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“La rottamazione di un italiano perbene” di Carlo Buccirosso al Teatro ABC di Catania

Sarà stato che di li a poche ore in TV si trasmetteva la serata finale del Festival di Sanremo, sarà stato il forte richiamo che un beniamino del pubblico come Carlo Buccirosso è capace di esercitare, fatto sta che lo spettacolo pomeridiano era – in controtendenza con l’attuale trend che vuole i teatri mezzi vuoti causa pandemia – stracolmo di spettatori. Era uno spettacolo nello spettacolo che apriva i cuori alla speranza per un futuro finalmente senza la paura di vivere.

La commedia che ha attirato così tanto pubblico è la nuova scoppiettante invenzione di Carlo Buccirosso che ha scritto e diretto, “La rottamazione di un italiano perbene”, che è il quarto appuntamento della stagione di prosa “Turi Ferro” 2021/2022 organizzata da ABC Produzioni in scena, appunto, al Teatro ABC di Catania.

Buccirosso, nei panni di Alberto Pisapia, mette in scena una vicenda attuale e scottante. Quella di un ristoratore di professione sull’orlo del fallimento, che dovrà affrontare un incubo che logora la serenità dell’intera famiglia. Sposato con Valeria, donna sanguigna dal carattere combattivo, padre di due figli, Viola e Matteo, la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato, Alberto vive ormai da anni una situazione di grande disagio psichico che, negli ultimi tempi, ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso.

Difatti, un po’ a causa della crisi economica del Paese e della propria attività di ristorazione, e anche a seguito di una serie di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, lo sfortunato protagonista si è ritrovato a dover combattere una personale e disperata battaglia contro gli attacchi spietati di Equitalia che, con inesorabile precisione lo colpisce nella quiete della propria abitazione, ormai ipotecata da tempo, con cartelle esattoriali di tutti i tipi, di tutti generi, di svariate forme e consistenza!

E ben poco sembra poter fare l’amore quotidiano di sua moglie e dei suoi due figli, tesi a recuperare la lucidità di Alberto attraverso l’illusoria rappresentazione di una realtà ben diversa.

Un altro grosso problema contribuirà a peggiorare ancor di più la situazione: la malvagità di sua suocera Clementina, spietato ed integerrimo funzionario della agenzia delle Entrate.

Insomma, una serie continua di incubi che troveranno pace solo grazie all’amore familiare ritrovato.

Uno spettacolo, esilarante, corale, molto ben costruito nella trama e negli accorgimenti scenici che si è avvalso di attori e attrici ben diretti e ben performanti, dominato dalla naturale, innata simpatia di Carlo Buccirosso che ha, ancora una volta, mostrato quel che è: un attore di straordinaria bravura, di non comune leggerezza artistica e inventiva drammaturgica, capace di esplorare l’animo umano in maniera tale da coglierne appieno pregi, difetti e sfumature nei quali il pubblico ama rispecchiarsi e che, in ultima analisi, ne decreta il successo che da diversi decenni riscuote.

In scena con Carlo Buccirosso ci esibiscono Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Peppe Miale, Gino Monteleone, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito. Le scene sono Gilda Cerullo e Renato Lori, i costumi di Zaira de Vincentiis, le musiche di Paolo Petrella, il disegno luci di Francesco Adinolfi

Foto di Gilda Valenza

 

 

 

 

Matteo Licari Autore
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