“Il peso della cultura”: trasloco quotidiano del materiale didattico.

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“Il peso della cultura”: trasloco quotidiano del materiale didattico.

Di Maria Carmela Nicolosi
Anche nella nostra scuola, quest’anno, è stato distribuito gratuitamente un diario scolastico del Gruppo Spaggiari di Parma in collaborazione con INALPI, poiché è stata accolto la proposta, di averne uno uguale per tutti, per rinforzare il senso di appartenenza e coesione tra gli alunni e per semplificare la comunicazione, favorendo la relazione Scuola-Famiglia.
Nello spazio riservato a fondo pagina per le comunicazioni, appena un mese dopo dall’inizio delle lezioni che, purtroppo per diversi problemi tecnici, ancora oggi si svolgono con doppi turni (antimeridiano e pomeridiano) e su turnazione di classi, mi arriva una nota: Gentilissima, ho visto che il bambino non ha il libro, ti prego di metterlo nello zaino. Grazie.
La tentazione di prendere carta e penna e dare libero sfogo alle mie rimostranze è davvero forte, del resto, già nei giorni scorsi, avevamo affrontato la questione con le insegnanti; io, proprio, non riesco davvero a resistere ed eccomi qui, ad improvvisare questa lettera virtuale certa che, non dimenticherò di recapitarla, ai legittimi destinatari.

Gentilissime Maestre,
a tutt’oggi, nostro malgrado, il caos regna sovrano.
Stiamo insieme, quotidianamente affrontando i disagi che, i doppi turni ci creano; bambini ancora disorientati, costretti ogni 15 giorni a dover cambiare la routine quotidiana per poter frequentare assiduamente le lezioni.
Aule scolastiche da condividere, mancanza degli spazi per poter lasciare a scuola parte del materiale scolastico, orari ancora provvisori che variano improvvisamente.
La situazione si fa pesante e, mi rendo conto che, anche per voi non deve essere facile gestire il tutto con serenità.
Le lezioni pomeridiane, specie per i piccoli di seconda e terza elementare, sono davvero difficoltose; i bimbi arrivano a scuola già stanchi, dopo aver, durante il mattino, svolto i compiti assegnati e, mi rendo conto che, mantenere attiva la loro concentrazione e attenzione, non deve essere, per nulla semplice.
Li vedo i loro occhietti stanchi più del solito all’uscita del turno pomeridiano e, cerco di consolare i loro malumori quando innocentemente chiedono perché devono andare a scuola di pomeriggio, quando chiedono se è una punizione per qualcosa che hanno fatto.
Provo a rassicurarli, spiegando loro che, non hanno fatto nulla di male, che purtroppo per un po’ di tempo, la scuola sarà cosi e, ogni giorno, mi invento un modo per rendergli il tutto meno pesante, più giocoso e più consono alla loro età.
E non è affatto semplice: devi comunque cercare di rispondere a tutti i tuoi figli, garantendo il benessere psicofisico sia di chi frequenta il turno antimeridiano che quello pomeridiano.
E si, carissime maestre, perché io di figli ne ho 3 e, di conseguenza, mi ritrovo in entrambe le situazioni, in bilico tra un turno e l’altro, tra un figlio da accompagnare e l’altro da riprendere a scuola.
Ciò che mi amareggia maggiormente, in questa circostanza, è il non essere in grado di alleviare il loro peso, nel senso proprio fisico del termine: non essere in grado di portare per loro i pesantissimi zainetti.
Non avendo infatti la disponibilità delle aule, siamo costrette a mettere molto materiale scolastico nei loro zaini per, permettervi di svolgere al meglio le vostre lezioni e, fornire ai piccoli quanto in realtà a loro necessità nella quotidiana attività di scolari.
Nei giorni scorsi, ho fatto un piccolo esperimento: ho riposto nello zaino del piccolo di seconda elementare, quanto gli sarebbe necessitato in un normale giorno di lezione, stando all’orario provvisorio che ci avete, prontamente fornito.
Non avevo incluso solo la merendina per la ricreazione che, di norma, metto quotidianamente e, ho pesato lo zainetto: la bilancia segnava 7,4kg e, mancavano sempre il mezzo litro della bottiglietta d’acqua e i 60/80gr di panino.
Ma dico,stiamo scherzando? Mio figlio pesa appena 23 kg!
Non credo stia a me, ricordarvi che in merito a questo argomento, già nel 2009 il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e il Ministero del lavoro, salute e politiche sociali hanno inviato agli assessorati scolastici regionali e a tutti i dirigenti scolastici, le raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità.
Inutile sottolineare che, nella nota, si chiariva appunto che il peso dello zaino non deve superare il 10-15% del peso corporeo dello studente, facendo chiaro riferimento ai temuti rischi se questo valore viene superato, legati ai dolori alla schiena e alla postura obbligatoriamente errata.
Impensabile conformarsi alla ormai dilagante moda del trolley, i bambini devono fare comunque, nel nostro caso, le scale e, con i trolley le difficoltà aumentano come pure, i rischi di, farsi del male e, volutamente non mi soffermo sulle difficili condizioni di accesso alle aule scolastiche.
Inutile anche pensare all’ipotesi dello “Zaino digitale”, già realtà in alcune scuole dal 2017 che nasce da un progetto dell’associazione italiana editori (Aie) che permette l’accesso a contenuti integrativi dei testi scolastici o ai libri in formato digitale: una piattaforma dove trovare (quasi tutti) i libri delle scuola italiane adottati dagli insegnanti dalle elementari alla maturità.
Sarebbe una vera utopia, un’afferrabile chimera in una scuola sgangherata come la nostra, costretta ad affrontare ben più spiccioli problemi organizzativi.
E allora come si fa? Quale potrebbe essere la soluzione ottimale per conciliare entrambe le esigenze?
Non vogliatemene, carissime maestre compagne di sventura, non vorrei apparire irrispettosa nei vostri confronti ma, scelgo il libero arbitrio: scelgo di tutelare la schiena dei miei bimbi e, mi rifiuto di mettergli nello zaino, tutti i libri, tutto quello che, pur necessario, appesantisce troppo quello che, di fatto, non è più un semplice zainetto ma, è diventato un vero è proprio mezzo per una sorta di trasloco quotidiano da casa a scuola e viceversa.
Comprendo che questo, purtroppo, aumenterà le vostre difficoltà e forse, vi spingerà a scrivermi ulteriori note: mi impegno a firmarle tutte fin d’ora.
Vi chiedo solo, laddove fosse possibile, di utilizzare nei nostri confronti, la stessa comprensione che ci richiedete per affrontare i disagi che stiamo vivendo; la stessa tolleranza e pazienza che, ormai da oltre un mese, quotidianamente ci chiedete.
Siate tolleranti e pazienti se, più o meno volutamente, manca un libro di testo, siate pazienti quando i nostri piccoli entrano a scuola stanchi perché magari per un tragitto di appena 1 km hanno provato, cocciutamente, a portare sulle loro spalle”il peso della cultura” e, siate pazienti quando una mamma stanca mette in atto, cercando un tono ironico e reverente, la propria battaglia di protesta.
Del resto da sempre, il compito del genitore è quello più difficile del mondo e, credo, che anche a voi, di tanto in tanto, sia balenata in mente l’idea di tornare nel reparto di maternità dove è nato il vostro piccolo e chiedere in lacrime, quel benedetto manuale d’istruzione che, l’ostetrica di turno, a quanto pare, si è dimenticata di consegnarci.
Con affetto, stima e comprensione
Una mamma.

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