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La circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e l’Educazione Patriottica dei Cittadini Russi

Siamo al ventunesimo giorno di guerra. Il conflitto tra Russia e Ucraina non cessa e, considerato lo scenario militare e l’evoluzione dello scacchiere politico internazionale, lo scorso 9 marzo lo Stato maggiore dell’Esercito ha diramato una circolare che detta le regole per le caserme italiane. La circolare è indirizzata ai tutti i Comandi, con una serie di disposizioni che sembrerebbero anticipare la partecipazione attiva dell’Italia al conflitto.

I vertici militari italiani hanno confermato l’autenticità del documento, che è firmato dal comandante Bruno Pisciotta. Le indicazioni della circolare sono quelle di valutare con particolare attenzione la concessione di congedi. I reparti in prontezza operativa devono essere al completo, cioè alimentati al 100%. Garantire uno specifico addestramento al combattimento di guerra (il cosiddetto warfighting). Provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massini livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, elicotteri e sistemi d’arma di artiglieria.

La circolare non è passata inosservata ed ha sollevato preoccupazioni e critiche. Lo Stato maggiore dell’Esercito ha però chiarito che tali disposizioni non comportano l’immediata decisione dell’Italia di avere un ruolo da protagonista nel conflitto tra Russia ed Ucraina. La circolare è un “documento ad uso interno di carattere routinario, con cui il vertice di Forze armate periodicamente adegua le priorità delle Unità dell’esercito per rispondere alle esigenze dettate dal contesto internazionale”. In poche parole, come dicevano i Romani: se vuoi la pace prepara la guerra!

Se, allo stato attuale, sembrerebbe che non ci siano i presupposti per parlare di un ruolo attivo dell’Italia nel conflitto tra Russia ed Ucraina, è anche vero che qualcosa sotto sotto bolle. Bisogna stare in guardia e, mentre in Crimea la città portuale di Odessa sul Mar Nero è attaccata dalle navi russe, che la bombardano dal mare, riecheggia nella mente il gioco di parole russo che tradotto grosso modo dice: “Prima la Crimea poi Roma”.

Gli scenari sono inquietanti anche in Russia. Il giornale di opposizione Novaya Gazeta ha pubblicato un articolo da brividi. Si legge che dal momento in cui è cominciata la guerra è iniziata anche una “Operazione speciale”, allo scopo di conquistare le menti degli scolarsi russi. Nelle aule vengono fatte letture con lezioni di storia e studi sociali. Nuovi manuali sono stati appositamente stampati con il placet dell’Istituto di educazione dell’Accademia russa, nel quadro di un progetto federale che si chiama Educazione Patriottica dei Cittadini Russi, supervisionato dal Ministero dell’Educazione.

La formazione politica nelle scuole è obbligatoria anche per tutti gli insegnanti. Come regola i docenti sono tenuti a scattare foto o registrare video delle lezioni che sono costretti a tenere e a pubblicare le relazioni sul sito web della scuola. Oltre a queste lezioni, che sostengono il patriottismo russo, i bambini vengono anche indotti a partecipare ad assemblee improvvisate a sostegno della “Operazione speciale militare”. Nel cortile della scuola si devono allineare e formare la lettera Z che è simbolo dei carri armati russi e dell’invasione organizzata dell’Ucraina.

L’articolo su Novaya Gazeta precisa anche che per prevenire i comportamenti “antisociali” degli adolescenti – notoriamente ribelli per natura- basta una amabile conversazione filogovernativa con un agente della polizia: e passano i grilli dalla testa.

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