Grillini Vs Comune

«E’ sotto gli occhi di tutti come Catania venga utilizzata dal M5s come arma di distrazione di massa per coprire i seri problemi nati nel movimento di Grillo dopo i fatti di Quarto». Lo ha detto Rosario D’Agata, assessore alla Legalità del Comune di Catania, commentando la richiesta di avvio della procedura per verificare infiltrazioni mafiose al Comune di Catania presentata durante al Question Time alla Camera al ministro dell’Interno Angelino Alfano.
«Mi ha colpito in particolare – ha detto D’Agata – la replica dell’on. Giulia Grillo che, citando leggi a sproposito e confondendo, forse ad arte, fatti, date ed episodi, ha maldestramente tentato di confutare la decisione del governo di non avviare, in questa fase, alcuna ispezione. Chiediamo, come ha già fatto il sindaco Bianco, che gli organi competenti, a cominciare dalla Magistratura, approfondiscano il più rapidamente possibile la vicenda per individuare eventuali responsabilità, tutelando le istituzioni così come le persone che non hanno commesso reati, nè azioni moralmente errate. Considero comunque molto triste questa manovra cinicamente messa in atto dai grillini per sviare l’attenzione dagli imbarazzanti fatti in Campania».
«Questa vicenda – ha aggiunto D’Agata – serve a dimostrare che, come a Quarto, il M5s non è abituato a mettere in campo iniziative reali per la legalità. E oggi si scaglia contro tutto e tutti, anche contro l’amministrazione Bianco che ha compiuto fondamentali atti per la legalità. Evidentemente, ad esempio, il M5S non ha apprezzato che il Lungomare e San Giovanni Li Cuti non fossero più cementificati, che il Parcheggio Sanzio non diventasse un centro commerciale, che il Pua non avrà più le speculazioni volute dal centrodestra e che é stato predisposto il protocollo di legalità con la Prefettura. Non apprezzano, i grillini, la firma davanti a Cantone del Piano comunale contro la corruzione e il Regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia, la costituzione di parte civile in tutti i processi per mafia, i licenziamento dei dipendenti accusati di aver favorito aziende. Per noi la legalità è questa».
«Dopo Quarto – ha concluso D’Agata – il Movimento 5 stelle non sta compiendo una leale battaglia politica, ma sta cercando di intorbidire le acque gettando indiscriminatamente fango e discredito su un’intera città. Una città che i grillini evidentemente non amano, forse perché ha osato prendere le distanze dal Movimento relegandolo alle ultime elezioni amministrative al 3,4%».
In aula il Ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva risposto così: «I fatti sui quali muove l’interrogazione vertono sull’ipotesi che la realizzazione del Piano Urbanistico Attuativo del Comune di Catania avrebbe suscitato gli appetiti di Cosa Nostra e sarebbe stato oggetto di un tentativo di infiltrazione mafiosa. Allo stato delle risultanze disponibili, emerge che l’impresa risultata affidataria dell’intervento urbanistico è in possesso di documentazione antimafia liberatoria. Aggiungo che l’amministrazione comunale di Catania ha voluto sottoscrivere un protocollo di legalità tra Prefettura e Comune, esattamente su questo argomento. E, tuttavia, trattandosi di un accertamento che risale a qualche tempo fa e non più aggiornato per assenza di richiesta dalle stazioni appaltanti, la Prefettura di Catania procederà ad una immediata e puntuale attuazione degli accertamenti per confermare o meno l’assenza di pregiudizio o di elementi ostativi. In riferimento alla relazione della commissione regionale antimafia, informo che il documento è giunto all’attenzione del Prefetto soltanto due giorni fa: è evidente che i contenuti della relazione oggetto di accertamento giudiziario e coperti da segreto investigativo verranno accuratamente valutati con il pieno coinvolgimento delle forze di polizia. Solo all’esito di questa valutazione potrà verso un quadro preciso tale, eventualmente, da prendere la decisione di avviare un accesso ispettivo».
Quanto chiesto dai due deputati è stato riassunto dalla senatrice Nunzia Catalfo Portavoce a 5 Stelle: «Oggi il Movimento Cinque Stelle ha chiesto al ministro Alfano la commissione d’accesso al comune di Catania guidato dal sindaco del PD Enzo Bianco. I deputati Riccardo Nuti e Giulia Grillo M5S sottolineano come il Governo Renzi ha l’obbligo di salvaguardare l’amministrazione pubblica inviando la commissione d’accesso per verificare l’eventuale condizionamento dell’amministrazione comunale da parte della criminalità organizzata e decidere se sia necessario lo scioglimento del comune. Gli elementi di possibili infiltrazioni mafiose tramite consiglieri comunali e presidenti di circoscrizione, su cui l’antimafia siciliana ha chiesto l’intervento della procura e della commissione nazionale antimafia, sono pesanti e non sottovalutabili. Ancor più scandalosa è la vicenda legata al piano di urbanizzazione per oltre 300mln€ che vede interessi mafiosi nella società realizzatrice e intercettazioni fra il sindaco del PD Bianco e Ciancio, proprietario di molti terreni interessati dalla cementificazione, unico editore di Catania e ai tempi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa».
«Troppe sono le ombre che incombono sul Comune di Catania – continua la senatrice – e sulla sua amministrazione: dalle asseverazioni delle partecipate al bilancio comunale, dal PUA (Piano Urbanistico attuativo) al progetto ad esso collegato cui fa riferimento la società Stella Polare, i cui soci fondatori risultano, dagli atti processuali e dalle dichiarazioni di stampa, collegati alle cosche mafiose, finendo con le presunte infiltrazioni mafiose in consiglio comunale come evidenziato dalla relazione della Commissione Antimafia della Regione Siciliana. Dall’intercettazione telefonica del maggio 2013 nel corso della conversazione tra Mario Ciancio e l’attuale Sindaco Bianco si evince un chiaro interesse dell’imprenditore, allora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, sulla votazione del giorno precedente in consiglio comunale sull’approvazione del PUA avvenuta il giorno precedente, tanto è che lo stesso Ciancio mostra la sua preoccupazione perché non era certo che l’allora consigliere D’Agata si sarebbe astenuto. Di fatto D’Agata si è astenuto. Il sindaco Bianco deve dare una risposta ai cittadini di Catania su questo punto. Inoltre è necessario conoscere il peso dei voti dei consiglieri indicati dalla commissione antimafia, tra i quali due della maggioranza, all’interno del consiglio comunale. Quanto hanno pesato nell’approvazione del bilancio, quanto nell’approvazione del PUA e nell’approvazione di atti importanti per la nostra città. Riteniamo urgente e necessario avviare la procedura di scioglimento del Comune».

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