Il mercato dell’auto chiude bene il 2015

Chiude in bellezza il mercato italiano delle autovetture. In dicembre le immatricolazioni sono state 109.395 con una crescita del 18,65% sullo stesso mese del 2014. Il consuntivo dell’intera annata chiude invece a quota 1.574.872 con 214.294 auto vendute in più e un incremento del 15,75% sul 2014. Il risultato di dicembre suggella più che degnamente un’annata molto positiva per il mercato italiano dell’auto. Dopo la fortissima caduta delle vendite (-47,7%) tra il 2007 e il 2013, il 2014 ha visto le immatricolazioni in consolidamento ed anzi in lieve crescita (+4,3%). Nel 2015 poi il mercato ha imboccato decisamente la via della ripresa e significativo è anche il fatto che gli ultimi due mesi dell’anno fanno registrare addirittura un’accelerazione delle immatricolazioni. Dopo aver chiuso il bilancio dei primi dieci mesi del 2015 con un incremento del 14,7%, le immatricolazioni sono infatti cresciute del 23,5% in novembre e del 18,65% in dicembre. E’ un finale d’anno sicuramente di buon auspicio per il prossimo futuro.
La ripresa in atto è dovuta essenzialmente a due fattori. Da un lato l’accumularsi di un forte contingente di domanda di sostituzione insoddisfatta negli anni della crisi e dall’altro il diffondersi nel 2014 di attese positive per l’economia seguite nel 2015 dall’effettivo inizio della ripresa. Nel 2015 vi è stata infatti una prima crescita del prodotto interno lordo significativa, anche se ancora contenuta. La ripresa a due cifre delle immatricolazioni nell’anno che si è appena chiuso è stata innescata nel primo semestre dell’anno dalla domanda delle imprese a cui si è aggiunta, nel secondo semestre, una buona spinta propulsiva della domanda dei privati favorita anche dalle forti diminuzioni dei prezzi dei carburanti. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Promotor gli automobilisti nei primi undici mesi del 2015 hanno infatti risparmiato ben 6,6 miliardi rispetto alla spesa alla pompa dello stesso periodo del 2014.
La favorevole situazione del mercato dell’automobile è pienamente confermata dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’automobile in Italia condotta a fine dicembre dal Centro Studi Promotor. I concessionari interpellati esprimono infatti valutazioni, non solo positive, ma anche in netto miglioramento rispetto al quadro che emergeva dalla rilevazione di novembre. A fine dicembre gli operatori che dichiarano l’affluenza nei saloni di vendita di potenziali interessati all’acquisto su livelli normali o alti sono stati il 77% contro il 65% di novembre, mentre gli operatori che dichiarano normale o alto il livello di acquisizione di ordini passano tra novembre e dicembre dal 60% al 71% ed infine gli operatori che si attendono per i prossimi mesi domanda stabile sui livelli attuali o in crescita passano dal 92% di novembre al 96% di dicembre.
Le prospettive appaiono dunque positive, anche se non si deve dimenticare che il livello delle immatricolazioni raggiunto nel 2015 è inferiore del 36,8% rispetto alla situazione ante-crisi. Il cammino da percorrere perchè la domanda di autovetture ritorni su livelli normali per un grande Paese come l’Italia, è dunque ancora lungo. A ciò si aggiunge che la durissima crisi che ha caratterizzato il mercato italiano dell’auto dal 2007 al 2013 ha determinato un forte invecchiamento del parco circolante la cui età media è passata dai 7 anni e 6 mesi del 2007 ai 9 anni e 11 mesi del 2014. A questo proposito va detto che, come la recentissima vicenda sull’eccessiva concentrazione di sostanze inquinanti o nocive nell’atmosfera ha dimostrato, per incidere effettivamente e durevolmente sulla situazione ambientale il provvedimento più importante è la sostituzione delle troppe auto vecchie e vecchissime ancora in circolazione. La soluzione consiste nell’aiutare i proprietari di queste auto, che generalmente sono soggetti a basso reddito, a sostituire le loro autovetture. In occasione della vicenda appena citata, il Ministro dell’Ambiente ha manifestato una certa disponibilità ad introdurre provvedimenti per favorire la rottamazione delle vetture più vecchie. Se il Governo volesse seguire questa via, le conseguenze sarebbero positive, non solo per l’ambiente e la sicurezza, ma anche per l’economia italiana che nel 2015 è stata fortemente sostenuta proprio dal settore auto e che nel 2016 potrebbe valersi ancora dell’automobile per accelerare la ripresa dell’attività produttiva e quindi del Pil.

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