La cinecittà di Catania nasce a Bicocca assieme al Villaggio dell’Integrazione in Sicilia

In contrada Bicocca sorgerà CineCt, la cinecittà di Catania. L’annuncio ai quotidiani lo ha dato il produttore/regista/attore Alfredo Lo Piero, ideatore del progetto e promotore del SIV (Sicily Integration Village – Villaggio dell’Integrazione in Sicilia), uno spazio in divenire, aperto alla creatività, ai linguaggi dell’arte e all’integrazione sociale.

CineCt e SIV sorgeranno in campagna, in una secolare azienda agricola molto estesa e con antichi fabbricati rurali che comprendono anche una cappella e – cosa strana a udirsi- un orfanotrofio (vorremmo saperne di più sulla storia di quest’edificio; fu forse costruito al tempo dell’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia?).
L’imprenditore Vincenzo Mannino, sodale del Lo Piero, ha concesso con liberalità l’uso di quegli spazi per far vivere un sogno che potrebbe anche coinvolgere, con un modello sperimentale di inclusione sociale, i detenuti rinchiusi nel poco distante carcere di Bicocca.

Diciamo innanzi tutto per chi non fosse di Catania che la Bicocca di cui qui si parla sta ad 8 km dal centro urbano ed è diversa dalla Bicocca di Milano dove il Lautrec, generale francese, fu battuto dagli Imperiali nel 1522. Ma non si creda che la Bicocca catanese sia priva di storia. Agatino principe di Biscari ancor prima dell’eruzione del 1669 comprò quel feudo e da allora il titolo di barone di Bicocca rimase di pertinenza dei Paternò Castello.

Nel corso dei secoli le terre cambiarono di proprietà. In parte passarono alla famiglia Acampora (originaria della Costiera Amalfitana) e poi, per via matrimoniale, ai Mannino. Il rampollo delle due casate venne al mondo nel 1933. La nascita del bebè fu così annunciata da una rivista di cronaca rosa: “Un bellissimo maschietto sano e sorridente allieta la casa del nob. Giuseppe Mannino dei baroni di Plachi e della signora Francesca nata Acampora. Al piccino saranno dati i nomi di Gaetano Rosario, dai nonni paterno e materno. Auguri”.

La nonna materna del piccino – che si chiamava Adele Acampora, nata Rosso – potrebbe ispirare la sceneggiatura del primo film girato a CineCT. La sua vita è un perfetto soggetto cinematografico. L’azienda agricola con il piccolo villaggio rurale portano ancora i segni della sua presenza e della sua religiosità legata al mondo salesiano. Ma Adele Acampora fu anche al centro della mondanità, organizzatrice di concerti per il Lyceum, amante della montagna e socia CAI. Fu (forse) anche astrofila e nel 1885 osservò e descrisse un bolide, cioè un meteorite entrato nell’atmosfera terrestre. Su designazione del prefetto nel 1935 il guardasigilli la nominò componente del Consiglio di patronato presso il Tribunale di Catania, per affiancare il ministero di Grazia e giustizia nelle attività di regolamentazione degli Istituti di prevenzione e pena. Già questa notizia ci fa pensare che ogni luogo ha un destino. Così anche Bicocca. In ossequio al genius loci qui sorse un istituto penale per minorenni che, dopo il terremoto di Santa Lucia, nel dicembre 1990, fu soppresso; gli edifici ad esso destinati furono aggregati alla Casa circondariale per adulti, a tutti nota come carcere di Bicocca.

Sorry! The Author has not filled his profile.

Lascia un commento

Ti potrebbe anche interessare...

Migdalor/Faro – Rubrica di Ebraismo

I Samaritani

Annunci

Il lato oscuro di musica e letteratura

Il Libro

La linea della fertilità

Annunci