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Lazio: il Progetto dell’Aeroporto di Frosinone, ha preso il volo!

Progetti aeroportuali moderni ed innovativi. Parliamo della Regione Lazio e della necessità di creare un nuovo punto di riferimento, per incrementare i voli nazionali ed internazionali, civili e commerciali. Figure importanti per la realizzazione di questo progetto sono state fondamentali per sviluppare l’idea; il Dott. Gaetano Polselli, all’interno dell’APARF, svolge la funzione di Advisor & External Relation ovvero colui che ricerca finanziamenti di investimenti per realtà e motivazioni di sviluppo e cambiamento all’interno di un territorio, in questo caso il Lazio ma non solo: il ruolo del dott. Polselli, è quello di ricercare con criterio investimenti in tutto il territorio italiano ed est europeo.(Balcani) Abbiamo scambiamo due chiacchiere col Presidente di APARF, Ing. Tiziano Schiappa per conoscere i dettagli di questo futuro aeroporto.

DOMANDA: Come nasce il progetto “Aeroporto” a Frosinone?
Risposta: Il progetto è nato da un’esigenza non solo personale ma territoriale.
Il tutto è partito nel 2018 quando il MITE bocciò per l’ennesima volta lo sviluppo della quarta
pista presso l’aeroporto di Fiumicino, riportando la situazione infrastrutture aeroportuali
del Lazio ad una visione dei primi anni 2000.
Conoscendo quindi molto bene l’operatività e le problematiche del bacino laziale – campano,
(grazie a conoscenze ed esperienze dirette ed indirette che ho nel settore aeronautico)
decisi concretamente di mettermi al servizio del territorio per analizzare, studiare e
trovare soluzione affinché si risolvesse, una volta per tutte, dopo più di 20 anni, l’annosa
situazione che ciclicamente si presentava per ADR ed indirettamente per lo stesso bacino Laziale.
Ho sempre conosciuto bene la situazione di Frosinone sotto il lato infrastrutturale e
conoscevo in modo dettagliato i vari progetti che si erano succeduti nei 15 e 20 anni
precedenti, da una prima idea di aeroporto a Frosinone nata nei primi anni 90, ad un
secondo progetto più approfondito intorno gli anni 2000.
Purtroppo entrambi questi fallimenti non tennero conto, se non esclusero all’epoca,
l’importante funzione che ADR (Gestore Aeroportuale) aveva nel panorama del trasporto
aereo, più nello specifico nelle stesse infrastrutture di Ciampino e Fiumicino.
Tutti in passato diedero per scontato il ruolo di ADR, non coinvolgendo direttamente la
stessa società in quelli che furono i vecchi progetti. La cosa inoltre, mancava di cultura
aeronautica, fondamentale per oliare progetti di questa importanza, da lì subentrò la
politica ed entrambi i progetti naufragarono totalmente.
C’è inoltre da aggiungere che vent’anni fa l’esigenza e le caratteristiche tecniche dello
stesso traffico aereo del bacino preso in considerazione, erano molto diverse dalle
attuali che stiamo vivendo in questi ultimi anni.
All’epoca oltre la problematica romana si aggiungeva quella partenopea, oggi risolta da
Enac con l’individuazione e lo sviluppo di Salerno come scalo a supporto di Napoli.
All’epoca non era ben chiara la situazione Ciampino, oggi ben definita dopo le varie
sentenze del TAR degli anni scorsi.
Comunque nei vent’anni, mente per altre zone d’Italia e per altri scali la situazione
aeroportuale andava a definirsi e a migliorare, per la regione Lazio, (più nello specifico
per ADR) la situazione non fu mai concretamente, affrontata e risolta.
Comunque, senza dilungandomi troppo nei discorsi, come saputo dell’ennesima bocciatura
relativa l’ampliamento di Fiumicino, iniziai da subito a formare in autonomia e poi
successivamente in modo più organizzato un gruppo di lavoro valido per lavorare ad una
soluzione, fattibile, funzionale e concreta che potesse essere presentata ai vari organi
preposti.
Iniziai a reclutare e mettere insieme vari tecnici di settore: piloti, ex piloti, appassionati,
ingegneri, ex dirigenti Enav, Enac, società di progettazione aeroportuali, il tutto per cercare
di raccogliere analisi e risposte concrete riguardante quella che fu la questione Frosinone.
Venimmo in poco tempo a comprendere che Frosinone era sempre stato un aeroporto che
da più parti aveva ricevuto conferme per la sua operatività e fattibilità, ma che per motivi
ben precisi all’epoca “no fu da fare”!.
Sapute queste informazioni da lì si aprì una seconda fase di sviluppo per tutto il gruppo
di lavoro, molto più solida e concreta.
A seguire, arrivarono alcuni importanti suggerimenti da parte di un grande professionista
nonché noto Avvocato di Stato, (oggi Presidente di uno degli enti governativi più
importanti nell’ambito dell’Aviazione Civile).
Grazie a questi consigli decidemmo di consolidare i nostri lavori, le nostre azioni ed i
nostri progetti, costituendo l’attuale associazione che oggi in molti conoscono, come APARF –
(ASSOCIAZIONE PROGETTO AEROPORTO DI ROMA FROSINONE e SVILUPPO DEL
BASSO LAZIO).

Tramite l’associazione siamo così andati a riprogettare e rilavorare interamente su tutta
la documentazione passata, analizzando ed in alcuni casi stravolgendo, i vecchi progetti
presentati negli anni passati. C’è stato un serio lavoro di reperimento dati e ottenimento di tutte le documentazioni precedenti. Un grosso supporto è stato fornito dalle reti di contatti
che abbiamo creato e coinvolto e che gratuitamente e senza impegno hanno deciso di
collaborare fornendo le proprie disponibilità, con l’obiettivo di contribuire a produrre il materiale condiviso oggi.
Ogni informazione raccolta è stata fondamentale per implementare tutte le correzioni
necessarie, utili a rendere il progetto realizzabile e concretamente fattibile.
L’importanza di avere tutta questa documentazione ha dato la possibilità all’associazione,
(e a tutti noi che ne facciamo parte) di poter apportare nuove soluzioni, miglioramenti e
nuovi concept di idee relativi al progetto.
Ovviamente i miglioramenti adottati sono stati tantissimi, questo perché 15 anni in
aviazione si possono tranquillamente equiparare a 50 anni di una vita normale.
Abbiamo lavorato nel micro e nel macro, dai numeri generali del traffico aereo nazionale e
regionale; all’operatività dei vari scali del Lazio, alle potenzialità delle varie infrastrutture
presenti, concentrandoci nello specifico all’ infrastruttura di Frosinone. Abbiamo lavorato su
l’attrattività dello stesso scalo, su un nuovo orientamento pista, su una nuova
infrastruttura che potesse essere molto più green e sostenibile, allo studio e alla creazione di aerovie
dedicate per consentire l’operatività di Frosinone.
Presa ormai la coscienza dell’importanza del progetto e della missione che avevamo deciso
di sposare, abbiamo iniziato ad arricchire l’associazione con persone di spessore che
operassero nel settore e che fin da subito comprendessero l’importanza di apportare know-
how cruciali, per sviluppare l’ulteriore scalo aeroportuale alle porte di Roma.
Uno scalo che fungesse da network ADR, che rispondesse in modo efficiente alle
potenzialità di domanda del territorio e che tenesse conto dell’attuale situazione di
Frosinone.
Oggi questo progetto, con lo scalo in questione, è in prima linea tra le prossime opere che
il governo dovrà finanziare per lo sviluppo di infrastrutture necessarie alla crescita del
Paese.
Proprio per tale motivo l’Aeroporto di Roma Frosinone è prossimo all’inserimento nel Nuovo
Piano Nazionale Aeroporti 2022, di Enac.
Oltretutto la stessa Infrastruttura è stata ritenuta fondamentale dalle principali compagnie
aeree low cost europee, che hanno espresso i loro consensi positivi verso APARF per
aver trovato una soluzione concreta e definitiva, all’attuale situazione del bacino romano e
dell’Aeroporto di Ciampino.

D Perché la necessità oltre Roma di avere un altro punto di riferimento per gli scali
nazionali ed internazionali?

R: La situazione aeroportuale del Lazio sta attraversando da circa 15 anni importanti
trasformazioni, che vedono coinvolta direttamente ADR con gli scali di Fiumicino e
Ciampino. Infrastrutture che rispondono quotidianamente alla domanda in arrivo verso
Roma e alle stesse necessità di crescita di tale bacino.
È nota ormai a molti, l’attuale situazione dei due scali, con il massimo sviluppo raggiunto
dall’aeroporto di Fiumicino grazie all’ultima inaugurazione del Molo A, (soluzione che ha
dato la possibilità allo scalo stesso di raggiungere un’ampiezza di accoglienza massima ed
in questo modo garantire una risposta più efficiente alle sfide future che il mercato richiede
nei prossimi 25 anni).
Di contro purtroppo, un non ulteriore sviluppo di Fiumicino con la sua 4 pista ed un non
sviluppo dell’aeroporto di Ciampino, ma bensì un suo ridimensionamento che non
consentira, in questo modo, al gruppo ADR di poter superare i 50 milioni di passeggeri
l’anno e poter così centrare l’obiettivo di crescita delle stime di domanda dei prossimi anni.
In virtù di tale situazione ed in virtù delle necessità del mercato da qui ai prossimi vent’anni
si è reso necessario predisporre un Piano B.
Per questo, la nostra associazione 4 anni fa, ha iniziato a proporre tale soluzione,
studiandone ogni punto affinché si sviluppasse una nuova infrastruttura a Frosinone.
Un’infrastruttura che andasse a fornire pieno supporto al network aeroportuale romano e a
tutto il bacino del centro Italia.
Si sono analizzate le conformazioni strutturali del territorio del Lazio sotto il lato
infrastrutturale ed operativo. Fin da subito si sono scartate le soluzioni alto Lazio e basso
Lazio, per una serie di infrastrutture mancanti che in’ ottica di una specifica tabella costi /
benefici, facevamo apparire le sedi di Latina e Viterbo come non idonee.
L’ infrastruttura di Frosinone per collegamenti ferro/gomma con la capitale e con la città
partenopea è molto avvantaggiata:
– La presenza della linea alta velocità con la futura stazione Tav di Ferentino in
programma, (che consentirà ai futuri passeggeri ed ai fruitori di raggiungere la capitale
in meno di 28 minuti).
– La presenza della linea ferroviaria diretta Roma – Cassino, che passerà interamente
dentro la futura zona aeroportuale, e che consentirà di raggiungere Roma con un
Leonardo Express in soli 45 minuti.
– La già presente autostrada del Sole Roma-Napoli con il casello di Ferentino, adiacente
l’infrastruttura aeroportuale, che collega la città di Roma alla città di Ferentino in meno
di 40 minuti di auto.
– La superstrada Avezzano – Sora – Ferentino che termina e si inserisce in modo
armonico allo stesso casello di Ferentino.

Opere infrastrutturali non da poco in una zona geografica strategica che servono in modo
efficiente 5 differenti provincie, (Latina, Frosinone, Avezzano, L’Aquila, Isernia) e di
conseguenza 4 diverse regioni (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania).
L’ottima posizione che lo rende altamente attrattivo per le compagnie lowcost, per la fruibilità
delle aerovie disponibili e per l’importante bacino di utenza che richiama una struttura di
questo genere. Per questo aeroporto si stimano 10 Milioni di Passeggeri l’anno a pieno
regime con un raggiungimento dello stesso risultato dopo 5 anni di operatività.
L’importanza di Roma Frosinone con l’ottica e la concreta possibilità che lo scalo, possa
diventare l’hub principale delle lowcost del Lazio, fornendo pieno supporto all’operatività di
ADR.
In questo modo si consentirà di rispondere appieno alle stime di crescita della domanda dei
prossimi 25 anni che garantiranno al gruppo ADR di poter superare i 50 milioni di passeggeri
l’anno e poter raggiungere i 60 milioni attesi, con una riparametrazione coerente del traffico
nel territorio preso in considerazione. Il tutto grazie anche al massimo sviluppo raggiunto
dello scalo di Fiumicino, con l’inaugurazione del nuovo Molo A e con il ridimensionamento
di Ciampino con relativo sviluppo di Frosinone.
Altro punto fondamentale è l’indotto che andrà a creare un’infrastruttura del genere in tutto il
territorio circostante.
Sviluppo concreto che si registrerà nel turismo, in ambito economico, sociale e culturale con
un importante impatto che si andrà a generare sotto il lato cargo e merci.
L’infrastruttura difatti servirà in modo efficiente tutta il bacino industriale del Basso Lazio
della provincia di Frosinone e Latina, partendo da Colleferro – Anagni, passando per la zona
del Consorzio Asi fino a toccare le zone industriali di Cassino e Piedimonte San Germano.
Tenendo ulteriormente conto dei benefici positivi che ricadrebbero anche nelle zone
industriali pontine, questo grazie al futuro potenziamento delle infrastrutture già presenti
come la Frosinone – Terracina, la Cassino – Formia e la futura Latina, Cisterna di Latina,
Valmontone.
L’infrastruttura aeroportuale porterebbe a “servizio” tutto il bacino del Lazio Sud creando un
network di contatti ed interazioni, che 2% punti percentuali del PIL nazionale.

D: Quante persone lavoreranno presso questa struttura?
R: L’infrastruttura consentirà la creazione di 3000 posti di lavoro tra figure dirette ed indirette
che gireranno intorno l’operatività dello scalo.
Come impatto diretto si intende l’insieme delle attività economiche che forniscono servizi ai
passeggeri e alle merci operando all’interno del sedime aeroportuale (ad esempio: vettori,
negozi, bar e ristoranti, autonoleggi, banche, spedizionieri, handler, enti di stato, società di
catering, ecc).
Come impatto indiretto si intende quello generato dalle attività che forniscono servizi a
passeggeri e merci operando all’esterno del sedime aeroportuale e dalle filiere di fornitura
attivate dai gestori delle attività dirette, non considerando ovviamente l’impatto catalitico
dell’infrastruttura stessa.
Più nello specifico per impatto catalitico si riassume l’insieme degli effetti statici e dinamici
generati dalla presenza di un aeroporto a favore dell’attrattività e della competitività dell’area
interessata dalla sua attività. Creando connettività, l’aeroporto innesca o amplifica
meccanismi di sviluppo socio-economico che fanno da booster per la crescita economica
di tutto il territorio.

D: in Italia ci sono abbastanza aeroporti?
R:In Italia ci sono 126 infrastrutture aeroportuali, tra piccolissime, piccole, medie, grandi,
pubbliche e private, ma sono solo 39 gli hub utilizzati a livello nazionale ed internazionale
che gestiscono attualmente tutto il traffico commerciale (voli di linea, charter o aerotaxi,
dati ENAC 2016).
Le 126 infrastrutture comprendono ogni tipo di scalo, dall’hub di Fiumicino all’aeroporto
turistico con pista in erba del Lido di Venezia. Per comparazione con i principali paesi
europei, considerando la stessa tipologia di strutture, Germania e Francia contano oltre 400
scali, la Gran Bretagna oltre 200.
L’ attuale sistema nazionale con i 39 scali operativi, sta reggendo in modo molto efficiente
l’importante ripresa del traffico passeggeri di questo 2022, andando inoltre ad evidenziarsi
la netta differenza su quanto accaduto, in questa estate 22, nei restanti scali europei.
Il sistema sta rispondendo bene ma può e deve fare ancora di più, specialmente se andiamo
a considerare i dati previsionali di traffico passeggeri che investiranno l’Italia nei prossimi 25
anni.
Oggi l’Enac con il suo Presidente Di Palma, sta cercando di ottimizzare e rendere ancora
più efficiente il sistema infrastrutturale nazionale. Si sta cercando di creare e ove possibile
convertire, l’attuale sistema aeroportuale in un vero e proprio network unico nazionale.

D: Avete mai pensato di fare formazione in giro per le nostre regioni per creare progetti
come quelli di Frosinone?

R: La domanda non è scontata e non è la prima volta che ce lo chiedono. Siamo a conoscenza
del lavoro fatto e in modo sincero le rispondo che abbiamo già fatto iniziative di questo
genere.
Proprio alcuni mesi addietro, siamo stati coinvolti da alcune associazioni locali, in iniziative
per l’apertura del futuro scalo di Foggia, abbiamo fornito consigli e suggerimenti per
individuare e sfruttare tutte le potenzialità del territorio in questione, (visto poi quanto
successivamente accaduto con l’annuncio di apertura dello stesso scalo a settembre,
siamo felici di quanto contributo e fatto).
Abbiamo inoltre supportato un altro grande progetto di riqualificazione infrastrutturale. Si
tratta di un importante aeroporto europeo che si realizzerà tra Croazia e Bosnia Erzegovina,
più nello specifico un progetto di rilancio di una vecchia struttura militare abbandonata nei
confini dei due stati, più nello specifico nel territorio di Zeljava, convertendo l’intera struttura
ad aeroporto civile.
Abbiamo collaborato con la Te2c e con alcune associazioni locali, aiutandoli in quella che
poi è stata la gara progettuale per la realizzazione di questo futuro aeroporto che servirà la
zona balcanica.
Quindi rispondendo alla sua domanda, perché No, siamo aperti a fare formazione in giro
per le nostre regioni per creare progetti come quelli di Frosinone. Se sono infrastrutture che
realmente sono utili al territorio e possono migliorare la vita delle persone, siano sempre
pronti a dare il nostro contributo e a condividere i nostri know-how.

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