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La Resurrezione come simbolo di ri-nascita interiore

L’importanza delle ricorrenze religiose risiede nella loro dimensione simbolica. Se questa dimensione simbolica non viene compresa e vissuta interiormente – e in questo caso specifico della Pasqua intendiamo un qualcosa vicino alla rinascita interiore – allora qualsiasi usanza, tavola imbandita, auguri di circostanza, simboli pasquali restano privi di significato, tutto perde importanza e viene vissuto sterilmente.

Il simbolo del Cristo che nasce, muore e che poi risorge è un antico simbolo archetipico presente in tutte le religioni e in tutti i miti.

Rinnovamento, Rinascere: è questo di cui la psiche ha bisogno. Scriveva Aldo Carotenuto, il maestro di tanti: “per nascere veramente, occorre rinascere”.

E non dimentichiamoci di un fatto psicologico ancora più importante, che questa “resurrezione”, questo ri-nascere, è quasi sempre preceduto da una necessaria “discesa negli inferi”, così come stesso il Cristo ebbe a vivere, prima della resurrezione, la sua discesa nel regno dei morti, negli inferi.

Distacco, fatica e paura precedono novità, evoluzione e cambiamento, ed anche nella nostra realtà i rituali del matrimonio, delle feste ricorrenti come il Natale, la Pasqua o il Capodanno, celebrano ancora una volta la forza dell’ archetipo morte-rinascita.

Quest’idea di autorinnovamento è un’idea religiosa universale.

In tutte le religioni, le cerimonie di rinascita esprimono quest’autorinnovamento, e questa idea è sempre correlata a quella che, nel suo autorinnovarsi, l’uomo compia un atto identico a quello compiuto da Dio.

Tutti i rituali di rinascita costituiscono una trasformazione dell’uomo in qualcosa che trascende l‘uomo, e ciò si esprime in forme molto diverse; per esempio, nell’idea che i genitori reali non siano più tali, oppure che si sia morti e poi ritornati come qualcosa che è più simile a uno spettro, se posto a confronto con l’animale che si era in precedenza; inoltre vengono assegnati nuovi nomi e così via.

Ciò che la natura richiede al melo è che produca mele e al pero che produca pere. Da me la natura vuole che io sia semplicemente un uomo, ma un uomo cosciente di ciò che è e di ciò che fa.

Dio cerca nell’uomo la coscienza. È questa la verità della nascita e della resurrezione di Cristo dentro di noi.

Quando sempre più uomini pensanti arriveranno a questa verità, quella sarà la rinascita spirituale del mondo. Cristo, il Logos: cioè a dire, la mente, l’intelligenza, che risplende nella tenebra.

Cristo rappresentò una nuova verità sull’uomo.

BUONA PASQUA ai nostri lettori!

Matteo Licari Autore
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