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Nadia De Luca e Giuseppe Castiglia protagonisti al Teatro Musco nel nuovo allestimento di “Storia di una capinera”

“Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime. Ma non osava ribellarsi, non osava tentare di rompere il filo di ferro che la teneva carcerata, la povera prigioniera…”.

Il cartellone della Tradizione al Teatro Angelo Musco di Catania si chiude con uno dei capolavori di Giovanni Verga, “Storia di una capinera”, adattato e diretto da Rosario Minardi. Protagonisti del nuovo allestimento dello spettacolo che andrà in scena da martedì 17 a domenica 22 maggio sono Nadia De Luca e Giuseppe Castiglia (nel ruolo di Giovanni Verga). Con loro: Luana Toscano, Giovanni Fontanarosa, Santo Santonocito, Giovanni Arezzo, Verdiana Barbagallo, Elisa Franco, Alice Ferlito, Raniela Ragonese, Alessandra Falci, Federica Breci, Roberta Rivolo, Maria Chiara Pappalardo, Rebecca Testaì e Ruggero Rizzuti.

La vicenda si concentra su un unico nucleo narrativo: la storia della povera Maria (Nadia De Luca), raccontata attraverso le lettere che essa scrive ad una compagna di convento Marianna. Il cambiamento interiore di Maria nasce da una sua provvisoria liberazione, dal contatto con la natura, dal suo ritrovarsi con la famiglia nelle terre di Monte Ilice mentre a Catania infuria il contagio del colera.“Il mio pensiero non è imprigionato sotto le oscure volte del coro, ma si stende per le ombre maestose di questi boschi, per tutta l’immensità di questo cielo e di quest’orizzonte…” 

“La storia – spiega Rosario Minardi – si snoda tutta sul filo di un progressivo itinerario spirituale: quella esperienza fa sorgere in lei il senso d’una vita più libera e aperta, e l’avvia a concepire una crescente avversione per l’ambiente conventuale dove ha trascorso da educanda gli anni dell’adolescenza. Di qui, scopre l’amore”.

Il giovane Nino è l’idolo un po’ sfocato che accende nella protagonista la fiamma di una passione inestinguibile. Ma il rapporto è troncato sul nascere dall’intervento dei familiari: Nino sposerà la sorella di Maria (Giuditta), acconciandosi a un matrimonio giudizioso e senza fantasticherie. Maria sarà costretta a rientrare in convento dove si spegnerà dopo lunga e penosa agonia. La scansione epistolare e monologante di Maria con l’amica Marianna diventa azione scenica coi personaggi che prendono vita e si muovono all’interno della narrazione, intorno alla protagonista. Maria è la piccola capinera in gabbia.

La riduzione di “Storia di una capinera” firmata da Rosario Minardi nasce come spettacolo, con grande successo di pubblico e di critica, poi diventa una pubblicazione editoriale del copione integrale (col supporto della colonna sonora) tratto dal romanzo verghiano, e adesso ritorna a teatro con un nuovo importante allestimento. Lo spettacolo, prodotto da Progetto Teatrando – andrà in scena al Teatro Musco di Catania fino a domenica prossima.

Le scene sono firmate da Salvo Manciagli, i costumi da Rosy Bellomia.

Matteo Licari Autore
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