“La Musa del Sud”: Maurilio Milone e Terra Chapman, insieme verso l’Arte e la Bellezza

Dal 12 Agosto scorso, è aperta a Nicolosi, presso la Casa Museo della Civiltà Contadina, la mostra d’arte intitolata “La Musa del Sud” degli artisti Terra Chapman e Maurilio Milone. L’evento è inserito nel “Summer Time 2019” del Comune di Nicolosi ed è stato promosso ed organizzato da MaterNatura.
Come lo definiscono gli artisti, “è un viaggio pittorico”, una risposta al bagno di colori e sapori, miti di una terra antica infarcita di storia millenaria ed eventi fantastici che l’hanno posta in essere, distrutta, rigenerata.
Terra e Maurilio sono due giovanissimi pittori: lei americana, lui siciliano. S’incontrano alla Scuola di pittura a Firenze, diventano amici, si fidanzano e si sposano. Sino a qui, così elencato sembra il naturale percorso di innumerevoli unioni; in questa relazione c’è una differenza, quel qualcosa che Goethe definiva “affinità elettiva” e che io azzardo di rafforzare con “empatia” che si concretizza in una perfetta simbiosi personale ed artistica. Terra e Maurilio hanno, infatti, creato spontaneamente un movimento in cui, “a specchio”, si determinano la vita matrimoniale e quella professionale nelle quali coesistono la collaborazione, il reciproco costante consigliarsi a capovolgimento di incertezze e nutrimento di decisioni. Osservano, dipingono, insegnano. E lo fanno insieme, senza sovrastarsi e mantenendo ciascuno la propria autonomia.
Lo studio del corpo è fondamentale e pone la ragione dello sviluppo tecnico di ogni quadro; inoltre, in esso si narra una vicenda, si esprime un sentimento, si ferma una storia e ricorda un mito. In ogni opera, l’espressione in divenire di una suggestione, di un punto di osservazione semplice ma ben strutturato. I corpi ed i volti sono disegnati con competenza; i primi sono morbidi e fieri, privi di austerità; i volti sono quieti e profondi. Entrambi proiettati verso il ricordo che contiene il senso del presente che si impone per guidare il futuro.
                                                         “Sirene dei Faraglioni”

 

Terra Chapman, all’età di diciotto anni studia a tempo pieno a Firenze, dove rimane per cinque anni e mezzo. A Firenze,  frequenta tre diverse accademie, a partire dall’Accademia d’Arte dell’Angelo, successivamente si diploma al Programma di Pittura all’Accademia d’Arte di Firenze, e anche al Programma di disegno all’Accademia d’Arte Russa di Firenze.

Maurilio, ha frequentato la Florence Academy di Arte Russa; The Art Department  e il Glenn Vilppu Intensive Constructive Anatomy Workshop e l’Angel Academy of Art, sempre a Firenze.

Vivono in America dove hanno aperto il Missoula Fine Art Studio; durante i fine settimana, vengono organizzate lezioni di disegno e pittura, tenendo conto delle orme delle accademie tradizionali, ma ridisegnate per soddisfare le esigenze dell’artista del XXI secolo.

La mostra delle opere che hanno portato in Italia è consigliata e fruibile sino al 25 Agosto. Ho avuto il piacere di visitarla e di intrattenermi piacevolmente con gli artisti, giovanissimi (Terra, 29 anni e Maurilio 33) ma con una forza ed un temperamento maturo inconsueti. La mostra è come una passeggiata in un sentiero di montagna che ti conduce in zone prive di chiasso e ricche di magia; il mio quadro preferito “Etna Rosso” e quello a mio parere emblematico, lo studio e la raffigurazione in parallelo di uno scorcio del vulcano.

   

                                                               “Etna Rosso”    
Come nascono “artisti” Maurilio e Terra? qual è il loro percorso prima di incontrarsi?

Terra: Sono sempre stata un’artista. Quando da piccola mi veniva chiesto cosa volessi diventare la mia risposta era una sempre una: “la pittrice”. E su questo ho lavorato ogni giorno della mia vita.

Maurilio: Ho sempre voluto disegnare e dipingere come lavoro fin da bambino. Prima di studiare pittura ho preso una triennale in Economia, per fortuna ho trovato il coraggio di lanciarmi e tentare di fare quello che volevo davvero. La mia formazione in Economia ci aiuta a mandare avanti il nostro studio ed i nostri progetti.

 

“Ritorno a casa”                               “Stella di Mare”

Quando e come vi siete incontrati?

Terra: Abbiamo cominciato come compagni di classe, poi siamo diventati buoni amici e la nostra relazione ha continuato a crescere finché non ci siamo sposati.

Maurilio: Ci siamo incontrati nel 2009 a Firenze, Terra si era già trasferita lì da un anno per studiare pittura alla Angel Academy. Terra era un anno più avanti di me quindi non eravamo nello stesso corso, però vivevamo nella stessa strada dietro S. Croce, in via De’ Pepi. Una strada così stretta che passavamo il tempo a chiacchierare dalla finestra, così è cresciuta l’amicizia.

 

Fra voi si può parlare sia nato prima l’amore e poi l’empatia, o viceversa?

Terra: Non è stato amore a prima vista, almeno non amore in quel senso però siamo diventati buoni amici velocemente. Sono contenta che la nostra relazione sia nata nel modo in cui è nata perché da un certo punto di vista ho sposato il mio migliore amico.

Maurilio: Io devo dire Terra mi ha colpito dalla prima volta che l’ho vista ma prima si è sviluppato un rapporto di amicizia.

La collaborazione-complicità cosa vi ha portati a creare?

Terra: La nostra collaborazione ha prodotto tante cose, per esempio una mostra chiamata “Married Landscapes” fatta da paesaggi dipinti insieme l’uno accanto all’altro dopo il nostro matrimonio, che non sarebbe stata possibile realizzare da soli. Collaborare ha reso possibile creare un lavoro diverso da quello che avrei creato senza l’input di Maurilio, dato che lui mi spinge sempre ad andare oltre. Siamo molto franchi l’uno con l’altro, a volte siamo anche spietati con le nostre idee quando si tratta di lavoro. Prendiamo quello che facciamo molto sul serio ma non diventa mai un discorso personale, quindi siamo in grado di criticarci a vicenda senza offenderci. Siamo perfezionisti e vogliamo il meglio per i nostri allievi.

Maurilio: Per me la creatura più importante che abbiamo realizzato insieme è il Missoula Fine Art Studio, il nostro studio negli Stati Uniti. È davvero un lavoro a quattro mani in cui uniamo le nostre forze per portare al pubblico qualcosa di migliore rispetto a ciò che potremmo fare da soli. Ci correggiamo a vicenda sempre, facciamo brainstorming e in un certo senso facciamo a pezzi le idee dell’altro per cercare di arrivare a buoni progetti.

 

Di cosa vi occupate?

Terra: La nostra routine consiste nell’insegnare disegno e pittura ai nostri studenti nel week-end. Nel resto della settimana lavoriamo ai nostri quadri e sugli spunti per le nostre lezioni.

Maurilio: Ad un livello ampio, il nostro lavoro si colloca all’interno di un movimento artistico che cerca di rianimare gli stili pittorici del passato.
Come insegnanti, cerchiamo di aiutare i nostri allievi a migliorarsi a livello personale. Spesso prima di poter migliorare dal punto di vista del disegno e della pittura bisogna superare certi blocchi interni, buona parte del nostro lavoro è aiutare i nostri studenti a superare le loro paure in modo che la loro arte possa venire fuori.
Come artisti, il nostro lavoro è simile, cerchiamo di migliorarci come persone e di superare le nostre tensioni in modo da realizzare lavori migliori anno dopo anno.

 “Tesori di mare”

Pur essendo giovani, prediligete le figure classiche ed effettuate uno studio realistico davvero impressionante; vi siete ispirati a qualche pittore del passato?

Terra: Sono molto influenzata dagli artisti del passato, sono le persone con cui mi confronto e mentalmente metto il mio lavoro a fianco del loro, nel senso che cerco di comparare il mio lavoro per vedere dove e come posso migliorare. Tengo a mente i lavori di Alma Tadema, di Bouguereau, Mucha, Ribera e molti altri. Si dice che spesso che l’umanità non impari abbastanza dalla Storia e che si ripetano sempre gli stessi errori. Parte del lavoro di un artista è aiutare il pubblico a vedere cosa è importante nella vita. Il passato e le rovine su cui camminiamo sono qualcosa che dobbiamo ricordare, invece di cancellare.

Maurilio: Per me la Storia è un pendolo che oscilla avanti ed indietro, veniamo da un periodo di grande avanguardia ed innovazione che però va avanti già da un secolo. Forse è il momento che il pendolo oscilli dall’altra parte. Io mi trovo attratto dal linguaggio dell’antichità, lo trovo misterioso ed affascinante. Forse lo vedo come antidoto ad un mondo che sembra sempre meno magico, sempre più informatico e pratico. Col mio lavoro voglio sottolineare l’importanza del passato. Un tempo l’arte era basata sulla continuità, oggi è basata sulla rottura. La mia rottura è basarmi sulla continuità, come si faceva un tempo. Si può dire che facciamo una pittura così vecchia da essere nuova.

 

“Persefone”                                                          “La Grotta di Efesto”

Cosa osservate e come?

Terra: Guardiamo al mondo attraverso una lente di magia, per questo veniamo in Sicilia, per cercare questa inspirazione e questa magia. La ricerchiamo ovunque, nel nudo dei nostri modelli, in una natura morta, nelle nostre letture, nella musica e nel cibo. Quello che voglio far vedere attraverso la mia arte è che il mondo è un posto magico, se sei disposto a vederlo così. A volte questa magia può essere difficile da trovare, se non ci si è abituati. Questo è il mio lavoro, aiutare gli altri a vederla.

Maurilio: Da un lato c’è l’osservazione della natura. E’ molto difficile vedere senza preconcetti. La nostra pittura è una ricerca della visione pura possibile, senza preconcetti, per questo appare naturalistica. Dall’altro lato c’è l’osservazione dei propri sogni, specialmente quelli ad occhi aperti. Direi che guardiamo all’interno ed all’esterno e proviamo ad unire questi due mondi in un quadro.

 

“Ninfa sbarazzina”                                               “Ambizione”

Quanto l’Arte può ancora fare la differenza? Un’opera d’arte esiste davvero solo se c’è chi la guarda?

Terra: L’Arte può sempre fare la differenza, è un grande pezzo del puzzle che ci rende umani. Senza di essa possiamo ancora rimanere umani? Cosa diventeremmo? Alla fine dei conti, l’Arte è ovunque: più abbonda e maggiore è la felicità delle persone. In genere, dove c’è meno arte le persone soffrono. Sono d’accordo con Roger Scruton nel dire che l’idea che l’Arte non sia qualcosa di utile sia falsa. In realtà l’Arte è una cosa estremamente utile e pratica. Per esempio, ci sono studi che mostrano che nelle città dove gli edifici sono decorati da sculture e frontoni si creano luoghi di aggregazione spontanea. Le persone si aggregano di meno nelle zone in cui l’architettura è puramente utilitaria, quadrata e non decorata. Le città d’arte diventano luoghi di richiamo ed i luoghi del brutalismo architettonico diventano luoghi brutali. Ciò conferma che l’Arte può rendere il mondo un posto migliore per tutti.

Maurilio: Mi trovo in completa sintonia con Terra. Vorrei aggiungere che col nostro lavoro possiamo far vedere ai nostri coetanei ed alle generazioni più giovani che esiste ancora un mondo fuori dagli smartphone e che fare qualcosa con le mani, nel mondo fisico è gratificante ed importante. Per me il lavoro esiste in funzione del lavoro, non mi interessa se verrà visto oggi, domani, dopodomani o mai. Per me è essenziale fare uscire qualcosa che ho dentro, se verrà apprezzato o meno non dipende da me. Se ci fosse una apocalisse nucleare e fossi l’ultima persona sul pianeta Terra continuerei a dipingere comunque. 

Perché avete scelto di vivere in America?

Terra: Abbiamo scelto gli Stati Uniti perché volevamo aprire il nostro studio ed avere autonomia su ciò che insegnavamo e su come lo insegnavamo. E’ un posto dove c’è grande interesse per l’Arte ed un grande desiderio di apprendere. C’è meno arte in giro e per questo la gente vuole crearne di più.

Maurilio: Ho sempre voluto vedere com’è la vita negli Stati Uniti, è come la vediamo noi nei film o è differente? Ed in che modo? Da un certo punto di vista, un artista si nutre di esperienze e questa era una esperienza che essendo legato a Terra non volevo perdermi. In più è un posto dove è molto più semplice avviare un attività propria.

 

Vi fermerete a lungo in Sicilia? Quali sono i vostri programmi?

Terra: Cerchiamo di rimanere quanto più a lungo possibile in Sicilia, Questa volta rimarremo circa due mesi.

Maurilio: Nelle prossime settimane svilupperemo delle nuove immagini ispirate alla Sicilia che andranno in una mostra collettiva negli Stati Uniti. Ne approfitteremo anche per ricaricarci di ispirazione. Abbiamo tanti progetti: lanceremo un nuovo corso nel nostro studio e stiamo pensando di organizzare un workshop di pittura con studenti stranieri qui in Italia l’estate prossima! Alcune dei nostri lavori presentati a Nicolosi andranno in una collettiva organizzata da Giuseppe Sciacca a Catania, insieme ad altri maestri siciliani.

“La Musa del Sud”,

dal 12 al 25 Agosto, Museo d’Arte Contadina a Nicolosi; apertura pomeridiana; ingresso libero.

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