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Ipab Oasi Cristo Re, le lavoratici scendono dal tetto

ACIREALE – Il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo si dice sollevato per l’auspicata fine della protesta delle quattro dipendenti dell’Ipab Oasi Cristo Re.
«Sapere che le quattro donne siano finalmente scese dal tetto e siano quindi al sicuro, mi solleva. Tuttavia questo non deve far spegnere i riflettori sulla vicenda. Dobbiamo fare tutto il possibile affinché la loro protesta non resti inascoltata e affinché il disagio ormai intollerabile patito dai lavoratori dell’Oasi Cristo Re, in arretrato di 36 stipendi, sia quantomeno alleviato».
Il primo cittadino acese ieri al termine dell’incontro in Prefettura, coordinato dal viceprefetto Domenico Fichera, a cui hanno partecipato i vertici dell’Ipab acese, una delegazione di lavoratori, rappresentanti sindacali, sindaci e amministratori di Comuni debitori nei confronti dell’ente acese, si è recato nella struttura di via Maddem. Lo scopo dell’incontro sollecitato dallo stesso sindaco Barbagallo e dal commissario straordinario Rodolfo Crisafulli era sollecitare i Comuni ad onorare i loro debiti, per consentire il pagamento di alcune mensilità dovute ai 50 dipendenti.
«Non siamo stati in Prefettura per salvare l’Ente, per chiedere questo dobbiamo aspettare il 6 novembre e che il nuovo governo regionale intraprenda un percorso legislativo che porti definitivamente e rapidamente alla risoluzione delle problematiche delle Ipab. L’obiettivo dell’incontro in Prefettura era trovare il modo di farvi percepire qualche stipendio, – ha sottolineato il sindaco-. Voglio essere molto chiaro. Molti pignoramenti sono già stati rigettati, ma ci sono tre pignoramenti pendenti, che bloccano i pagamenti. E’ necessario che facciate un “patto fra lavoratori”, i pignoramenti vanno sospesi. L’esistenza delle tre azioni esecutive costringe i Comuni a non onorare i debiti, perché i 140 mila euro pendenti devono restare bloccati. Al momento solo i Comuni con debito superiore possono versare all’Oasi Cristo Re la differenza tra la quota pignorata e il debito. Acireale farà questo e pagherà 100 mila euro, altrettanto potrà fare il Comune di Catania, assente all’incontro, ma sollecitato dalla Prefettura, ma tutti gli altri Comuni con debito inferiore ai 140 mila euro non potranno versare un euro. Vi esorto pertanto a sospendere qualunque azione, affinché tutti i Comuni possano versare le somme dovute, come i presenti si sono impegnati a fare in Prefettura, e voi possiate prendere una boccata d’ossigeno».

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