Nasce il Governo della sorpresa

“preferisco essere accusato di essere puro e duro. piuttosto di uno che fa accordi segreti con partiti pieni di corruzione” cosi diceva Peppe Grillo, padre fondatore del M5S con Di Maio, che il 4 Marzo successivamente alle elezioni Politiche dichiarava: “A tutti quelli che mi chiedono e mi parlano di alleanze e coalizioni, di incominciare a eliminare questi termini dal futuro politico dell’Italia, anche perché siamo in queste condizioni proprio per i governi delle larghe intese” “il M5S non fa alleanze che significa scambio di poltrone” rincarava l’On Lezzi e Di Battista gridava “al momento che il M5S farà il Governo con uno dei partiti responsabili di questa situazione io lascio il M5s”
In questi 14-15 mesi, nulla delle loro dichiarazioni è accaduto, prima il governo del cambiamento con la Lega,per avere un alibi dicevano che non erano alleati ma avevano fatto un contratto ( ma non è la stessa cosa) appoggiando tutte le politiche populiste e discriminatorie proprie della Lega, la quale con un alto numero di inquisiti ,è stata condannata per truffa nei rimborsi elettorali. Il M5S è stato zitto ha accettato tutto questo, accontentandosi di perdere voti a favore della Lega, il paradosso.
L’amore tra Salvini e Di Maio finisce ed il Movimento 5 Stelle coerente con la sua politica del passato doveva andare alle urne. Invece abbiamo l’inciucio, il compromesso, potremmo dire il colpo di Stato ,tutto per evitare di andare ad elezioni un salto nel buio per i Grillini.
Vediamo Di Maio che aveva chiesto l’impeachment per il Presidente Mattarella (vi ricordate?) che ha minacciato i dirigenti del Tesoro se non gli uscivano i soldi per il reddito di cittadinanza, che non doveva sporcarsi con nessuno della vecchia politica che accetta la ciambella di salvataggio dell’altro Matteo –Renzi;
L’odiato personaggio padre, secondo loro, di molti scandali di avere distrutto i diritti dei lavoratori con l’abrogazione dell’art. 18, di averci riempito di tasse, di essere succube della Germania e dei Burocrati della Commissione Europea,
Lo abbiamo visto Matteo Renzi al Senato durante la sfiducia presentata dalla Lega contro il Presidente del Consiglio Giuseppe Conti, come ha teso la mano ai grillini umiliando alla fine Di Maio quando; “in politica ,mai dire mai lei deve crescere politicamente, per anni mi avete insultato anche a livello familiare, ma io per il bene del Paese dimentico e con senso di responsabilità sono disponibile ad un governo P.D. M5S “ un atteggiamento non da semplice senatore ma da capo di partito.
Anche perché Renzi con i suoi 100 tra deputati e senatori riconducibili a lui ha messo un’ipoteca su questo obbrobrio di Governo appena nato, non solo diventa l’ago della bilancia per le nomine dei vertici delle Forze Armate, consigli d’Amministrazione delle Partecipate dello Stato, ma anche interlocutore privilegiato per la prossima elezione del Presidente della Repubblica.
Ora Di Maio afferma che la trattativa non riguardava le poltrone, ma lui non ha fatto un passo indietro come Renzi, ma solo sui programmi. Quindi quando per anni hanno detto che i programmi dei 5 Stelle erano lontani anni luce da quelli del P.D. hanno preso in giro gli elettori? Soprattutto gli elettori si chiedono come possono convergere interessi tanto distanti? Sul problema dell’immigrazione dove il M5S ha sempre avuto una linea dura ora che farà “entrate tutti”, sul decreto sicurezza dice che attuerà le osservazioni del Capo dello Stato, quindi in pratica lo modifica, sul mercato del lavoro riformato da Renzi, Di Maio che vuole fare?.
Oggi Giuseppe Conti riceve il mandato da parte di Mattarella, che non ha mai ben visto un governo con la Lega né tantomeno vuole andare ad elezioni, creando il Conti bis con una maggioranza P.D. M5S e l’esigua pattuglia di L.e.U. anche loro contenti di non andare a votare e dopo tanto piangere hanno ottenuto un posto al sole.
L’ assurdità di questa alleanza, che durerà altri 14 mesi per poi andare a votare, questa volta si, si può riassumere nel ritorno di Matteo Renzi che gli Italiani avevano defenestrato, e grazie a Di Maio è tornato più forte di prima, perché ora farà il puparo.
Per chiudere voglio prendere una frase di Giorgia Meloni “volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di Tonno, sono diventati tonno” significa che anche loro sono diventati casta, potere marcio.

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