Corona virus letale dove c’è inquinamento. CONSITALIA chiede interventi urgenti al Presidente della Regione Siciliana

Prima di pensare al ritorno alla normalità bisogna ridurre l’inquinamento.
Secondo uno studio dell’Università di Harvard condotto dall’italiana Francesca Dominici, sul lungo periodo basta un piccolo aumento nei livelli medi di polveri sottili per far salire la mortalità del 15%
Il Governo nazionale insieme a tutti i presidenti di  regione e sindaci – secondo CONSITALIA –  dovranno d’ora in avanti iniziare a programmare la sicurezza sanitaria, nei territori, attraverso azioni mirate alla promozione dell’ utilizzo dei mezzi pubblici, potenziando i servizi di trasporto,  puntando  al potenziamento del parco mezzi e  strutturando meglio i collegamenti, in grado di offrire valide alternative all’utilizzo dell’automobile privata, visto che i mezzi di trasporto privato sono i principali responsabili dell’inquinamento nelle nostre città.
Gli effetti di Covid-19 sono più letali nelle zone dove c’è un maggior inquinamento atmosferico da polveri sottili.
È quanto emerge da una ricerca dell’Università di Harvard guidata dall’italiana Francesca Dominici, una delle massime autorità in materia. «Abbiamo scoperto che sul lungo periodo basta una differenza di un microgrammo nella media di pm 2,5, il particolato ultrasottile, per aumentare il tasso di mortalità del nuovo coronavirus del 15%» spiega la professoressa Dominici al telefono da Boston. Le pm 2,5, chiamate anche «polveri sottili» sono micro particelle inquinanti e cancerogene prodotte per esempio (ma non solo) dagli scarichi industriali, delle auto e dei riscaldamenti, così piccole che riescono a penetrare negli alveoli dei polmoni e poi nel sangue, e quindi a danneggiare l’organismo. Non è la prima volta che viene riscontrato un legame tra inquinamento dell’aria e pericolosità del Cov-Sars-2, ma lo studio di Harvard poggia su solide basi numeriche. Si tratta infatti di un’analisi di «biostatistica», la disciplina che impiega calcoli statistici su grandi quantità di dati per la ricerca medica e biologica.

Il Presidente Regionale dell’Associazione dei Consumatori d’Italia CONSITALIA-SICILIA  (associazione costituita con atto pubblico in data 23-11-2009), di riferimento all’emergenza  pericolo diffusione virus  presumibilmente altamente contagioso,  già ufficiale in Italia dal  31-01-2020,, segnalava il potenziale pericolo al Sindaco del Comune di Catania con nota del 31-01-2020 Prot n. 19-2020  inviata a mezzo PEC pari data, con la quale chiedeva, in occasione della Festa di S. Agata,  di conoscere il piano di sicurezza sanitario alla luce dell’ emergenza Covid 19  che già dall’inizio della comparsa in Cina  rappresentava potenziale pericolo per l’incolumità anche nella città di Catania, visto che, in occasione della festa patronale si prevedeva l’afflusso di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, in visita nel territorio etneo per il giorni dell’evento religioso  (dal 03 febbraio al 06 febbraio) tenendo in, considerazione il fatto  che, a parere di molti utenti, per l’occasione  non era stata tenuta in considerazione l’emergenza sanitaria, visto che i festeggiamenti non subirono nessuna variazione nei programmi e, né tanto meno l’istanza del 31-01-2020  (Prot. n. 19-2020)  con  Oggetto:  Piano di sicurezza e gestione delle emergenze in occasione della festa patronale in onore di Sant’Agata prevista a Catania dal 3 febbraio al 6 febbraio c.a.  – protocollata a mezzo PEC, non aveva e non ha ottenuto a tutt’oggi alcun riscontro,

Con una nuova istanza  CONSITALIA ha chiesto l’accesso agli atti ai sensi della Legge 241/90 al fine di prevedere visione e ottenere copia di tutti gli atti riguardanti:

  • Misure adottate dall’amministrazione pubblica a tutela dei cittadini utenti in occasione dell’emergenza sanitaria causata dal corona virus;
  • ATTI che certificano la data in cui sono iniziate a Catania e provincia, concretamente, le misure di prevenzione e tutela dei cittadini vista l’emergenza sanitaria, e considerate alcune notizie stampa;
  • Elenco materiale sanitario distribuito dall’amministrazione pubblica a tutela dei cittadini utenti consumatori;
  • Atti, Certificazione in grado di poter tutelare la salute dei cittadini riguardante l’effettiva capacità di protezione dal contagio corona virus a seguito utilizzo delle mascherine in commercio a Catania e/o utilizzate dai cittadini;
  • Documento valutazione dei rischi da contagio nel territorio di Catania (motivazioni, percentuali, capacità di gestione emergenza sanitaria, ospedali adeguati alla gestione emergenza corona virus, ecc.);
  • Atti, Attività svolte dall’amministrazione comunale riguardanti la programmazione della ripresa delle attività, finita l’emergenza corona virus;
  • Atti, Attività svolte dall’amministrazione comunale, a tutela di cittadini e Imprese nel caso di prolungamento delle restrizioni conseguenti all’emergenza corona virus, piano di aiuti, piano di prevenzione crimini, ecc.;
  • Atti, Attività svolte dall’amministrazione comunale con la Regione Siciliana, il Ministero per lo Sviluppo Economico ecc.,  in materia di prevenzione aiuto e sostegno delle Imprese locali iscritte nel registro delle Imprese della CCIAA;
  • Atti, Attività svolta di programmazione per il potenziamento del servizio di trasporto pubblico – finita l’emergenza corona virus – che dovrà essere in grado di sostenere l’utilizzo dei mezzi pubblici, regolamentando l’utilizzo delle automobili private, e quindi ridurre l’inquinamento ambientale motivo di pericolo per la sicurezza della salute delle persone;
  • Atti, Attività svolta di programmazione per la riduzione del sovraffollamento nelle classi presso tutte le Scuole, Istituti scolastici, università, al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini a seguito “panico” emergenza corona virus.
  • Atti, Attività svolta riguardo al criterio di chiusura dei mercati all’ aperto, copia documento valutazione dei rischi, criterio valutazione autorizzazione proseguo delle attività presso locali chiusi e relativo documento valutazione dei rischi.
  • Atti, attività di controllo e vigilanza corretto utilizzo dei fondi ottenuti in occasione dell’emergenza corono virus;
  • Atti, attività di controllo e vigilanza riguardanti presunte attività di “speculazione elettorale” svolte  in occasione dell’emergenza corona virus a danno dell’amministrazione comunale e della città.

Uno studio della Società Italiana di Medicina Ambientale insieme all’Università di Bologna e Bari confermerebbe il collegamento tra inquinamento e corona virus.

I ricercatori dell’ Università di Bologna e di Bari, insieme ai colleghi della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), hanno iniziato la loro analisi controllando i livelli di inquinamento delle provincie italiane. In particolare, quello che hanno cercato nell’aria è la quantità di polveri sottili, le famose particelle che sentiamo sempre nominare quando si parla di inquinamento. Contemporaneamente hanno anche controllato l’andamento dei contagi da Coronavirus nelle stesse province. Sostanzialmente, hanno fatto un controllo incrociato.

L’Associazione dei Consumatori d’Italia Consitalia ha scritto al Presidente della Regione Siciliana al fine di voler prendere in considerazione il collegamento inquinamento-virus e, quindi chiede allo stesso di voler intraprendere tutte le iniziative utili alla salute dei cittadini siciliani, tramite azioni coordinate con l’assessore regionale della salute, l’assessore regionale delle infrastrutture e trasporti, nonché con tutte le  autorità sanitarie e scientifiche.

Dalla Sicilia potrebbe partire l’iniziativa   #IOUSOL’AUTOBUS

Alfio Fabio Micalizzi
Sorry! The Author has not filled his profile.

Lascia un commento

Migdalor/Faro – Rubrica di Ebraismo

I Samaritani

Annunci

Il lato oscuro di musica e letteratura

Il Libro

La linea della fertilità

Annunci