collezione dedicata alla fumettistica e “Indossa l’arte e portala con te”. In tutte e tre le collezioni, ho messo in evidenza la figura femminile, “la regina di cuori” dove la figura femminile può essere una madre, una sposa, un’amica. Nell’area dedicata ai fumetti, le donne che ho scelto di raffigurare sono Eva Kant (Diabolik) e Margot (Lupin) ambedue le donne rappresentano la sensualità e la complicità; e Frida Kalo che rappresenta l’ostinazione ma anche la fragilità.

Tra le mie preferite è la collezione “Indossa l’arte e portala con te” dove mi diverto a personalizzare l’accessorio con le riproduzioni delle opere dell’artista che più rappresenta chi sceglie di indossare accessori di questa collezione: le donne di Amedeo Modigliani, di Pablo Picasso e le figure femminili di Gustav Klimt. Di quest’ ultimo, un’ opera a me particolarmente cara è “Le tre età della donna” dove si possono cogliere i mutamenti  somatici femminili>>.

– La sua famiglia la sostiene, incoraggia?

<<La mia famiglia ha sempre assecondato le mie “follie”, ciascuno con le proprie capacità e possibilità, collaborando come meglio ha potuto. Rilevante è stato il contributo che hanno dato le mie figlie: con loro è nata l’idea di far nascere un brend>>.

A questa frase sono molto legata; rappresenta il mio pensiero e l’ho scelta per i biglietti da visita: “O si è un’opera d’arte, o la si indossa”…Oscar Wilde

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