Tumori, una scoperta rivoluzionaria che arriva da Catania

Arriva da un chirurgo catanese, trapiantato in Canada, la scoperta che cambierà completamente il mondo scientifico e la cura dei tumori: grazie, infatti, al dottor Goffredo Arena si è scoperta una teoria alternativa per spiegare come il tumore si propaga e si diffonde nel corpo umano, ma soprattutto grazie agli studi di Arena si può scoprire se si è affetti da una patologia tumorale in fase precoce, ancora prima che i marcatori tumorali (esami che si fanno quando si hanno dei sospetti) lo manifestino.

“La teoria convenzionale che le metastasi e dunque la propagazione del tumore avvengano attraverso cellule tumorali migranti non mi convinceva – dice il dottor Arena. Ero convinto che non fossero le cellule a migrare ma alcuni fattori prodotti dal tumore a trasformare le cellule bersaglio contenute in altri organi. Questi fattori sconosciuti erano capaci di trasformare la cellula che li riceveva in una copia esatta del tumore situato in altri organi: questi fattori, per esempio prodotti da un tumore del pancreas, avevano la capacità di trasformare in cellula tumorale pancreatica una cellula epatica o polmonare. È come – spiega Arena per i non addetti ai lavori – se il tumore a distanza influenzi una cellula sana trasferendo le sue caratteristiche neoplastiche”.

Insomma una scoperta che rivoluzionerà il mondo della scienza e soprattutto la cura dei tumori che, grazie agli intensi studi del chirurgo catanese, possono essere scoperti nella loro fase embrionale, aprendo così nuovi orizzonti terapeutici.

“Sono arrivato a questa scoperta dopo anni di studi – dice il dottor Arena. La molla scatenante è stata una esperienza personale che ha determinato le mie scelte professionali: mia madre fu colpita a soli 54 anni da un tumore del colon metastatico al fegato. Mia mamma morì dopo due mesi e io decisi di dover dare una risposta a quanto era accaduto. E così, mentre di giorno lavoravo come chirurgo e docente all’Università McGill di Montreal, di notte portavo avanti le mie ricerche. Devo ringraziare chi ha creduto in me, Maria Saputo Monticciolo e il figlio Giuseppe: proprio Giuseppe ha deciso di destinare una ingente somma a questa ricerca per onorare la madre colpita dalla stessa patologia che portò via mia madre”.

Dunque grazie al cuore grande di questo imprenditore e alle ricerche svolte notte dopo notte insieme alla sua equipe, adesso siamo a un punto di svolta: “qualche mese fa – dice Arena – ho deciso di utilizzare i fibroblasti che sono le cellule umane più diffuse nel nostro corpo e indurre in loro una mutazione genetica che bloccava l’espressione del gene oncosoppressore BRCA1. Esposi queste cellule al siero di pazienti con tumore del colon e del pancreas e, come ipotizzato dalla teoria, i fibroblasti si trasformarono in tumori del colon e del pancreas. La teoria non era più teoria ma era diventata evidenza scientifica”.

I risultati positivi, però, non si fermarono qui: le cellule esposte al siero di un paziente sano erano diventate tumorali. “Questo dato mi stupii perché fattori tumorali dovevano essere presenti solo in pazienti affetti da tumore e non in pazienti sani a meno che il paziente fosse affetto da un tumore ancora non diagnosticato. Studiai il paziente e scoprii che il tumore c’era. Il paziente non aveva sintomi, il tumore era allo stadio precoce e i marcatori tumorali erano negativi. Capii allora che le cellule che utilizzavo negli esperimenti erano capaci di ‘sentire’ la presenza del tumore anche in fasi precoci e trasformarsi in tumore”.

Nasce così la piattaforma biologica MATERD (Metastatic And Transforming Elements Released Discovery platform): “a questo punto, dopo aver brevettato lo screening, attendo i risultati degli esperimenti in corso per confermare la rigorosità scientifica di questa scoperta. Ora sento il bisogno di condividere questo protocollo con la comunità scientifica internazionale per confrontarmi con i massimi esperti del settore e mettere, una volta avute tutte le attestazioni del caso, questa ricerca a disposizione dell’umanità con un test che possa essere accessibile a tutti: servirà, infatti, un semplice prelievo del sangue per capire se è in atto una trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali”.

 

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