CRISI DELLA PESCA: “lavoratori e imprese chiedono interventi concreti di sostegno al reddito”. Manca un piano di sviluppo per l’intero comparto

Il Presidente dell’Associazione Pescatori Marittimi Professionali A.P.M.P. (associazione di categoria autonoma e apartitica costituita con atto pubblico in data 10-07-1995), di riferimento all’emergenza coronavirus e successivi Dpcm, ordinanze nazionali, regionali, comunali, ha scritto una nuova lettera al Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore Regionale Agricoltura e Pesca, al Dipartimento Regionale Pesca e per conoscenza al Ministero per lo Sviluppo Economico,  al   Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali,  alle Direzioni Marittime di Catania e Palermo, alle Prefetture di Catania, Palermo, Messina, Trapani,  alla Questura di Catania, Palermo, Messina, Trapani.

Premesso che :

  • la pesca è stata considerata come servizio pubblico essenziale;
  • in riferimento ai numerosi Dpcm e ordinanze varie si è registrato un calo totale delle vendite del pesce fresco locale fino ad arrivare a meno 95% ;
  • si era registrato un fermo quasi totale dei pescherecci;
  • nell’ultimo periodo del mese in corso si è registrato il ritorno alla pesca di alcuni armatori i quali hanno effettuato vendite dirette del pescato all’interno dei porti e/o attivando vendite con servizio a domicilio e/o vendite presso pescherie private e/o vendite presso supermercati;
  • la chiusura dei mercati all’aperto, pescherie storiche ecc., in aggiunta alla chiusura attuale di ristoranti, trattorie, alberghi, ecc., fa registrare una perdita nella vendita del pescato fresco locale di oltre il 50% (in alcuni casi riguardanti armatori e pescatori professionali della piccola pesca che effettuano la vendita diretta dentro i porti, si registra una vendere quasi totale  del pescato ma rappresentano una minima percentuale, che sembrerebbe favorita  dal punto vendita all’interno dei porti);
  • molti armatori e pescatori delle marinerie di Mazara del Vallo, di Sciacca, di Riposto, delle Isole Eolie, ma anche delle marinerie delle province di Trapani e Palermo lamentano mancate vendite e mercati ingolfati proprio a causa della chiusura di trattorie, ristoranti, alberghi, ma anche in riferimento alle restrizioni a cui sono “costretti” i cittadini utenti consumatori;
  • armatori e pescatori lamentano una scarsa attenzione da parte dell’amministrazione regionale riguardante la tutela di un settore storico che rischia di perdere importanti fette di mercato guadagnato dopo anni e sacrifici, lamentano la mancanza un piano di sviluppo economico e lavoro che riguarda la pesca e il commercio dei prodotti ittici;
  • armatori e pescatori lamentano l’assenza di spot pubblicitari istituzionali utili al comparto Pesca e Agricoltura, quindi mancata tutela del prodotti locali.
  • I Mercati all’aperto (organizzati e strutturati) secondo il parere di molti scienziati sono da considerare più sicuri dei mercati al chiuso i quali avrebbero di bisogno di adeguato sistema di ventilazione e climatizzazione da adeguare all’attuale emergenza Covid-19;
  • L’ A.P.M.P. aveva avanzato la proposta alla Regione Siciliana riguardante la creazione di un’ APP  (istituzionale)  in grado di mettere in contatto direttamente da casa i cittadini e le barche dei pescatori già durante le battute di pesca, sistema innovativo e futuristico che necessità della tutela delle istituzioni, in modo da garantire i dovuti diritti e doveri sia agli utenti consumatori che ai produttori (pescatori professionali / Imprese di Pesca), ma a tutt’oggi non ha ricevuto nessun riscontro (forse perché trattasi di un’associazione autonoma e apartitica ?).

Il Presidente dell’A.P.M.P., nella missiva, scrive inoltre:

  • visto che a tutt’oggi non ha ottenuto nessun riscontro da parte del Presidente della Regione Siciliana, dell’Assessore Regionale Agricoltura ecc.;
  • considerato che a tutt’oggi non esiste alcuna certezza scientifica riguardante le modalità di contagio del virus COVID 19;
  • considerato che a tutt’oggi non è stato scoperto alcun vaccino utile a tutelare la salute dei pescatori marittimi professionali;
  • considerato che la Regione Siciliana deve tutelare la salute ma anche il lavoro dei cittadini, anche in riferimento ai Dpcm ecc.;
  • considerato che si è registrato un danno dovuto al crollo della vendita del pesce fresco locale (pescato siciliano ?);
  • anche volendo considerare un’imminente ritorno alla  “normalità”  , quindi  auspicando l’apertura di trattorie, ristoranti, alberghi, pescherie storiche e mercati all’aperto ecc., nulla presumibilmente sarà più come prima;
  • considerando una lenta ripresa delle vendite del pesce fresco locale;
  • considerato che molti armatori sono tendenti a non riprendere l’attività per paura di ulteriori danni da mancata vendita dei prodotti ittici freschi locali;
  • sentito il parere della Federazione Armatori Siciliani;
  • considerato il fatto che anche molti armatori della pesca industriale di Mazara del Vallo sono del parere di chiedere ulteriori forme di sostegno al reddito dei lavoratori marittimi imbarcati ecc.;
  • considerato che il comparto pesca si trova in stato di crisi già da tempo prima dell’annuncio dei vari Dpcm, ordinanze e decreti vari;
  • considerato che è stato chiesto già formalmente che venga riprogrammata tutta l’agenda di spesa dei fondi europei, FEAMP, FLAG ecc.
  • considerato che i fondi per la pesca messi a disposizione dalla Regione Siciliana (dichiarati a mezzo stampa dal Presidente Musumeci durante una nota trasmissione Televisiva) sono vergognosi e quasi invisibili,

  c h i e d e

al Signor Presidente della Regione Siciliana On Sebastiano Musumeci all’ Assessore Regionale all’Agricoltura Dr Edy Bandiera che venga dichiarato lo STATO CALAMITA’ NATURALE   e/o  di  STATO DI CRISI DELLA PESCA.

Si chiede voler intervenire seriamente, concretamente e tempestivamente al sostegno del reddito di tutto il personale marittimo imbarcato, ma anche delle Imprese di Pesca per almeno n. 12 mesi – quasi da definire come una forma di CGIS PER  EVENTO  IMPROVVISO  E  IMPREVISTO   (ex art 21 co.1 D.Lgs 148/2015 –   e   art. 2  co.3   DM 94033  del 13-01-2016  e successive  modifiche e/o integrazione  e/o interventi nuovi da attuare per il sostegno al reddito dei pescatori marittimi professionali danneggiati dal crollo dei mercati e turismo).

Il sostegno a reddito, secondo la proposta avanzata dall’ A.P.M.P.  riguarderebbe tutti gli armatori e pescatori residenti nel territorio della Regione Siciliana, da ritenersi comunque facoltativa  e non obbligatoria,  in modo così da poter  prevedere e considerare che almeno circa il 20-30%  di armatori e pescatori della piccola pesca potrebbero proseguire, dichiarando dunque la loro disponibilità, avendo preso atto della situazione in cui versa il mercato e la situazione anomala di incertezza anche da parte degli stessi ristoratori, albergatori e della filiera del turismo in generale.

Il fermo delle barche, secondo un sondaggio  A.P.M.P.,   prevede un’adesione alla CGIS PESCA intorno al 70-80 % delle unità e rispettivi equipaggi, attività che secondo l’associazione pescatori potrebbe inquadrarsi come uno strumento valido ed utile al RIPOPOLAMENTO ITTICO e, di conseguenza la Regione Siciliana,  potrebbe intercettare e ottenere anche importanti risorse e fondi europei, che in questo caso andrebbero spesi –   afferma il Presidente –  a differenza degli ultimi n. 20 anni, in modo utile e concreto.

A.P.M:P. segnala infine,  all’Ufficio di Presidenza della Regione Siciliana e alla segreteria generale dell’Assessorato Regionale Agricoltura, il fatto che,  a tutt’oggi, risulterebbe che  la Commissione Consuntiva regionale della Pesca non si è riunita nemmeno una volta sin dall’ istituzione.

Alfio Fabio Micalizzi
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