Il Comune di Catania non ha ancora aderito alla “fase 2” del Reddito di Cittadinanza

Catania, 1 febbraio 2020 – E’ un vero peccato che il Comune di Catania non abbia colto al volo, almeno finora, le opportunità riguardanti il Reddito di Cittadinanza, entrato nella cosiddetta “fase 2”.
In pratica i comuni potrebbero utilizzare i beneficiari del Rdc per lavori di pubblica utilità attraverso i PUC (Progetti utili alla collettività). Una bella boccata d’ossigeno per le carenti piante organiche del personale dei comuni, che potrebbero essere affiancate in certe attività. E, soprattutto, una buona occasione per i cittadini per affacciarsi al mondo del lavoro, sentirsi utili e ritrovare dignità.
“Si potrebbero sviluppare progetti di accoglienza scolastica, manutenzione di giardini, impieghi nelle biblioteche, presidi all’uscita delle scuole, assistenza alle persone anziane, pulizia di graffiti, attività in sinergia con le partecipate, attività di animazione. Invece, malgrado la mozione del gruppo consiliare del M5s sia stata presentata a novembre affinché il sindaco potesse predisporre tutte le procedure amministrative necessarie per aderire alla fase 2, sembrerebbe che tutt’oggi non abbia provveduto all’iscrizione alla piattaforma GePI (Piattaforma per la gestione dei patti per l’inclusione sociale)” dice la capogruppo Lidia Adorno, prima firmataria della mozione.
“E la cosa più grave – sottolinea – è che questo comportamento sta di fatto penalizzando i Comuni limitrofi (che dipendono da Catania, comune-capofila), impedendogli la possibilità di poter utilizzare questa disposizione di legge.”

Redazione Administrator
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