“Generazioni a confronto”: Saitta&Saitta al Teatro ABC

Salvo Saitta, Katy Saitta, Annalise Fazzina e Sara Putrino in “Generazioni a confronto”, una bella commedia scritta da Eduardo Saitta.

 

Un padre anche nonno che mette la propria casa a disposizione di figlia e nipoti, di cui una in dolce attesa. Quattro generazioni sotto lo stesso tetto, un po’ per bisogno, tanto per amore; un ménage fatto di confusione e discussioni, confronti appunto, durante i quali trapelano solidarietà ed inquietudine, dolore e tentativo di rivalsa.

Destini legati a decisioni coraggiose e a un DNA che richiama ad un passato di disonesti comportamenti. Il tutto condiviso fra i membri di una famiglia in cui ob torto collo i fatti personali non indugiano granché a restare tali; in fondo, una famiglia normale unita nel bene quanto nel male. Oggi, che va tanto di moda esporre i fatti propri sul pubblico social, si costruiscono case e cose a misura di single e vivere con la propria famiglia come restare nella propria città natale vengono considerati atteggiamenti da bacchettoni.

Eduardo Saitta con questa storia così delicata ci fa ricordare che famiglia è anche farsi i fatti di tutti, entrare nelle dinamiche della sfera privata, esprimere un giudizio per dimostrare di esserci. Ha collegato tre storie realmente accadute e a lui note, ricostruendole nelle atmosfere che rimandano alle situazioni in fase di stallo delle commedie eduardiane, quando “a nuttata ha da passà“: si presentano gli eventi e in un coacervo di emozioni diverse, si aspetta che giunga la soluzione, negli intervalli fra la cena e la colazione. Una rassegnazione coraggiosa, alla quale i personaggi si adeguano, non senza sperare che il futuro sarà più roseo del presente.

Egli ha scritto raccontando l’ovvio, quello che tanto ci spaventa al giorno d’oggi, quello fatto per entrare dentro lo specchio nel quale ci dovremmo guardare, anziché nello schermo di un telefonino per scattare una foto che modificheremo. Una commedia in cui tutti i componenti, un po’ per ragioni di spazi condivisi, un po’ per la diversa esperienza proposta dagli anni e dalla vita, dovranno guardare in faccia la realtà, ciascuno con i propri ritmi, lenti, affannati e prudenti. E la realtà parla di persone che hanno preso delle strade, fatto delle scelte, che si sono allontanate e poi tornate ma che non sono rimaste sole perché, sebbene obsoleto, il concetto di famiglia che si stringe intorno ai suoi componenti non ha affatto il sapore marcio della disperazione senza condivisione. “Basta sedersi accanto…ecco…è semplice…

Salvo Saitta è il nonno/padre/prossimo bisnonno unico in grado, a suo dire, di aver fatto zero in schedina e non essere stato considerato per l’unicità del fatto. Legge il giornale di carta e continua a giocare la schedina; capisce gli affanni delle nipoti più di quanto non faccia la madre, anche se… “Giovanna nel fatto dei fiori e delle api come c’entra?“… Katy Saitta è la figlia/madre/prossima nonna che capirà di più quando smetterà di parlare frontalmente con le figlie, così come il padre aveva fatto con lei in un passaggio tragico della sua vita. Sono così autentici che ciascuno può rintracciare in loro caratteristiche dei propri familiari, brani di discussioni avvenute sotto il tetto della propria casa. Salvo e Katy Saitta sempre in grande sintonia ed inclini, per questo e per la professionalità indiscutibile, a rendere più robusto il messaggio.

Annalise Fazzina e Sara Putrino, sebbene emozionate nei primi istanti, emergono portando in scena con crescente sicurezza i ruoli delle figlie: saggia e quieta una, più vivace e ribelle l’altra… ma anche qui, i ruoli saranno a sorpresa ribaltati.

 

Una commedia per i nonni di ogni epoca, oggi che sono obbligati a diventare anziani con un certo ritardo perché più a lungo devono essere genitori. Una commedia per ogni nipote che abbia avuto la gioia di avere nonni presenti, nei quali abbiano trovato rifugio, complicità subitanea come quelle banconote che vanno non viste di mano in mano “per passarsi qualche capriccio…“. Alla fine sempre presenti, e malgrado il passo più stanco e le spalle un po’ ricurve, gli unici a poter trovare la soluzione anche nei frangenti più sorprendenti, riuscendo a farla franca contro la sorte beffarda.

Bravo Eduardo Saitta – membro di una famiglia ampia in cui ricorrono “Generazioni a confronto” – che anche questa volta senza paragonarsi a nessuno, con il consueto approccio discreto e riverente, conferma che a parlare semplicemente di sentimenti si fa sempre centro.

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