Oggi è la Festa dei Bersaglieri. 185 anni di corsa

Il 18 giugno è la Festa dei Bersaglieri. Quest’anno ricorrono 185 anni dalla formazione del Corpo, che rappresenta una specialità militare unicamente italiana: pertanto non esistono bersaglieri negli eserciti di altri Stati.

Istituito nel 1836 con il compito di svolgere servizio di esplorazione ed avanguardia, sin dalle origini il Corpo dei Bersaglieri costituì una parte della fanteria leggera. Una specialità che, grazie alla scelta accurata dei soggetti e al particolare addestramento ed equipaggiamento, univa grande abilità nel tiro, spiccata resistenza allo sforzo fisico, in particolare alla corsa, con l’effetto di una straordinaria mobilità nelle operazioni militari.

Ricordiamo oggi i 185 anni di vita del Corpo dei Bersaglieri puntando la nostra attenzione sul celebre copricapo, il cappello piumato, spavaldo e allegro come chi lo indossa. Un volatile chiamato «gallo d’india» (ma che animale è? Un tacchino di grandi dimensioni? Un semplice gallo dal piumaggio nero? ), «regala» le sue lunghissime piume, che decorano il berretto e ombreggiano l’occhio del bersagliere.

Il cappello dei bersaglieri è tra i più famosi copricapi dell’esercito italiano insieme a quello degli alpini, corpo di fanteria leggera da montagna caratterizzato dal berretto con la penna di un volatile. Si: ma quale uccello?

La celebre canzone recita: “Sul cappello sul cappello che noi portiamo, c’è una lunga, c’è una lunga penna nera». In realtà però la piuma è nera soltanto per i soldati semplici e per i sottufficiali: i corvi, poverini, danno il loro contributo. Il colore della penna diventa marrone per gli ufficiali inferiori (da sottotenente a capitano): è l’aquila la donatrice. L’oca bianca, animale che non gode certo buona fama, è stranamente stata scelta per adornare i berretti degli ufficiali superiori (da maggiore in su) degli Alpini.

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