FEMMINICIDIO:” DIGNITA’ E CORAGGIO”

di Carmelo Santangelo

espressione emergente durante incontro con F.I.D.A.P.A. di Gravina di CT

Nella ricorrenza della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, migliaia di siti, pubbliche amministrazioni, associazioni, chiese, partiti politici, hanno svolto manifestazioni in tutta Italia e nel mondo. L’incontro di oggi 25 novembre con gli aderenti l’Associazione FIDAPA Gravina di CT, e Paesi Etnei, presidente Agata Teresa Motta, Vera Nicolosi, vice presidente; Antonia Russo, segretaria; Rosalba Caruso, Tesoriera; tra gli ospiti al tavolo della presidenza sono presenti Giuseppina Nicolosi, Rosanna Giuffrida, l’Avv. Giovanna Cannatella ed i fratelli Carmelo e Mario Santangelo, hanno ricordato l’uccisione delle donne dall’ignobile mano di alcuni uomini violenti, un pensiero di solidarietà e suffragio rivolto a tutti coloro che hanno vissuto questa esperienza, indipendentemente dalle condizioni sociali, di religione o di colore della pelle.
I numeri sono impressionanti, una vera guerra, in Italia circa 130 donne ammazzate ogni anno, mediamente una ogni tre giorni, con condanne irrisorie che non scoraggiano di certo il prossimo violentatore. Tutto questo denota il fallimento della politica che permette troppi privilegi ai condannati, rimettendoli subito in libertà o con permessi premio ove cioè possono incontrare altre vittime.
In sede di dibattito degli intervenuti emergono i drammi dall’una o dell’altra vittima, tra l’altro sono state ricordate le vittime Giordana Distefano uccisa a Nicolosi dal suo convivente con 48 coltellate, e Fabiana Luzzi di Corigliano, la ragazza 16enne ammazzata con 20 coltellate e mentre era ancora viva supplicava il suo fidanzato a fermarsi mentre gli versava una tanica di benzina dandogli a fuoco. Il papà di lei scrive al presidente della Repubblica Mattarella “perché date la licenza premio all’assassino di mia figlia? Quest’anno tre volte lo abbiamo visto passeggiare sotto casa nostra, oltre al dolore anche la beffa.
Introduce la Presidente. “Noi della F.I.D.A.P.A. della Sezione di Gravina e Paesi Etnei, condividiamo con disprezzo anche questo evento. Purtroppo ancora oggi, in tutto il mondo, le donne sono soggette a stupri, violenze domestiche e altre forme di violenza. Ci siamo chieste il perché avviene e il perché lievita inarrestabile questa strage. Nel dialogo a cui tutte le socie presenti hanno partecipato abbiamo capito che la donna era e ancora lo è, un poco meno, emarginata in forme diverse, dove esiste il marito padre-padrone e si continua a ignorare questa prepotenza, questa mancanza di rispetto, questa dominanza, questa prevaricazione, questo possesso “o con me o con nessun altro”. L’evoluzione femminile, dice la storia, ha avuto alti e bassi; non dimentichiamo che già nelle civiltà arcaiche la donna era considerata regina della famiglia e potente nella società, tutt’altro invece nell’antica Grecia. I grandi filosofi come Platone, Pitagora, Euripide, la consideravano ignorante, inferiore, difettosa, capace solo di fare figli.
In Italia, dal 10 marzo 1946, quando le donne furono ammesse per la prima volta al voto amministrativo ebbe inizio la sua escalescion con la libertà di scelta sull’aborto, il divorzio, l’abolizione del delitto d’onore, lo stalking (persecuzione), e per ultimo il codice rosso.
Ricordiamoci che fino agli anni 50 era “peccato” guidare la vespa, portare i pantaloni o la mini gonna, uscire di casa da sole, le donne violentate erano obbligate al matrimonio riparatore e succede ancora oggi in alcuni abbienti vedere bambine-spose!
In questo incontro sono stati ricordati episodi gravi tra cui è emersa la tenacia e la forza di volontà di Filomena, vittima bruciata nel viso con l’acido, la sua forza, malgrado tutte le sofferenze, di andare avanti; la violenza subita dalla ragazza 16enne,Fabiana Luzzi, uccisa a coltellate e poi bruciata, il cui violentatore è stato condannato a 18 anni ma poiché per i primi 3 anni ha mostrato buona condotta è stato premiato ed è uscito dal carcere, quest’anno per ben tre volte; il padre della vittima a tale notizia colto da malore, per lui “questa non è giustizia” e l’omicida con queste uscite-premio uscendo liberamente può di nuovo rifare quello che ha fatto e passeggiare liberamente.
La Presidente ha letto una poesia, dedicata a Giordana, scritta dal poeta e giornalista Carmelo Santangelo che ha meritamente ricevuto il primo premio ad Aci Castello in un recital organizzato dal prof. Salvo Luzzio Presidente dell’Ass. culturale OmniArtEventi.
Il nostro messaggio alle donne in difficoltà: “siamo convinte, come ci ha giustamente fatto osservare un Magistrato, che non bisogna mai andare all’ultimo appuntamento “per chiarimenti” perché l’omicida in modo premeditato approfitta di quell’occasione per uccidere la donna.
E’ stato letto uno stralcio di un ricordo, del padre dei fratelli Carmelo e Mario Santangelo “L’eredità morale di mio padre” dove si conferma che si sono persi i valori importanti: stare tutti a tavola all’ora di pranzo e insieme, dialogare, confrontarsi, aiutarsi, guardarsi in faccia ed alla prima forchettata “Sabbenerica papà, sabbenerica mamà” tutto ciò appare difficile raccontare ai posteri che, per alcuni, a casa loro hanno sperimentato soltanto litigi, tradimenti, tribunali, separazioni violenze, ecc. Infine ci si è soffermati sulla violenza di genere, in particolare di quella verbale che uccide più del coltello, l’arma della parolaccia, l’offesa usata da chi non ha rispetto dell’altro; ma che ha solo il piacere sadico della calunnia, che il più delle volte si arriva a gesti estremi.
Le Socie fidapine si sono riunite in questa serata per soffermarsi e argomentare sui temi anzidette, e anche su quegli uomini, separati, che anch’essi subiscono violenze verbali e condanne amministrative insopportabili e molti, scoraggiati, ritornano a carico dei genitori o preferiscono farla finita. In chiusura della serata sono state ricordate le sorelle Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Aria Teresa Mirabal, assassinate nella Repubblica Dominicana nel 1960 proprio il 25 novembre per la loro resistenza alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo.

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