La Libera Muratoria: il libro scritto da un leone marchigiano, Tiziano Busca.

Raccontare un libro, comporta sempre da parte di chi si adopera a recensirlo, una completa, chiara e diretta descrizione dell’argomento principale di cui parla il tomo, protagonista assoluto . Sin dalle prime pagine, via via che si colgono aspetti, frasi e pensieri, ecco accadere qualcosa di unico e speciale, uno scambio diretto tra lo scrittore ed il lettore. La capacità di immedesimarsi nello scritto dell’autore, è stato quasi automatico perchè, solo così si comprende la spinta ispiratrice che, hanno portato l’autore a scrivere la sua opera. “La Massoneria parla all’uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle,” edito da Tipheret, è il titolo del saggio scritto da Tiziano Busca, marchigiano Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale del Rito di York e Presidente del Clan Sinclair, Italia. Il Rito di York, nasce negli Stati Uniti, raccoglie tutti gli insegnamenti del Rito Scozzese, ma applica i suoi principi massonici in chiave ebraica, caballistica, concentrando la sua tradizione sul vecchio testamento. Già autore di altri scritti paralleli a questa sua ultima opera, Busca ribadisce con forza la sua ricerca di verità e di risposte spirituali, confermando uno dei principi basilari della Massoneria: una società iniziatica che deve sempre guardare alla tradizione, per mantenere la sua essenza. Proprio per questa ragione, ho voluto cominciare a scrivere la recensione di questo saggio, non cominciando dall’inizio e quindi dai concetti espressi nel primo capitolo, come giusta logica, ma descriverò il libro, partendo dall’ultima frase citata nel libro: “Noi siamo qui per questo.” Il “Noi,” non è rivolto nella forma del plurale maiestatis, in realtà si tratta di un messaggio inviato, a tutti i Liberi Muratori cercatori di principi e valori da inserire all’interno della società odierna, importantissimi per tutta l’umanità. Riappropiarsi della storia, del passato della nostra Italia e del suo Risorgimento, dove personaggi storici Massoni liberi pensatori, come Garibaldi (solo per citarne uno) volle fortemente l’unità d’Italia e degli italiani, un principio di nobile causa. Dalle arti alla politica (Carducci, Paganini, Enrico Fermi e tanti altri) dalla musica alla filosofia, gli uomini e donne di libero pensiero del passato, ebbero il coraggio di andare contro corrente come un fiume che non arresta la sua piena, fatta di conoscenza e consapevolezza, di libertà costruttiva da mettere a disposizione del prossimo. Ma che cos’è per l’autore il progetto ribelle? Davvero si tratta di ribellione? Semplicemente, l’autore vuole ribadire che, senza conoscenza di cosa sia la Massoneria, si giudica troppo sommariamente e si sbaglia. Busca, esprime il suo rammarico, per l’atteggiamento dei mass media, che a suo dire, si esprimono negativamente sulla tradizione massonica, alimentando pregiudizi paradossali, attribuendo situazioni che sono ben lontane dalla Massoneria. Questo sta creando una visione distorta dell’opinione pubblica e Tiziano Busca, ritiene necessario “correre ai ripari,” spiegando come ritornare a far vivere all’interno della società civile i valori tradizionali massonici; ideali umani preziosi, di giustizia e di eguaglianza fra i popoli di ogni razza, colore, religione e cultura d’origine, a cui si appartiene. La politica sin dalla sua nascita, ha il compito d’essere d’esempio attraverso leggi e valori laici, verso il popolo che governa, (perlomeno dovrebbe esserlo) invece stiamo assistendo ad una regressione globale dell’uomo, una involuzione su più fronti, soprattutto politico, che parte proprio dai suoi valori etici, umani e spirituali, tutto ciò a discapito di noi stessi, artefici di questi risultati:-“educare non significa riempire un secchio, ma accendere una fiamma”- ( William Butler Yeats) Lasciare in cantina un percorso di tradizione spirituale come quella della Massoneria secondo Busca, è un grave errore. Tra i personaggi storici della massoneria, uno in particolare è ricordato dall’autore, Giordano Bruno. La figura del frate, “senza saio” che pagò con la vita, la scelta di essere un libero pensatore e di aver osato scoprire attraverso studi ermetici che non solo gli costarono la scomunica da parte della Chiesa Cattolica, venendo condannato a morte per eresia; sentenza tristemente eseguita il 17 febbraio del 1600 in Campo dei Fiori, a Roma. Una fine immeritata per un uomo che ricercò la verità, trovandola in quell’uomo nuovo e del nostro maestro interiore che, non dobbiamo ignorare perchè parla della nostra natura più intima e del rapporto diretto col divino. L’accostamento dell’orologio non è un caso, fermiamoci ad osservare la struttura di questo strumento che va oltre il segnare le ore e datare il tempo; quelle lancette che girano in modo logico e perfetto, devono esotericamente parlando, ripartire con slancio e determinazione. Se l’equilibrio unico e perfetto di “quell’orologio” che, sin dalla creazione dell’uomo da parte di Elohim, viene a mancare per causa di conoscenza ed approfondimenti filosofici, di insegnamento, di servizio fraterno, di dialoghi non affrontati e messi a confronto tra uomini e donne, adoratori del dubbio, si perde, il valore del massone e della continuità della propria iniziazione, che non ha un termine prestabilito, bensì ha una continuità di apprendimento di precetti tradizionali della Libera Muratorìa. Un tesoro di inestimabile valore, che non deve essere riposto in un baule come una cosa vecchia che è passata di moda; attuare adesso, gli insegnamenti non domani o chissà quando. Bisogna che, l’uomo sia nuovamente fautore della costruzione della sua spiritualità costituendo quel tempio, dove tra silenzio, volontà e cooperazione fraterna, la vita onora tutto ciò che Dio, sin dal principio ha fatto di buono (tutto) su questa terra, ripartendo proprio dall’ opera che creò, a sua immagine e somiglianza, l’uomo.

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