Non esiste un Piano per lo Sviluppo della Pesca Marittima Professionale Artigianale

Il Comparto Pesca Marittima Professionale soffre la cattiva gestione della materia da parte della politica e dei politici in campo i quali a tutt’ oggi nonostante il rinnovo di deputati e onorevoli regionali nazionali ed europei non riesce a produrre riscontri concreti visibili e toccabili con mano nonché utili per lo sviluppo economico e il lavoro del settore che soffre, spesso per colpa dell’incompetenza di molti  o in alternativa subisce le decisioni di  “comitati d’affari”  che pensano solo a tutti i loro interessi/business che sono diversi da quelli dei pescatori e armatori veri, in quanto vivono solo del loro lavoro.

I pescatori non chiedono soldi, chiedono solo di potere lavorare, nel rispetto delle regole, ma che siano regole adeguate al tipo di pesca effettuata in Italia, quindi differente dalla pesca industriale, oceanica, con imbarcazioni di grandi dimensioni.

La flotta peschereccia siciliana e di piccole e medie dimensioni così come quella di tutta la nazione.

Negli anni i lavoratori hanno spesso sentito di fondi a pioggia per il settore, ma ad oggi nessuno dei progetti che ha ottenuto ingenti finanziamenti ha dato sbocco alle Imprese, che diminuiscono da anno in anno così come i posti di lavoro.

Molti ad esempio sono i soldi spesi per la creazione di marchi di qualità del pescato quasi tutti sconosciuti agli stessi operatori del comparto così come agli  stessi consumatori finali.

Le direttive europee,  l’eccessiva presenza di Tonni , il pesce grande che mangia il pesce piccolo (infatti sembra che il pesce azzurro rischia di sparire dai nostri mari), i problemi causati dall’inquinamento marino (liquidi, petrolio, acque nere provenienti dall’assenza di depuratori, la plastica), bloccano  il vero ripopolamento ittico – denuncia l’ A.P.M.P. – mancano politiche di bonifica, mancano proposte per riparare i danni provocati dall’inquinamento aggravato e continuato.
L’ Associazione Pescatori Marittimi Professionali insieme al direttivo nazionale e i vari coordinamento regionali e provinciali sta iniziando a valutare eventuali azioni da adottare al fine di fare valere i Diritti delle Imprese di Pesca e dei lavoratori, anche con iniziative giudiziarie, oltre ad ulteriori richieste di audizione alla Camera, al Senato e, al Parlamento Europeo.

Intanto, a quando sembra,  le marinerie di Sciacca, Licata Porto Empedocle  sono  in stato di agitazione a causa dell’istruzione di zone di ripopolamento ittico, volute, così come riportato da voci di popolo,  da alcuni movimenti per presunti scopi scientifici. ricerche ecc, con grave danno per la pesca artigianale soprattutto per le piccole imbarcazioni che operano in quelle zone interdette,  senza che la politica si sia impegnata a trovare alternative da proporre alle Imprese e relativi lavoratori imbarcati, quindi, a capir bene,   senza nessuna considerazione per i pescatori che rimangono  pur sempre una voce importante dell’economia!

Esiste un Piano di sviluppo della Pesca artigianale in Italia ?

Ma del resto i paladini e difensori dei diritti dei pescatori sono impegnati a difendere i confini della patria dai barbari invasori !

Molti pescatori – afferma il Presidente dell’Associazione – si erano recati alle urne fiduciosi e convinti di un cambiamento, che forse potrebbe arrivare dopo le ferie (?).

Alfio Fabio Micalizzi
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