Emergenza violenza di Genere: No agli slogan per far moda!

Oggi tutto il mondo si mobilita per partecipare alle varie manifestazioni e meeting, per dire no alla violenza di genere. L’ONU istituì questa giornata, per lanciare un’allarme a tutti i governi affinchè si possano attuare tutte quelle leggi che prevengano ogni forma di violenza, per arginare si spera una volta per tutte questa piaga indegna dell’essere umano. Sensibilizzare l’opinione pubblica su tale tema è fondamentale, tuttavia se è vero che dall’albero si riconoscono i frutti, è necessaria una azione incisiva da parte di tutti i governi, così da smuovere le coscienze di tutti cercando di rieducarci all’amore sacro per la vita e non abituarci agli amori malati. I frutti doverosi e positivi vanno raccolti dai famigliari delle vittime, onorando così la morte o l’abuso subito dei propri cari. Ma come si può agire? Noi comuni cittadini già lo stiamo facendo. Le autorità? Ci sono leggi severe che tutelano le vittime e che diano la giusta condanna dei carnefici? Si, ma sono insufficienti. Per quel che riguarda il nostro paese, la legge sullo stalking sebbene sia stato un primo passo verso la tutela e la salvaguardia delle vittime, tuttavia non riesce ad essere un deterrente incisivo. Si fa abbastanza per punire chi abusa di una donna, uomo o bambino? Bisogna chiedere alle istituzioni di pianificare leggi più severe con la certezza della pena, cosa che nel nostro paese non è sempre certa. Una realtà giudiziaria che solleva tante polemiche comprensibili. Ricordiamoci che, l’ONU istituendo la giornata del 25 Novembre, per dire No, ad ogni tipo di sopruso e violenza dalle mille sfaccettature non si riferisce solo nei confronti di noi donne; si parte, sì dalla violenza nei confronti delle donne, per passare al bullismo o cyberg bullismo adolescenziale in ambito scolastico, sfruttamento del lavoro minorile e sessuale legato alla pedofilia sparsi in tutto il mondo,il mobbing sul posto di lavoro, padri di famiglia che vengono licenziati perchè anziani e non riescono a ritrovare lavoro perdendo tutto, in primis la dignità di capo famiglia, un divorzio dove i nuovi poveri sono gli ex mariti, l’omofobia che ancora miete vittime con vili aggressioni ai danni di uomini,donne e transgender. Oggi diciamo no, a tutti gli abusi di vittime innocenti, quelle che attendono giustizia e quelle che non l’avranno mai! Non pilotiamo una tendenza di moda, verso una sola direzione ma rifiutiamo ogni forma di prevaricazione ed abuso su ogni fronte, significa raggiungere uno status da paese civile: diciamo No quindi, a tutte le forme di violenza di genere. Viva la vita.

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