Tutto il male possibile di una borghesia catanese

Tutto il male possibile di una borghesia catanese che è solo perbenismo, Ave Maria, foto di famiglia e posti di lavoro. Quest’ultimo dovrà essere ben remunerato, di prestigio (le gerarchie contano eccome!), di responsabilità (se non altro apparente) e tutt’altro che usurante. “Tradizione”, danaro e privilegi che si trasmettono di padre in figlio. Si comincia dalle scuole private dove il rampollo matura senza incontrare particolari difficoltà, evitando una concorrenza logorante. Dove scansa il rischio di essere spinto in basso. Il trucco sta nella scelta e nella gestione delle “corsie preferenziali”. Mondo accademico e ambiente politico emergono come “appendici” essenziali. Veri e propri serbatoi di scambio. La borghesia-padrona ne regola il funzionamento. Variabile impazzita è la prepotenza senza la quale non si dà immagine della terra del sole. La mafia entra nel gioco “politico”, e non solo, dà e riceve a seconda degli interessi in gioco. Chiese e “gruppi di pressione” completano il quadro. Per chi si sottrae alle trattative – nel non rispetto delle regole questo a me questo a te, purché non si faccia rumore – la prospettiva è l’“eterno riposo”.

guestauthor Autore
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