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LIBIA: mitragliati due pescherecci italiani, salvati dalla NAVE MILITARE ITALIANA. La Federazione Armatori Siciliani denuncia i fatti alla Procura della Repubblica di Roma

La notte del 2 giugno, mentre in Italia si festeggiava la Repubblica, intorno alle ore 22,30, gli equipaggi dei motopesca  “Luigi Primo”   e   “Salvatore Mercurio”   subivano un’attacco balordo ad opera di una motovedetta presumibilmente libica con a bordo uomini in pantaloncini e camice colorate, uno dei quali avrebbe aperto il fuoco in direzione di uno dei due pescherecci italiani, e, con manovre e atteggiamenti intimidatori, affiancavano una delle due unità da pesca, rischiando di affondarla.

Il comandante Mario Suaria del “MERCURIO” lanciava l’allarme è, una Nave, della Marina Militare Italiana , che, fortunatamente, si trovava a circa 14 miglia di distanza dalle barche che avevano chiesto AIUTO, e di fatto, è intervenuta dopo circa 40 minuti impiegati per raggiungere  i pescatori, durata e minuti infiniti di paura e terrore

Il comandante della motovedetta “libica” intimava l’alt ai pescherecci e,  il comandante del peschereccio  “Salvatore Mercurio” , nel frattempo riceveva istruzioni dalla Nave della Marina Militare la quale indicava loro di non fermarsi e di navigare verso nord.

Appena la NAVE MILITARE ITALIANA GRECALE è arrivata vicino ai due pescherecci, la motovedetta libica si è allontanata  “a fari spenti” senza interloquire con i nostri marinai.

I pescherecci al momento dell’attacco si trovavano in acque internazionali a distanza di oltre n. 84 miglia dalla costa Libica.

Dopo le scene di terrore, ristabilita la tranquillità, un nucleo di soccorritori e salito a bordo delle due imbarcazioni italiane e le visite e i controlli sanitari si sono prolungati per circa 24 ore.

Secondo la Federazione Armatori Siciliani questo tipo di fatti non si devono più ripetere perché, continuando così, cioè senza interventi concreti da parte delle autorità politiche, prima o poi si rischia di vedere e sentire ciò che non si vorrebbe mai vedere nè sentire e, per tali motivazioni si riserva di depositare entro pochi giorni un dettagliato esposto denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma al fine di accertare, quanto diffuso in questi giorni da notizie a mezzo stampa, relativamente ai fatti accaduti e alle relative dichiarazioni rilasciate dalle parti.

E’ già stata trasmessa una PEC dalla F.A.S. alla Direzione Marittima  –  Capitaneria di Porto di Catania allo scopo di chiedere di acquisire atti e dichiarazioni da trasmettere alla MAGISTRATURA ITALIANA.

Anche in occasione dei fatti che avevano riguardato il sequestro dei n. 18 pescatori di Mazara del Vallo l’associazione degli armatori aveva depositato tramite PEC una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, ma ad oggi, non si è ricevuto nessun riscontro giudiziario, anche riguardo ad eventuale proposta di archiviazione da patte del PM affidatario della notizia di reato.

Pescatori e Armatori rinnovano piena fiducia nella Magistratura nonostante, sembrerebbe essere calata la fiducia da parte del popolo nell’operato di certi magistrati e, nonostante l’argomento giustizia sia sempre più balzato agli onori di cronaca e, oggetto di attenzioni che riguarderebbero la politica, i referendum e quant’altro in atto.

Alfio Fabio Micalizzi
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