Giardini Naxos: Mare e Spiaggia, Storia e Cultura. Ottima idea viaggio vacanza

Le origini storiche di Giardini Naxos risalgono al 735 a.C. quando un gruppo di coloni sbarca a Capo Schisò e fonda quella che concordemente viene indicata dagli storici antichi come la prima colonia greca di Sicilia;  che  viene chiamata Naxos come l’omonima isola del mare Egeo.

Pur rimanendo una piccola città ebbe una grande importanza simbolica per il suo altare ad Apollo Archegetes che era il punto di partenza degli ambasciatori delle città greche di Sicilia diretti nella madrepatria.

Schieratasi con Atene durante la guerra del Peloponneso, dopo la sconfitta della spedizione militare ateniese in Sicilia, Naxos subisce la vendetta di Siracusa che la cinge di assedio e la rade al suolo nel 403 a. C.: i cittadini sono venduti come schiavi e il territorio è donato ai Siculi. Nonostante la totale distruzione, il nome Naxos permane nel tempo e nel III secolo d. C.   l’Itinerarium Antonini, elenco di località poste lungo le vie dell’Impero Romano, indicava Naxos come un luogo per il cambio di cavalli situato a 35 miglia da Messina lungo la strada consolare che conduceva a Siracusa.

Giardini Naxos oggi è la meta preferita per molti turisti e vacanzieri che amano le splendide spiagge con sabbia finissima, dove le numerose strutture balneari ben attrezzate offrono un ottimo servizio per tutti coloro i quali hanno voglia di divertimento e relax.

Ottima idea viaggio anche per chi oltre al mare e la montagna ama la storia e la cultura.

Gran parte dei reperti venuti alla luce nell’antica Naxos si trovano oggi al Museo Archeologico, situato quasi all’estremità della penisola di Schisò accanto ai resti di un fortino borbonico (XVII – XVIII).

Al piano terra è possibile ammirare reperti del periodo preistorico e bizantino, rinvenuti tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900, materiali ceramici tardo-geometrici di produzione corinzia e di produzione euboico cicladica o di imitazione; corredi rinvenuti nella necropoli settentrionale; anfore da arcaiche tutte riutilizzate come sepolture.

Al primo piano si trovano monete del V secolo a.C. dal quartiere settentrionale e dalle aree sacre della città, rivestimenti architettonici dell’abitato arcaico e classico, delle necropoli del V secolo a.C. e quelle ellenistiche (III secolo a.C.).

Nel torrione del fortino borbonico sono ospitati invece, reperti subacquei come ceppi d’ancora, macine e anfore.

Luogo ideale anche per lunghe passeggiate serali in riva al mare, dove è possibile gustare delle ottime specialità  scegliendo tra i numerosi bar, ristoranti, pizzerie.

Alfio Fabio Micalizzi
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