Nellina Laganà: quando “non” finisce un amore…

Anche MetroCt desidera salutare e ricordare Nellina Laganà e facendolo a suo modo, ovvero a sipario abbassato e luci spente…

Una volta accompagnata sulla soglia di quel palcoscenico eterno, ciascuno riprende il proprio dolore, torna a casa e qualche volta dimentica; ma anime come quelle di Nellina non disperdono la propria energia, ne fanno memoria assoluta. Non solo perché fosse una bravissima attrice in grado di conferire proprietà “organolettiche” ai personaggi interpretati, ma anche e soprattutto per l’ impegno sociale mai trascurato. Nellina sapeva bene che l’attore viene ammirato come un santo sul piedistallo e guardato con venerazione il tempo del suo ruolo in un lavoro, ma era anche consapevole che l’uomo è fragile e che per irrobustirne la natura fosse necessario essere determinati nel compiere scelte giuste e generosi guardando al di là della prima fila di spettatori.

Grande energia carisma, sempre pronta a battersi nel sociale con senso del limite e grande dignità; un mostro sul palcoscenico!” (Gabriella Magistro che aveva seguito come addetto stampa “Donne di Mafia”)… di lei resterà la coerenza che non l’ha mai lasciata sino all’ultimo suo respiro, che l’ha indotta ad apostrofare sui social come meritava un figuro di incerto valore umano, a raccomandare ai giovani di scegliere fra la mediocrità e la bellezza; ad alzare lo sguardo oltre il proprio ego e spaziare verso le cause altrui come lei aveva sempre fatto con pacatezza, dignità e senza mandarle a dire! Mai!

Personalmente l’ho conosciuta nel corso della manifestazione del 22 Agosto di due anni fà “Un Arancino per l’Accoglienza, siamo tutti clandestini“, al Porto di Catania, fortemente voluta da lei, Silvio Laviano e Giusy Marrano per protestare contro Salvini e la chiusura dei porti che non aveva consentito agli ospiti della nave “Diciotti” recuperati dal naufragio di sbarcare. In compagnia di Cosimo Coltraro e di Silvio Laviano, io c’ero e fu bello: una distesa di coni biondi si agitava come le vele delle barche del molo di levante. Non vi dico l’arrabbiatura di chi non aveva avuto l’idea!

Quando una persona come Nellina Laganà s’interessa dei mille volti che la circondano senza che questi debbano essere solo i personaggi che interpreta, credo di poter azzardare che ci troviamo di fronte ad una esistenza che ha fatto dei “propri giorni un capolavoro”. Non si è fermata al di qua del ciak, ma è andata oltre, fissando nella sua mente il ricordo di ciascuno, fissandosi in modo indelebile nel ricordo di ognuno.

Coccodrilli, post su ogni social, innumerevoli tributi: una moltitudine di gente che con lei aveva avuto a chè fare avendo questa donna anche il dono della continuità, nel senso che non considerava interrotto alcun rapporto iniziato, seppur breve ed occasionale. Dunque, se l’esistenza trasformandosi traghetta con sé il tesoro di affetto e stima accumulato in vita, il ponte che Nellina sta attraversando dev’essere una passeggiata cosparsa di luminosi ricordi. Un testamento-bagaglio col quale si presenterà laddove i teatri hanno certamente un pubblico felice. Credo proprio che l’attrice, come dice Matteo Licari, che con lei aveva una solida amicizia, non avrà bisogno di confessarsi in Paradiso…“era schietta, colta e non si dimenticava di nessuno”.

Foto di copertina di Dino Stornello che, come pochi, con la sua macchina fotografica, riesce a cogliere ogni verità di un volto.

La Redazione di MetroCt si unisce al dolore della famiglia e del marito Gianni Scuto, brillante ed eclettico regista catanese.

“Non voglio morire vedendo al posto del Teatro Massimo “Bellini” un fast food o un supermercato… voglio continuare a credere che l’arte e la bellezza salveranno il mondo”. N. L.

 

 

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