Cultura: tutti insieme per Catania

«Occorrono occasioni importanti per dar vita ad approfondimenti seri e aperti a tutti e grazie all’incontro di oggi entro la fine dell’estate potremo presentare tutti insieme un grande progetto culturale per la città». Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco concludendo con il rettore Giacomo Pignataro nel Palazzo centrale dell’Università “Dai Beni culturali ai Teatri, un Patto per la Città”, organizzato da Comune e Ateneo e con la partecipazione di Soprintendenza ai Beni culturali, Cnr, Teatro Massimo Bellini, Teatro Stabile, Accademia di Belle Arti, Istituto Musicale Vincenzo Bellini, Organizzazioni sindacali, Associazioni culturali.
«L’espressione ricorrente oggi – ha detto Bianco – è stata ‘fare squadra’. Questo mi piace. Per realizzare qualsiasi progetto ambizioso bisogna fare squadra. Creare sinergie tra Bellini e Stabile, per esempio, potrebbe portare a notevoli risparmi a vantaggio degli investimenti culturali. Un unico Cda, un’unica direzione amministrativa e due direzioni artistiche. Catania attraversa un momento difficile. L’esempio è il Teatro Massimo Bellini che rischiava di chiudere ma adesso sta tornando a vivere perché la politica si è assunta le proprie responsabilità, scegliendo Grossi e Nicolosi come soprintendente e direttore artistico. Lo stesso è avvenuto con lo Stabile per la proposta di Anfuso poi recepita dal Cda. L’alleanza con altre istituzioni è fondamentale, come sta avvenendo con il Museo Egizio di Torino, e tutto va giudicato dagli obiettivi che si riescono a raggiungere. Catania ha grandissime potenzialità, è viva e pulsante; partiamo da questo per tornare presto a vederci per progettare ancora insieme».
Sia Bianco sia il Rettore hanno sottolineato il ruolo fondamentale dell’istituzione universitaria.
«L’Università – ha ricordato Bianco – è uno degli elementi distintivi di Catania, per storia, per qualità e grandezza. La ricchezza intellettuale data dai suoi ragazzi è importante. E quest’occasione ha messo in evidenza tante tematiche, da analizzare in maniera adeguata».
«L’Università – ha aggiunto Pignataro – sia collante nel coagulare la cultura. Il suo conttributo al dibattito di questa città che si deve sprovincializzare puà essere determinante, se pensiamo che questo ateneo accoglie ben cinquantamila giovani. E Catania deve attrarre e non fare fuggire».
L’incontro, moderato da Guglielmo Troina, era cominciato con un invito del professore Giancarlo Magnano San Lio che aveva sottolineato come «Il dialogo dev’essere complessivo e non settoriale».
L’assessore Orazio Licandro aveva poi parlato della cultura che «può identificare la qualità della democrazia ma anche essere una parola vuota” sottololineando la volontà di “proporre e generare un metodo di lavoro non attraverso gli Stati Generali, ultimo retaggio dell’Ancien Regime, ma l’Agorà del modello greco” per risollevare Catania, “città che era finita in un oscurissimo cono d’ombra” e in questi due anni e mezzo ha visto un’inversione di tendenza, “per esempio nel Castello Ursino, con un vertiginoso aumento di visitatori: centomila contro i 25.000 di due anni fa».
Tra gli altri interventi quelli di Roberto Grossi, soprintendente del Bellini, che ha sottolineato come «I teatri non siano sovrastrutture ma elementi vitali della società», Giovanni Anfuso, nuovo direttore artistico dello Stabile che ha affermato di voler dare «massima apertura nei confronti di tutti i teatri nazionali e internazionali, coinvolgendo tutte le sensibilità emergenti e le innovazioni culturali che giungono dal Nord Europa al Nord Africa fino al Sud America». Particolarmente apprezzato l’intervento di Vincenzo Pirrottam che ha lanciato un appello unità, dando la propria disponibilità per contribuire al rilancio dello Stabile e ha affermato che «non si possono fare processi preventivi e gli artisti vanno giudicate da ciò che riescono a produrre». Secondo Orazio Torrisi, poi, «è necessario confrontarsi con continuità e sviscerare i punti settore per settore». Tra gli altri interventi quelli della Soprintendente ai Beni culturali Fulvia Caffo, di Daniele Malfitana, il quale ha parlato della positiva esperienza di collaborazione tra Comune e Iban del Cnr, le docenti Ilde Rizzo, Grazia Pulvirenti – quest’ultima ha parlato dell’esperienza del Teatro Machiavelli -, di Maria Rosa De Luca, musicologa e componente del Cda del Bellini, di Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti e di Davide Foti della Cgil, che ha parlato dei problemi dei lavoratori dello Stabile.
Tra i presenti registi come Federico Magnano San Lio, Gioacchino Palumbo, Gianni Scuto, Salvo Nicotra, Ezio Donato, anche anima della scuola dello Stabile, attori e attrici che hanno fatto la storia del teatro catanese, da Pippo Pattavina ad Alessandra Costanzo, Lucia Sardo, Guia Ielo, Nellina Laganà, Barbara Gallo, Concita Vasquez, Egle Doria, Cosimo Coltraro, Chiaraluce Fiorito, Giovanna Criscuolo, e il light designer Franco Buzzanca. E poi giornalisti e uomini di cultura come Nino Milazzo, che dello Stabile è stato presidente, il critico teatrale Sergio Sciacca, Piero Maenza, Filippo Cosentino nel cda del Bellini, lo storico Tino Vittorio, Renata Gambino, scrittori come Mimmo Trischitta, operatori culturali come Francesco Mannino di Officine culturali, Gianni Filippini, Biagio Guerrera, Sergio Zinna e Marina Cafà, e Alessandro Cappellani dell’Ersu. Tra i musicisti, Francesco Nicolosi, direttore artistico del Teatro Massimo Bellini, Lino Giudice, direttore dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini, e il compositore Matteo Musumeci. Presenti anche il vicesindaco Marco Consoli, gli assessori Rosario D’Agata e Valentina Scialfa.

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