“Il Delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi.

Troupe al 90% siciliana, produzione e distribuzione milanese ad appannaggio di Pete Maggi che con audacia ha deciso di uscire in questo momento, in coda ad un periodo affatto facile per gli ambienti in cui viene allestita la cultura, sale ritenute nevralgiche e poco attendibili per gli assembramenti spontanei che si verrebbero a determinare. Non sto qui a polemizzare e sorridere su tanta prudenza, quando i protocolli sanitari vengono elusi un po’ dappertutto.

 

Proiettato allo Stadio Comunale di Valverde in stile drive-in, l’11 ed il 12 luglio, “Il Delitto Mattarella” è un film da non perdere per l’impegno e la perseveranza del regista Aurelio Grimaldi, per la magnifica fotografia di Alfio D’Agata (premiato col Sanpietrino d’oro come Migliore Direttore della Fotografia) e per la bravura degli interpreti che hanno saputo conferire ai propri personaggi, sfumature adeguate e cariche di emozione:  David Coco è Piersanti Mattarella, Tony Sperandeo Vito Ciancimino, Claudio Castrogiovanni Pio La Torre,Tuccio Musumeci Salvo Lima, Sergio Friscia Rosario Spatola, Lollo Franco Michele Sindona, Vittorio MagazzùFrancesco Di Leva nei ruolo di due neofascisti; Francesco La Mantia interpreta Sergio Mattarella, Donatella Finocchiaro è la moglie Imma Mattarella, Ivan Giambirtone Giovanni Falcone e Andrea Tidona l’ispettore Mignosi e voce narrante. Inoltre, perle affidate al carisma di Guia Jelo, nei panni della moglie del compagno di partito di Piersanti Rosario Nicoletti  interpretato da Leo Gullotta, e al Messinese Antonio Alveario nel ruolo del Segretario Generale alla Regione, Di Salvo; Angelo Tosto il politico Mario D’Acquisto che subentrò a Mattarella.

 

Per anni, le indagini sono state condotte sul filo della responsabilità politica dei nuclei armati neo-fascisti e la mano della Mafia che aveva condannato Piersanti Mattarella a seguito delle dure parole rivolte contro gli esecutori dell’assassinio di Peppino Impastato e del discorso fatto a Palermo, in occasione della Conferenza regionale dell’agricoltura, in perfetta intesa con Pio La Torre che tuonava contro l’Assessorato dell’agricoltura, individuato come snodo della corruzione regionale. Sappiamo come è andata a finire ad entrambi: quelli erano gli anni di piombo, difficili per chi operava dalla parte giusta della legge, che si trovava in solitudine a sbrogliare matasse a doppio capo composto da Mafia e Politica. Aurelio Grimaldi ha lavorato con coraggio egli stesso e fatica per mantenere coerenza al suo modo di fare cinema.

  

Segue il comunicato stampa dell’Ufficio Stampa REGGI&SPIZZICHINO Communication:

“Uscito nei cinema – il 2 luglio 2020, distribuito da Cine1 Italia, “Il Delitto Mattarella” per la regia di Aurelio Grimaldi, fotografia Alfio D’Agata; co-prodotto da Cine 1 Italia e Arancia Cinema e in qualità d’investitore esterno dalla società Edilizia Acrobatica SpA, con il supporto della Sicilia Film Commission e Sensi Contemporanei.

 

Un vero e proprio tributo alla memoria di Piersanti Mattarella da parte degli attori siciliani coinvolti nel progetto che si avvale, a sua volta, di una troupe interamente siciliana. Aurelio Grimaldi da anni raccoglie materiali sul caso-Mattarella. Dopo l’elezione del fratello Sergio al Quirinale ha scritto una sceneggiatura densa di fatti e documenti, con l’intento di combattere l’oblio in cui è caduta la vicenda. Tra i personaggi le prime due cariche dello Stato, Sergio Mattarella e l’allora Presidente del Senato Pietro Grasso, che quel 6 gennaio 1980 era un giovane PM di turno e quindi titolare di inizio indagini sull’omicidio.

“Piersanti Mattarella – sottolinea Grimaldiè una figura ingiustamente dimenticata. A Roma e Milano non esiste nemmeno una via a lui dedicata. La discrezione della impeccabile famiglia e del fratello Presidente della Repubblica sono senza pari”.

 

SINOSSI
<<6 gennaio 1980. Il Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella si sta recando a Messa con la sua famiglia. Un giovane si avvicina al finestrino dell’auto e spara a sangue freddo a Piersanti e lo uccide. Pur nel disorientamento del momento con una serie di depistaggi verso il terrorismo di sinistra, il delitto apparve anomalo per le sue modalità. Il giovane Sostituto Procuratore di turno, quel giorno dell’Epifania, sarà Pietro Grasso, futuro Procuratore Antimafia e Presidente del Senato. Le indagini saranno proseguite dal Giudice Istruttore Giovanni Falcone, che scoverà pericolose relazioni tra Mafia, Politica, Nar e neofascisti, banda della Magliana, Gladio e Servizi Segreti. Il film ricostruisce il clima politico che ha preceduto l’omicidio: protetto a Roma dal Segretario della DC e dal Presidente della Repubblica Pertini, Mattarella è totalmente avversato dai capicorrente siciliani del suo partito. Mattarella non disturbava solo gli equilibri in essere nella DC ma entrava a gamba tesa sugli affari e gli accordi tra politica e mafia, la quale, per l’omicidio Mattarella, si allea con l’estrema destra romana neofascista in cambio dell’evasione dal carcere Ucciardone del leader Concutelli. Ma l’omicidio Mattarella è anche la storia di una famiglia, di esseri umani, di valori e ideali perseguiti con sincero spirito di servizio e afflato solidale: aspetti che nel film hanno un ruolo centrale. Aurelio Grimaldi ripercorre quei tragici giorni con occhio attento e sensibile.>>

 

Durata: 97′

Foto gentilmente concesse da Alfio D’Agata.

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