“La buona scuola” progetti negativi?

Uno degli aspetti che hanno rivoluzionato la scuola, riguarda il progetto di alternanza scuola-lavoro; “la buona scuola” tanto criticata, porta con sè in realtà una riforma moderna che ha come punto focale, quella di permettere ai giovani studenti delle scuole medie superiori, o di enti formativi di svolgere un percorso di istruzione seguendo attività di formazione, in parole povere: teoria applicata alla pratica. A seconda dell’istituto superiore che lo studente frequenta, egli  dovrà attenersi ad un numero di ore per conseguire  e chiudere la sua formazione-lavoro; per gli istituti tecnici e professionali sono 400 ore in totale, mentre per i licei le ore si dimezzano a 200, ed inoltre queste ore accumulate non prevedono né retribuzione, né rimborso spese, come si evince dalla legge 107/2015 agli articoli 33/34.  L’alternanza scuola-lavoro non è facoltativa, ma obbligatoria ed essa verrà iniziata non prima del terzo anno scolastico, fino al quinto ed ultimo anno dove verrà acquisita  la maturità; negli articoli all’interno della legge varata sulla formazione-lavoro, riportano chiaramente il percorso che lo studente dovrà fare, ogni progetto prevede diverse fasi; innanzitutto esse potranno essere svolte presso:  imprese, aziende, enti culturali, ordini professionali e istituzioni, ed associazioni sportive. Lo studente verrà affiancato da un tutor scolastico, che sarà un professore che assisterà sostenendo l’alunno, a svolgere correttamente il suo percorso. Il tutor inoltre, dialogherà con lo studente per valutare le attitudini e le competenze, scegliendo la struttura ospitante, come altresì vi sarà un periodo antecedente alla formazione-lavoro, dove gli alunni verranno preparati ed informati sulle norme di sicurezza, infortunistica, e privacy, infatti prima dell’inizio di questo percorso i ragazzi dovranno firmare un “patto formativo”, un documento a tutti gli effetti, con il quale essi si impegnano a rispettare le norme apprese antecedentemente l’inizio del percorso formativo. Durante la permanenza nell’azienda o ente ospitante, lo studente dovrà annotare su di un registro le proprie attività; al termine vi sarà una valutazione da parte della scuola, della struttura cui avrà svolto il percorso, ed il conseguimento di un “certificato delle competenze”, che riconoscerà il livello di preparazione ed apprendimento che l’alunno possiede, tracciando un bilancio che potrà essere confrontato con il piano di studi, svolto fino a quel momento; anche lo studente valuterà la sua esperienza attraverso l’apposito modulo di valutazione. La didattica è cambiata, evolvendosi in qualcosa di più del modo tradizionale che gli studenti hanno concepito fino ad ora, troppo preparati a livello teorico ed impreparati sul piano pratico, questo nuovo modo di concepire lo studio oltre i libri, non farà altro che migliorare lo studente, facendo in modo che maturi  nella sua preparazione scolastica, e si possa responsabilizzare preparandosi al mondo degli adulti e del lavoro. Una “buona scuola” sarà il risultato di un buon lavoro.

guestauthor Autore
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