CORONAVIRUS LA PAURA DI UN KILLER SILENZIOSO

di Carmelo Santangelo
Coronavirus è davvero un’influenza “banale”? Eppure i numeri sono allarmanti: Le ultime notizie danno 40000 contagiati e oltre 1000 morti, cresce il rischio di un’epidemia su scala globale.
Gli esperti non creano allarmismi, sono ottimisti, ma è probabile che l’epidemia avanza, come si è visto seguendo i comunicati da un continente all’altro.
Milioni di gente in tutto il mondo hanno paura, evitano gli assemblamenti, le visite ospedaliere, il contatto fisico, e le mascherine, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aumentato a livello di rischio fino a 5 la valutazione dell’infezione.
Nel corso del secolo scorso sono state diverse le epidemie che hanno provocato migliaia di vittime in tutto il mondo, ma grazie ai vaccini e le prevenzioni, ogni qualvolta, grazie alla scienza medica si è riusciti a venirne fuori.
Gli scienziati hanno identificati e isolato il coronavirus, soprattutto si sono accorti che la fonte del virus è partito dai pipistrelli. In questo caso sembra che il virus da un animale infettato sia riuscito attraverso una ricombinazione ad essere trasmesso all’uomo. Le persone infette lo trasmette, l’una all’altra, attraverso le goccioline della tosse. In pratica si determina una rinofaringite e con la tosse irritativa della gola si trasmettono delle goccioline di saliva che contengono appunto il virus.
Un incubo senza fine per il gigante orientale, che ora deve fronteggiare oltre alle indispensabile cure, tutti i sistemi di prevenzione e diffusione del virus anche attraverso lo scambio commerciale.
Ora sappiamo la pericolosità per un probabile contagio, quei virus che emigrano da un continente all’altro, da una persona all’altra, da animale all’altro e da un animale all’uomo, trasformandosi geneticamente di volta in volta, il danno sarebbe grave se per fortuna, o sfortuna gli scienziati adibiti alla ricerca per un antidoto, o un vaccino, non riuscissero a trovare delle cure efficaci di contrasto, per ora le direttive sanitarie, in attesa di un vaccino, sono la prevenzione

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