Dalla Sardegna un Ciaone al Movimento 5 Stelle

Elezioni regionale della Sardegna vince il centro destra con Solinas nuovo governatore dell’Isola.
Da questa elezione esce fuori un dato che continua a essere in contro tendenza rispetto alle elezioni politiche di un anno fa il Centro Destra cresce, la Lega entra in consiglio regionale anche se non sbanca con il suo 11,36% nonostante che il suo Leader Matteo Salvini ha campeggiato per almeno una settimana in tutte le località dell’Isola. Sicuramente ha influito, e non in maniera marginale ,la protesta dei pastori, dove Salvini pensava di attingere consenso,e invece con l’arenarsi delle trattative è accaduto l’inverso. Forza Italia con il 8% mantiene il suo trend in pratica è stabile. Mentre le liste di autonomia Sarda sommandole fanno un bel numero. Il Partito Sardo d’Azione ha avuto il 9,90 % mentre la somma di queste liste ,tutte nella coalizione di centro destra sommano oltre il 17% , la polverizzazione fa danno.
Il PD dal 22% delle passate regionali scende al 13%, primo partito della Regione, però ha bloccato la sua erosione di voti questo perché il candidato di centro sinistra che proviene da Ecologia e Libertà, sindaco di Cagliari ha lavorato bene, è riuscito con quasi il 34 % di consenso a fare respirare il contenitore del centro sinistra. Questo dato che cosa ci dice; a sinistra si vince quando si candidano volti nuovi impegnati sul territorio ma soprattutto quando i big nazionali se ne stanno alla larga .
In Queste elezioni si concretizza ancora la tendenza destrosa nel Paese, anche se con gli opportuni accorgimenti la sinistra potrà rinascere ma nelle stanze del P.D. verrà compreso?
Il dato però importantissimo è il tracollo del M5S che perdendo oltre 300 000 voti passa dal 45% delle politiche ad un misero 9% voglio porre l’attenzione al voto disgiunto il candidato alla Presidenza esce con poco più dell’11% mentre la lista non segue il suo candidato quindi l’elettore grillino ha preferito votare il suo candidato piuttosto che la lista.
L’on. Di Maio non dovrebbe esultare, affermando che il movimento è vivo e vegeto cercando senza riuscirci una sconfitta in vittoria, dato che entrano per la prima volta al consiglio regionale (nel 2014 il M5S non si è presentato perché Grillo non diete il simbolo) questa è una sconfitta e non perché il Movimento si è scontrato con tante liste, il numero di liste è uguale a quelle delle recenti politiche, solo che allora la somma dei due schieramenti ottenne poco più del 50 % mentre ora quasi il 90%. Di Maio deve capire che ci vuole umiltà nell’accettare la sconfitta, ma soprattutto tutte le formule messe in campo dal Movimento non ripagano. Attenzione alle prossime elezioni ora vogliono allearsi con liste civiche cosi cadrà anche un altro dogma del Movimento che assieme alla non ricandidabilità dopo i due mandati era un punto di forza.
Di Maio dovrebbe chiedere lumi a Giancarlo Cancelleri dato che la Sicilia, almeno per ora , rimane l’ultima roccaforte del Movimento.

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