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Lavori infiniti per il Collettore fognario di Aci Castello che risolverà i problemi di inquinamento marino.

Il Commissario Unico per la Depurazione Maurizio Giugni chiama gli operatori economici a proporsi per effettuare la verifica di numerosi progetti in Sicilia nel corso del 2022, per un importo dei lavori di quasi 120 milioni di euro.

Con un avviso pubblicato sul sito istituzionale, il Commissario annuncia di voler procedere all’affidamento del servizio di verifica previsto all’articolo 26 del Codice degli Appalti ricorrendo al proprio Albo Fornitori, invitando tutti i soggetti interessati a fare richiesta di iscrizione all’Albo stesso per poter prendere parte alle procedure di affidamento.

“Numerosi interventi in corso di attuazione nella Regione Sicilia – è spiegato nell’avviso – stanno completando l’iter autorizzativo e, pertanto, nel corso dell’anno 2022 sarà necessario procedere ad avviare le verifiche sui progetti esecutivi”. Nella lista dei 12 progetti per undici agglomerati oggi in infrazione comunitaria (condanna a sanzione pecuniaria C-251 e C-85) per il mancato recepimento della direttiva sulle acque reflue urbane, figurano importanti opere pubbliche su cui l’iter è giunto alla progettazione esecutiva, che necessita della procedura di verifica individuata dal Codice dei Contratti Pubblici.

Lavori in corso, già da anni,  per il collettore fognario di Aci Castello, il quale, dovrebbe,  teoricamente,  risolvere i problemi di inquinamento marino che da anni danneggia la flora e la fauna, danneggia il ripopolamento ittico e penalizza lo sviluppo economico del settore turistico.

L’associazione dei consumatori d’Italia Consitalia già da anni segnala e denuncia la presenza di n. 12 scarichi fognari abusivi esistenti da Capo Mulini a Ognina, oltre a diversi canali e torreti.

Gli scarichi fognari sono presenti e attivi anche in piena zona della Riserva Naturale Area Marina Protetta Isole Ciclopi di Acitrezza e, nonostante le numerose denunce e querele, ad oggi sembra non siano stati individuati i responsabili di danno ambientale aggravato e continuato, mancato ripopolamento ittico, danni alle Imprese, ecc.

Per l’assenza del collettore, l’Unione europea ha attivato una procedura di infrazione che costa denaro  agli utenti, oltre a disagi di qualunque genere..

Pare, però, che i lavori siano in fase di completamento. Almeno, secondo le notizie rese dalla Regione siciliana al Commissario, il cui ruolo è dunque di monitoraggio periodico dell’intervento e di eventuale impulso alla velocizzazione dell’iter.

La grande opera dovrebbe chiudersi entro l’inizio di quest’anno, così come dichiarato dagli addetti.

Il collettore, una volta completato, permetterà di convogliare i reflui della zona che va dalla frazione di Capomulini del Comune di Acireale, Aci Castello, Aci Catena e sino alle porte di Catania sul vecchio allacciante, con recapito finale all’impianto di depurazione di Pantano d’Arci.

Alla realizzazione delle condotte, seguiranno quindi gli allacci dei vari Comuni alla rete.

Secondo alcune voci autorevoli, sembrerebbe, che il nascendo collettore non riuscirà a risolvere i problemi di inquinamento del mare catanese per una serie di fattori tecnici, uno dei quali sembrerebbe la pendenza, gli allacci, i tubi utilizzati, ecc.

I cittadini utenti sperano di vedere presto completati i lavori progettati per la depurazione e,  che siano risolutivi.

 

Alfio Fabio Micalizzi
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