I Pescatori Professionali Italiani abbandonati da tutti i governi rischiano di scomparire

Ormai da molti anni i Pescatori Marittimi Professionali sono dimenticati dalla politica, dai politicanti, dai governi regionali, dal governo nazionale, dal governo europeo il quale purtroppo non risulterebbe bene informato sulle diversità che esistono tra le imprese di pesca italiane e le imprese di pesca esistenti nel resto d’Europa.

In Italia si svolge prevalentemente attività di pesca artigianale molto differente dalla pesca industriale o pesca oceanica.

In poche parole grazie alle direttive europee che non riescono a distinguere la differenza tra pesca artigianale, pesca industriale o pesca oceanica, le piccole e medie imprese italiane rischiano di scomparire nell’arco di meno di n. 5 anni, flotta già dimezzata negli ultimi n. 20 anni grazie a politiche sbagliate che non hanno prodotto nessun ripopolamento ittico.

I lavoratori del settore da anni sentono tramite i telegiornali lo stanziamento di milioni di euro in favore della Pesca, ma tutti i soldi fino ad oggi sembrerebbero essere stati consumati per progetti inutili e spesso realizzati solo in parte, che comunque non hanno prodotto nessun posto di lavoro, non hanno salvaguardato il mare, non hanno parlato di ripopolamento ittico e di difesa delle Imprese e dei posti di lavoro.

I pescatori professionali subiscono ogni giorno controlli in mare durante le battute di pesca e in molti spesso subiscono grossi verbali, spesso superiori al’incasso di intere stagioni e, a differenza dei pescatori dilettanti sono considerati tra i cattivi della terra.

Andare a lavorare per ogni lavoratore e armatore ormai e quasi considerato come andare a rubare, le sanzioni spesso sono in contrasto con le stesse leggi e regolamenti nazionali ed europei.

Il Presidente nazionale dell’ A.P.M.P. – Associazione Pescatori Marittimi Professionali ha scritto a tutti i Presidenti di Regione, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Parlamento Europeo al fine di chiedere la convocazione di tutti gli Armatori e Pescatori italiani insieme a tutte le figure istituzionali che hanno il potere di incidere sulle decisioni politiche da adottare  al fine di poter scrivere un Piano di Sviluppo Artigianale utile a tutelare la Pesca Italiana, visto che manca un programma di tutela delle piccole e medie Imprese del settore Pesca Marittima Professionale e dei Pescatori.

I lavoratori del mare sono i primi tutori e custodi del mare ed hanno tutti i valori che hanno le persone buone, hanno il giusto rispetto della natura e dell’ambiente e proprio e per tale motivo si rendono disponibili a discutere in modo democratico insieme e tutte le istituzioni politiche, insieme a rappresentanti dell’opinione pubblica, rappresentanti dei consumatori al fine di stabilire nuove regole e nuovi metodi di lavoro che mirano alla tutela del mare e dei posti di lavoro.

Il pesce fresco che mangiano gli italiani arriva per oltre il 70% dal resto del mondo, per non parlare del pesce congelato che supera soglie del 95%, quindi come si possono finanziare progetti per la promozione del pescato locale se già scarseggia la materia prima e, quella che si pesca è tutta venduta ?

Questo è il chiaro esempio che la politica non sa davvero che pesci pigliare e, se l’acqua del mare è liscia o salata.

Forse converrebbe vendere le barche professionali e fare tutti i pescatori dilettanti o sportivi visto che loro non subiscono gli stessi controlli che subiscono i pescatori marittimi professionali e, inoltre non sono costretti ad adeguarsi a tutte le numerose regole europee, effettuando poi nei fatti vera e propria concorrenza sleale, abusivismo commerciale e, poi possibilmente poter ottenere pure i requisiti per il reddito di cittadinanza.

Pescatori di tutta Italia in queste ore stanno decidendo se scendere in piazza e protestare insieme ai colleghi agricoltori e allevatori.

Alfio Fabio Micalizzi
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