Il Natale: viaggio attraverso ricordi e tradizioni.

C’era una volta il Natale, la festa più bella dell’anno. Ricorrenza cristiana, che da più di duemila anni ripercorre sempre gli stessi passi che dalle settimane dell’ Avvento, preannuncia la nascita di Gesù. il 25 dicembre le campane suonano a festa, le luci degli alberi natalizi ci ricordano la nascita del Redentore, luce del mondo. Ogni paese festeggia questa ricorrenza secondo le tradizioni tramandate da una generazione all’altra. Dolci, pietanze, musiche, cantori e cantastorie,fanno da cornice alla festa; tutto parla di gioia, amore e speranza. Per i Cattolici praticanti la partecipazione alla s. Messa della vigilia a mezzanotte, rappresenta il fulcro del Natale. “U zuccu” da vigilia, non è altro che un falò che viene acceso per ricordarci che, la luce ha vinto le tenebre, proprio con la nascita divina del Messia; se per i Re Magi, la Stella Cometa indicava il luogo dove giaceva il re, u’ zuccu simboleggia rinascita e purificazione, ecco perchè anticamente vi era l’usanza che le città riunendosi intorno al falò, vegliava la luce. I presepi sono un’altra tradizione del nostro Natale, presente quasi in tutte le case e rappresentato anche nelle parrocchie dove vengono allestiti, i presepi viventi con arti e mestieri che rievocano la città di Betlemme. I dolci tipici tradizionali della nostra cucina sono particolarmente legati ad ingredienti del territorio; i buccellati o cucciddateddi, sono fatti con pasta frolla, fichi,mandorle, e vino cotto, elementi poveri ma genuini che tutti potevano avere a costo zero. Il panettone o il pandoro odierni, in realtà li abbiamo importati dal nord, noi siculi preferivamo i biscotti cà ciciulena, oppure ricoperti cà liffia, cioè glassati. Ma la tradizione di pietanze salate servite ai nostri commensali, supera di gran lunga i dolci. Il torrone di mandorle caramellate, è un altro dolce tipico della tradizione natalizia. Baccalà, falsomagro, pasta al forno, ragù, scacciate con tuma, olive acciughe, cavolfiore viola (tipico siciliano) e formaggi locali, broccoli affucati, preparati sempre come antipasto o contorno, di salsiccia arrostita con verdure selvatiche raccolte in piena campagna aperta come: cavuliceddi, sinapi e le biete o “sechili selvaggi”…e poi chi più ne ha più ne metta! Sicuramente le nostre tradizioni culinarie sono il top che il mondo ci invidia.
Buone feste ai lettori di Metroct.

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