Istituto incremento ippico : dipendenti in mobilità continuano la lotta.

Non si arresta lo stato di agitazione dei dipendenti messi in mobilità dall’Istituto incremento ippico etneo. Le procedure, da parte dell’ente, per l’applicazione dell’art. 2 della Legge Regionale 16 ottobre 2019, n. 17, che prevede appunto la rimodulazione dell’ organico dell’Istituto, ha scatenato la vertenza dei lavoratori che non ci stanno ad essere stati liquidati così. Per far fronte alle eccedenze di personale era previsto il ricorso alla stipula di accordi di mobilità ed eventualmente il ricorso all’art.33 del D. Leg.vo 165/2001 che prevede la risoluzione del rapporto di lavoro e la messa in disponibilità dei dipendenti considerati in esubero.
Il 21 luglio scorso, 8 dipendenti dell’istituto sono stati posti in disponibilità, con sospensione del rapporto di lavoro con l’80% dello stipendio per 2 anni. Per realizzare tutto questo l’Istituto ha agito senza rispettare alcuna delle procedure previste dalla norma, non è stata, infatti, fornita alcuna informativa e comunicazione preventiva alle OO.SS. e non è stato posto in essere alcun tentativo concreto di mettere in atto forme di mobilità verso altri enti. Infine si è proceduto nella scelta dei soggetti da porre in mobilità, attraverso l’adozione di criteri discrezionali, non trasparenti e attuando un illegittimo demansionamento del personale rimasto in carico. Sugli atti prodotti dall’Istituto sono stati avviati gli opportuni ricorsi in sede giudiziaria e un primo appuntamento davanti al giudice del lavoro è previsto per il 10 settembre 2021. Nonostante le sigle sindacali siano al fianco degli 8 dipendenti, ad oggi ci si ritrova senza risposte positive.
Non solo, i lavoratori posti in mobilità, tutti non più giovanissimi, stanno andando incontro a serie difficoltà col proprio reddito, dispiace dover far notare come, in qualche caso, si tratti di soggetti con gravi patologie che, in una fase difficilissima della loro esistenza, subiscono un provvedimento che oltre a colpirli nella loro materialità e nel loro status psicologico.
Mentre l’Istituto Incremento Ippico licenzia otto dipendenti, fatto che, risanerà il nostro bilancio regionale, il Presidente della Regione On.le Nello Musumeci insieme al Presidente del CDA dell’Istituto Principessa Caterina Maria Teresa Grimaldi di Nixima, hanno fatto investimenti plurimilionari sulla tenuta Ambelia, struttura periferica dell’Istituto, situata guarda caso nel territorio natio del Presidente, continuando a propagandare ai quattro venti le ragioni del rilancio della struttura. La manifestazione in corso rientra nel programma di valorizzazione dell’Istituto, ma se si ricorre ai licenziamenti, ci chiediamo, come pensano di procedere? Ricorrendo alla formula del pubblico che ci mette i soldi e dei privati che ne traggono profitto?
Mentre tutto questo avviene, la magistratura apre inchieste che impattano sugli investimenti di Ambelia che ci auguriamo approdino alla conclusione che tutto si è svolto nel rispetto delle norme, ma che testimoniano il fatto che non possono esservi certezze assolute.
L’assessore all’Agricoltura, il 13 luglio, aveva assunto un impegno con le organizzazioni sindacali per evitare l’esito della messa in disponibilità, un impegno che si è dissolto in appena due giorni. Si ha come l’impressione che qualcosa o qualcuno a noi non noto, o forse fin troppo svelato, agisca per fermare qualsiasi tentativo di soluzione della questione. L’unico risultato è che all’interno dell’Istituto tutto è come prima, con qualche arretramento e otto dipendenti messi alla porta.
Lanciamo un appello a tutti i rappresentanti Istituzionali perché si ponga rimedio a questa incredibile situazione, riteniamo sia per tutti un obbligo morale risolvere un problema che trova la sua genesi nelle responsabilità del Presidente della Regione e dell’ARS e che basterebbe una norma di due righe per risolvere.
FP CGIL, UIL FPL e SADIRS proseguiranno con lo stato di agitazione e preannunciano ulteriori legittime azioni di protesta proporzionate alla gravità della situazione.
Il dialogo è l’unica strada, rilanciamo un Istituto ricco di storia e di potenzialità, ma il primo atto dev’essere la rimozione dell’ingiustizia che si sta perpetrando.

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